Imola: la rinascita parte dalla storia.

Intervista con Giancarlo Minardi e Aldo Costa, neo Presidente e neo Consigliere di Formula Imola.

Giancarlo Minardi

Il presidente di ACI, Angelo Sticchi Damiani, sta saggiamente e con lungimiranza giocando le sue carte per contribuire ad ottimizzare efficienza ed efficacia di gestione nei due più importanti circuiti italiani: Monza e Imola.

Se a Monza a fine 2020 si è insediata come Direttore del Tempio della Velocità Alessandra Zinno, proveniente da anni di innovativa gestione delle Risorse Umane in ACI, a Imola è stato ufficializzato nei giorni scorsi l’ingresso nel consiglio di amministrazione di Formula Imola, società controllata da Conami (il consorzio pubblico tra 23 Comuni di cui di Imola ha la maggioranza assoluta) di Giancarlo Minardi come Presidente e di Aldo Costa come Consigliere.

Soprattutto nel caso di Imola, l’affidamento dell’incarico a Giancarlo Minardi, che dopo i ben noti trascorsi alla guida dell’omonimo team faentino (divenuto Toro Rosso poi Alpha Tauri) opera in ACI Sport come Presidente della Commissione Velocità, può essere visto come indicatore di una ritrovata armonia di intenti tra ACI e entità locali, dopo i non sempre lineari rapporti intercorsi negli anni passati.

Dopo aver intervistato nei giorni scorsi Alessandra Zinno, tocca questa volta agli “storici uomini nuovi” di Imola.

Quali sensazioni ha evocato in voi la nuova nomina?

In entrambi, il nuovo incarico desta sensazioni positive: mentre Giancarlo Minardi si dichiara “sorpreso, dato che non era nei miei programmi, e ho detto sì più con il cuore che con la testa”, per Costa si tratta “di un cerchio che arriva a richiudersi, sensazione già avvertita più volte in carriera, ma mai avveratasi; sono partito anch’io da Minardi, a Faenza, e a Imola ho avuto occasione di girare in pista con diverse vetture, ultima della quali la Mercedes FW04 di F1”. E per chi volesse rivedere l’episodio, ma soprattutto il lavoro preparatorio, Costa consiglia di vedere il filmato “From Engineering Room to F1 Cockpit – The Documentary”  al link https://www.youtube.com/watch?v=Nkea6ltQyY8

 

Cosa pensate di portare nella gestione di Imola con la vostra storia?

Minardi: “sarà ovviamente necessario mediare tra parte sportiva, parte economica e parte politica, ma io nasco e sono uomo di sport, pronto a innestare la mia esperienza sul campo di tanti anni di agonismo, a livello individuale e federale, e a fare tutto quanto in mio potere per gestire le nuove sfide di un impianto che nel 2020 ha dimostrato di essere all’altezza dei tempi, ospitando sia il mondiale di F1 che il mondiale di ciclismo su strada”.

Costa: “con la puntigliosità e l’attenzione al dettaglio tipica del grande tecnico, contribuirà con un entusiasmo “creativo” volto a migliorare, perché secondo lui “anche il più perfetto dei sistemi ha spazi di miglioramento”. Incidentalmente, in queste parole sembra di rileggere la filosofia di approccio del Team Mercedes, e della sua punta di diamante Lewis Hamilton, volta al miglioramento continuo, a prescindere da quanto vincente tu sia.”

 

Quindi pronti ad allestire al meglio il GP del prossimo mese di Aprile, presenza confermata ufficialmente in calendario non più tardi del 12 Gennaio?

Minardi: “Sicuramente un premio e un riconoscimento alla serietà, efficienza e storia del circuito, ma anche un grande impegno da affrontare con serenità da parte di una struttura piccola, ma vaccinata”. Struttura che però non sarà sola nell’arduo compito, dato che Costa vede e percepisce “un gran bel fermento positivo a tutti i livelli, dalla proprietà fino alla società di gestione”.

Ad oggi non è dato sapere se sarà ammessa la presenza del pubblico o meno.

 

Ma cosa succederà una volta terminato l’effetto pandemico sulla F1? Esiste una possibilità concreta che Imola divenga evento stabile nel calendario?

Secondo Minardi, che da uomo di sport ama la franchezza e l’essere diretto, “Liberty Media dovrebbe riconsiderare il principio stabilito nel Patto della Concordia di un GP per nazione”. Abbiamo provocato l’amico Giancarlo chiedendogli se ciò potesse voler dire riesumare il GP di San Marino degli anni della lotta, anche e soprattutto politica, tra Monza e Imola quale sede del GP d’Italia; molto chiara la sua risposta: “noi oggi partecipiamo come Emilia Romagna e l’obiettivo è quello di mantenere la dizione Emilia Romagna, un territorio che al suo interno ha tutto: la Motor Valley, turismo, cultura, gastronomia, etc.. Abbiamo il pieno supporto di Stefano Bonaccini e della Regione tutta, che significa poter massimizzare le sinergie tra tutti i mondi che ho citato”.

 

Capire lo spirito della Motor Valley, significa capire perché un territorio sia così capace di muoversi all’unisono verso un obiettivo condiviso …

Costa: “molto semplicemente, dice “io sono un cittadino della Motor Valley”.

Con  Motor Valley si identifica il tratto della via Emilia che va da Piacenza a Rimini, caratterizzato dalla concentrazione di tante grandi case del motorismo italiano, di quindici musei d’auto e moto d’epoca, di piste e da passione, cultura e storia collegate allo sport dei motori. Qui, dice Minardi, “si  accumulano la passione e le capacità Industriali che questa terra, l’Emilia-Romagna, sprigiona da tutti pori”.

E, come rileva Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia Romagna, la Motor Valley “rappresenta per le sue molteplici valenze una risorsa unica per il nostro territorio. Sono oltre 66.000 gli occupati nelle 16.500 imprese attive, con 5 miliardi di euro di fatturato dall’export”.

 

Imola, come Monza, è circuito ben diverso da quelli del modello Tilke …

“Sono per i circuiti antichi. Sacrosanto salvaguardare la sicurezza e la stessa Imola ha dimostrato di saper cambiare il tracciato, pur mantenendo certa caratteristiche della pista uniche al mondo (la Tosa, le Acque Minerali)” dice Minardi. Anche secondo Costa, che a Imola ci ha anche guidato, “il tracciato è fantastico per chi corre, peculiare e molto selettivo … sarebbe un peccato non averlo stabilmente nel Circus. Questi contenuti si sono un po’ perso per strada negli ultimi anni e ora si comincia a rendersene conto”.

E secondo Minardi, l’opinione dei piloti dopo l’esperienza 2020 è stata determinante per la conferma nel 2021.

“Bisogna anche tener conto – sottolinea Minardi – che il contesto competitivo è radicalmente cambiato da quando correva il mio team: oggi, in 1’ e 8 “ troviamo tutte le auto dello schieramento, mentre allora con un distacco simile molto probabilmente ti ritrovavi in terza fila nello schieramento. Questo significa rivedere le regole del gioco”.

 

Molto ci si attende dall’ingresso di Stefano Domenicali a capo di Liberty Media …

Costa: “apporta sicuramente grande esperienza di corse e di industria, oltre all’equilibrio e buon senso che ne hanno caratterizzato l’operato negli anni in Ferrari e in Lamborghini:  lasciamo però il tempo a lui e al suo gruppo di fare e operare”.

Forse nell’era di Bernie Ecclestone certe cose erano più facili: come ricorda Minardi, “con Mister BE, presa una decisione, bastava una stretta di mano, cosa che a noi romagnoli piace molto …”.

 

Se per Monza, che sta all’interno di un parco cintato, il tema della sostenibilità è molto importante, figuriamoci per Imola che il circuito se lo ritrova nel cuore della città …

E’ un tema delicato su cui, dice Minardi, “è necessario riaprire il dialogo con la città e gli organismi statutariamente preposti (es. ARPA, ASL) e con i diversi comitati antirumore, cercando una mediazione che ritengo possibile, con l’obiettivo comune di salvaguardare una fonte di PIL importante. Non possiamo essere sordi e non attenti alle istanze che arrivano; ad esempio, la proprietà del circuito sta già investendo nelle barriere antirumore da collocare nell’area della Variante Alta”. E per Costa, “bisogna diventare propositivi e creativi”.

 

I giovani, i millennial in particolare, non sono particolarmente attratti dalla F1 …

Secondo Minardi, già “tornare a correre su certi circuiti recuperando spettacolarità e competizione, può aiutare, anche se in generale c’è forse un problema di raccontare meglio la F1”, tema che riprende Costa sottolineando come “vadano maggiormente coinvolti sul loro terreno, sui loro social, anche con gare virtuali, per far conoscere maggiormente il motorsport e le sue prospettive agonistiche, ma anche lavorative: in questo senso, anche la stessa Motor Valley dovrebbe fare di più come sistema”.

 

Come vedete il tema della diversity nel motorsport? Vediamo l’attività di Richard Mille con la FIA Endurance Commission, il suo team rosa, quello di Iron Dames, il progetto congiunto Ferrari Driver Academy – FIA Girls on track …

Per entrambi non è solo questione di fairness /politically correct o di CSR aggiungiamo noi. Costa: “è un tentativo genuino di avvicinare le donne all’automobilismo in generale: cosa che stiamo facendo anche nell’ambito di Motor Valley; la forza di un’industria sta anche nell’unire persone con punti di vista diversi, solo questo può portare prosperità all’intero sistema”. Anche ACI Sport sta seguendo da vicino la tematica.

Non potevamo non chiedere a Minardi una sua opinione sull’operazione che ha condotto Mick Schumacher alla guida della Haas nel 2021: “l’ho visto crescere progressivamente nell’orbita di ACI Sport e delle corse degli ACI Weekend: ha vinto e può essere un vincente anche in futuro. Attenzione però a non destabilizzarlo con paragoni con il padre del tutto fuori luogo: diamogli il tempo di crescere senza mettergli sulle spale un peso eccessivi”.

 

E per chiudere questa interessante chiacchierata a tre e invitare gli appassionati a seguire Imola (speriamo in presenza) Giancarlo Minardi ci dice semplicemente IMOLA IS BACK!

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