Intervista a Marco Giannecchini

Medico italiano trasferitosi a Berlino più di 25 anni fa, racconta la sua esperienza in Germania e le motivazioni che lo hanno spinto a vivere la

Cosa hai studiato e da quanto tempo sei in Germania?

Ho studiato Medicina all’Universitá di Pisa. Prima della caduta del muro di Berlino nel 1987, ho fatto il primo tirocinio ospedaliero nella Berlino Ovest di allora e un anno dopo, nel 1988, ho deciso di stabilirmi in questa città definitivamente. Ho avuto la fortuna di poter assistere alla riunificazione delle due Germanie in maniera pacifica dal 9 Novembre 1989 in poi….

Qual é stata la motivazione che ti portato ad “espatriare”?

Questa é una domanda fondamentale, che accompagna un italiano per molto tempo, vuoi perché c´é una naturale resistenza al cambiamento dentro ognuno di noi, vuoi perché in fondo l`Italia é pur sempre il luogo dove si é trascorso un lungo periodo di vita; e poi, non bisogna dimenticarlo, l`Italia é un paese, dal punto di vista delle ricchezze naturali e culturali, meraviglioso!

Nel caso mio, ci sono state 3 forti motivazioni interiori:

  • Una spinta all´affermazione in campo professionale
  • Il gusto dell´avventura
  • La promessa di una qualitá di vita migliore

Quando si arriva agli ultimi anni di Medicina é quasi naturale confontarsi con i “migliori”, quelli che si sono affermati in un determinato campo clinico-medico-scientfico. I miei “idoli” di allora avevano fatto tutti un´esperienza di lavoro post-laurea all`estero.

Ai tempi della mia laurea, ci si orientava verso l´America e l´Inghilterra. Nel caso mio la scelta di un periodo di formazione post-laurea é caduta su Berlino, allora ancora divisa dal muro; questo sia perché “Berlino Ovest”  offriva dal punto di vista professionale molte possibilitá di sviluppo professionale e perché le condizioni contrattuali dal punto di vista finanziario erano attraenti.

Non é però stata peró una scelta “dal giorno alla notte”. Prima di tutto ho fatto un tirocinio ospedaliero, prima della laurea, in un ospedale universitario di Berlino Ovest, poi dopo l´esame di stato in Italia ho svolto un secondo tirocinio ospedaliero (da medico ospitante, “Gastarzt”). Questo mi ha aiutato molto a capire il sistema medico-sanitario Tedesco e soprattutto ad imparare la lingua tedesca. In questo “periodo di incubazione” ho percepito in maniera piú netta le differenze tra il sistema italiano e quello tedesco, che mi hanno poi fatto prendere la decisione definitiva di costruirmi una nuova esistenza in Germania.

Come é stato il tuo percorso professionale e qual´é la tua attuale professione a Berlino?

La mia passione per la ricerca medico-scientfica mi ha portato fin dall´inizio della mia attivitá professionale a Berlino verso l´industria farmaceutica. Per questo dal 1989 fino alla fine di Settembre di questo anno ho ricoperto diverse cariche a livello manageriale nel campo della progettazione di progetti di sperimentazione e di communicazione medico-scienztifica all´interno prima della Schering, poi della Bayer Health Care e poi della Allergan. Oggi lavoro come Freelancer in diversi settori (medico-scientifico, come job & business coach, editoriale,…).

É stato difficile ambientarsi in un´altra nazione?

Devo dire che Berlino mi ha aiutato molto nel mio “start-up” iniziale, in quanto le infrastrutture tedesche sembrano all´inizio complesse, ma sono anche in genere “efficienti”, nel senso che si raggiunge quello di cui si ha bisogno sempre sprechi di tempo e di denaro. Berlino poi é molto cosmopolita e la comunitá italiana da tempo é molto integrata nel tessuto sociale Tedesco. Devo dire che mi sono sentito fin dall´inizio accolto bene.

Cosa  ne pensi della fuga dei cervelli, che purtroppo é sempre più frequente?

La “fuga di cervelli” non é purtroppo un fenomeno recente, in quanto anche ai tempi del mio trasferimento a Berlino era un processo giá in atto. La cosa che piú mi preoccupa é che non sono solo le persone con alle spalle un percorso accademico/professionale a cercare fortuna altrove, ma che anche molti giovani si rendono conto che l´entrata nel mondo lavorativo é resa difficile da molti fattori e per mancanze di prospettive decidono di lasciare l´Italia. Quindi economicamente il sistema italiano sta soffrendo di un altro grande male: si investono milioni di euro come spesa pubblica nella formazione di un giovane, che poi, quando sarebbe pronto per essere assorbito dal mercato lavoro (e creare “ricchezza”), non trova sbocchi e se ne va dall´Italia. Quindi il tutto é a lungo andare un processo di stillicidio di risorse pericoloso e nocivo. La popolazione italiana inoltre “invecchia” anche per questo. L´Italia si salverá, come é gia successo in atre epoche storiche di crisi finanziaria, per le risorse turistiche e per altri settori che riusciranno a rimanere competitive (quali quello tecnologico, internet, ecc.). Occorre peró dare al giovani di oggi da una parte un orientamento professionale valido che li metta, prima dell´inizio dell´università, in condizioni di fare la scelta giusta; poi occorre diffondere e coltivare una cultura di meritocrazia e di efficienza, che meriti da una parte chi si impegna e dall´altra che aiuti l´imprenditoria italiana a ricevere il supporto economico & legislativo adeguato, per poter crescere e creare nuove possibilitá di lavoro per le nuove generazioni.

Quali opportunità ci sono per un medico che decida di trasferirsi per lavorare in Germania?

Ho lavorato per circa 2 anni in un´ospedale universitario a Berlino, dopodiché ho ricevuto un´offerta per uno stage da parte della Schering AG (oggi Bayer HealthCare Pharma) a Berlino. Il mio lavoro da manager di progetto medico-scientifici per conto della Bayer però mi ha permesso di mantenere stretti contatto con l´ambiente ospedaliero tedesco; per questo conosco la situazione attuale in campo ospedaliero “dall´interno”. Inoltre mantengo contatti a livello personale / di amicizia con connazionali medici, che come me, sono venuti in Germania e hanno trovato (tra l´altro in un breve periodo di tempo) un lavoro all´interno di strutture ospedaliere.

Riguardo alla tua domanda, quando sono arrivato a Berlino nel 1987 ho “scoperto” che la Berlino d´Ovest di allora (prima della caduta del muro) era un´oasi in campo medico-sanitario: la separazione della cittá dal resto della Germania aveva favorito la creazione di una infrastruttura tale, che il cittadino potesse usufruire delle migliori prestazioni in campo ospedaliero e ambulatoriale sul luogo. Questo ha fatto nascere dei veri e propri “centri di eccellenza”, come per es. nel campo della cardiologia (“Deutsches Herzzentrum”). A parte questo allora c´era un considerevole numero di strutture ospedaliere, dove trovare lavoro da giovane laureato.

Quando penso ai miei primi passi da medico italiano, con una laurea in tasca, sbarcato a Berlino, mi vengono in mente queste “sensazioni”, che oggi, dopo circa 26 anni, posso dire che siano state confermate dall´esperienza giornaliera, da Italiano “trapiantato” a Berlino:

  • “il sistema medico-sanitatio tedesco é come un “motore potente con un livello di organizzazzione piú elevato e collaudato sulla strada”, che permette una migliore e piú efficace elargizione di servizi professionali al cittadino, sia in campo di medicina di base che specialistica”


Per esempio mezzi diagnostici come la TAC (tomografia assiale computerizzata) o la RM (risonanza magnetica) vengono messi a disposizione del cittadino che ha un´assistenza malattia in un breve periodo di tempo, senza spese accessorie.

  • “qui riesco a trovare lavoro, sulla base della mia preparazione universitaria, delle mie esperienze lavorative e del mio impegno quotidiano, lavorando in team, con persone molto preparate”.
    Premesso che é fondamentale avere conoscenza della lingua tedesca (la maggior parte delle cliniche esigono un livello livello B1). Ma la meritrocrazia é piú diffusa e vissuta, rispetto a quella che é stata la mia esperienza in Italia.
  • “ qui ho ottime possibilitá di aggiornamento e di avanzamento professionale”
    In genere il medico che entra in una specializzazzione lavora a tempo pieno, con un normale contratto di lavoro. Al tempo stesso si prepara alla sua specializzazione, regolata dal piano di studi del´Ordine dei Medici. Il che significa che assume subito, fin dal primo giorno di lavoro, un ruolo professionale, che lo responsabilizza e lo fa crescere giorno per giorno professionalmente.

E non bisogna negarlo…

  • “qui si guadagna definitivamente meglio”

Da un punto di vista economico si guadagna veramente di più rispetto all’Italia?

Si. Secondo un articolo pubblicato su un giornale, redatto dalla federazione dei medici tedeschi (vedi *) il guadagno lordo per un assistente medico (“Assistentarzt”), che entri in una struttura ospedaliera comunale é nel primo anno di circa 3.900,- Euro. Dopo 3 anni guadagna circa 4.300,- Euro.

Un medico specializzato (“Facharzt”) guadagna mensilmente circa  5.100,- Euro (1. anno) fino a circa 6.350,- Euro (5. anno).

Un vice-primario („Oberarzt“) riceve mensilmente un guadagno lordo di circa 6.400,- Euro (1. anno) fino a circa 7.300,- Euro (3. anno).

Alcuni ospedali privati hanno creato anche dei modelli finanziari, sul modello di altre grandi aziende, operanti in altri settori, per cui il medico partecipa al successo economico della struttura ospedaliera in cui opera, ricevendo “on top” sul suo salario annual un “premio” che varia da centro a centro.

Esistono poi tutta una serie di incentivi, che variano da ospedale a ospedale. Per es. alcuni ospedali offrono al medico italiano un corso full immersion di Tedesco, dopo la firma del contratto di lavoro.

Poi ci sono I guadagni extra per i servizi prestati la notte, nei giorni feriali.

(*) sorgente: Deutsches Ärzteblatt, Jg. 109, Heft 4, 27. Januar 2012, C119

Cosa deve fare un medico italiano per trovare lavoro in Germania?

Il messaggio che vorrei dare ai miei colleghi in Italia é semplice: “non sprecate tempo e altre risorse in Italia, se non intravedete prospettive a medio e a lungo termine”. In Germania c´é un alto bisogno di personale medico qualificato, sia in clinica che negli ambulatori. Per cui cominciate a valutare se la carta Germania puó essere per voi una carta da giocare nei prossimi anni. I consigli, ai colleghi Italiani laureandi o laureati, che mi scrivono dall`Italia, intenzionati a venire in Germania sono fondamentalmente questi:

1) Preparati bene al “progetto: lavoro all´estero”: mettiti nei panni di un “viaggiatore” che parta per una nuova avventura, con un limitato “bagaglio di esperienze e finanziario”. Procurati le “cartine e il compasso” (Internet, libri, film, ecc,), capisci quanto “carburante hai a disposizione per volare” (elabora un budget finanziario per i primi 2 anni di permanenza all´estero), stabilisci “la Tua rotta” (cerca di avere idee chiare su quello che vuoi, in quanto tempo e dove). Ma soprattutto studia dall`Italia la lingua tedesca.

2) Evita, se puoi, il “fai-da-te”; é semplicemente piú favorevole imparare da chi ha fatto la stessa strada prima di Te. Questo Ti fa risparmiare soldi e tempo preziosi.

3) Prepara non solo il piano B ma anche il piano C. Cioé elabora un primo piano di azione, su come muoverti i primi mesi e collaudalo venendo in Germania facendo un periodo di vacanza-lavoro. Sii pronto ad elaborare un piano B (per esempio rivolgendoti ad una altra struttura ospedaliera, in un`altra cittá) o perfino un piano C (per esempio pensi di lavorare all’interno di una casa farmaceutica, o come giornalista medico..).

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