Infarto miocardico silente associato ad un aumentato rischio di insufficenza cardiaca.

L'attacco di cuore silente è un attacco di cuore che può essere difficile da identificare, molte persone non si renderanno conto di averne uno. La condizione viene spesso ignorata perché le alte soglie del dolore delle persone li portano a minimizzare i sintomi.

L’attacco di cuore, detto più propriamente infarto del miocardio, è il processo patologico per effetto del quale il flusso di sangue destinato al miocardio (ovvero il muscolo cardiaco) risulta inadeguato alle richieste.
Spesso provocata dall’aterosclerosi, questa grave condizione determina la necrosi (cioè la morte) del tessuto miocardico e una riduzione della capacità contrattile del cuore.

Sebbene l’attacco di cuore determini solitamente la comparsa di svariati sintomi, tra tutti si ricordano in particolare la dispnea, il dolore al petto e il senso di nausea, in alcune rare circostanze può passare del tutto inosservato, in quanto asintomatico o caratterizzato da disturbi appena accennati. L’infarto del miocardio non accompagnato da alcuna manifestazione patologica è detto anche attacco di cuore silente. I fattori di rischio che provocano questa subdola malattia di cuore sono gli stessi dell’attacco di cuore classico, quindi inattività fisica, dieta ricca di grassi, fumo di sigaretta, ipertensione, ipercolesterolemia ecc.

L’aspetto più pericoloso di un infarto del miocardio silente è il fatto che, molto spesso, chi ne è colpito ignora quanto gli è accaduto, di conseguenza non si cura in maniera adeguata, non cambia stile di vita (come invece sarebbe consigliato) e rischia fortemente di sviluppare un’insufficienza cardiaca grave e talvolta letale.

Sebbene l’infarto miocardico silente rappresenti circa la metà del numero totale di infarti miocardici, il rischio di insufficienza cardiaca tra i pazienti con infarto miocardico silente non è ben definito.
Uno studio ha esaminato la correlazione tra infarto miocardico silente e infarto del miocardio clinicamente manifestato, e l’insufficienza cardiaca in una analisi che ha riguardato 9243 partecipanti allo studio ARIC (Atherosclerosis Risk in Communities).
I soggetti presi in esame non presentavano malattie cardiovascolari al basale (prima visita ARIC nel periodo 1987-1989).
I ricercatori hanno scoperto che 305 infarti silenti e 331 infarti manifesti si erano verificati tra le visite ARIC 1 e 4 (1996-1998).
Un totale di 976 eventi di insufficienza cardiaca si sono verificati dopo la visita ARIC 4 e durante un follow-up mediano di 13 anni.
Rispetto a quelli senza infarto miocardico, i partecipanti con infarto miocardico manifesto e silente presentavano un aumento dell’incidenza di insufficienza cardiaca (tassi di incidenza per 1000 persone-anno, pari, rispettivamente, a 7.8, 30.4, e 16.2).
Sia l’infarto silente sia l’infarto manifesto erano correlati a un aumento del rischio di insufficienza cardiaca rispetto a nessun infarto miocardico in un modello aggiustato per fattori demografici e di rischio di scompenso cardiaco (hazard ratio, HR=1.35 e HR=2.85, rispettivamente).
Il rischio di insufficienza cardiaca associato a infarto miocardico silente è risultato più forte nei soggetti più giovani rispetto alle persone di età mediana (53 anni) (HR: 1.66, IC 95%: da 1.00 a 2.75 versus HR: 1.19, IC 95%: da 0.85 a 1.66 ,rispettivamente; p inferiore a 0.001).
E’ necessaria ulteriore ricerca per esaminare il rapporto costo-efficacia dello screening per infarto miocardico silente come parte della valutazione del rischio di insufficienza cardiaca e per identificare terapie preventive per migliorare il rischio di insufficienza cardiaca tra i pazienti con infarto miocardico silente.

Fonte: Journal of the American College of Cardiology, 2018

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