Intervista a Patrizia Monzio Compagnoni, “la Salgari del pennello”.

Si prosegue con la terza intervista della seconda edizione di "Ritratti di donna".

Patrizia Monzio Compagnoni è una donna molto ma molto speciale e una grande artista di fama internazionale. Una pittrice bergamasca che ama immortalare nelle sue tele i volti umani di popoli lontani che lei non ha, però, mai avuto modo di incontrare e di conoscere personalmente, ma che ha potuto solo avvicinare grazie ai racconti e alle immagini di amici e di fotografi, oltre che di suo figlio.

Patrizia, sei una grande artista, in particolar modo una valente pittrice, ma per chi non ha avuto ancora modo di ammirare le tue opere dal vivo o sul tuo aggiornato sito web, vuoi presentarti meglio facendo un piccolo passo a ritroso nel tempo, raccontandoci come è nato il tuo Amore per l’Arte?

“Dipingo da quando sono piccolissima, quindi come tutti gli artisti sono “nata” con i colori e con le matite ho sempre disegnato molto. Ho frequentato il Liceo Artistico e ho fatto mille cose, tuttavia ho ripreso in mano per davvero il colori solo nel 2000: ho avuto allora un problema di salute molto importante, un linfoma molto aggressivo, che mi ha costretta a fermarmi per lungo tempo. Io allora avevo aperto da diversi anni dei negozi di abbigliamento e sono stata costretta, a causa della malattia, a chiuderli. A quel punto mi sono fermata e ho pensato seriamente a cosa potessi fare. Mi è venuto naturale prendere in mano i colori e le matite, iniziando a dipingere volti. In quel periodo avevo bisogno di sguardi, di persone che mi guardassero e che in qualche maniera mi parlassero. Avevo comunque bisogno anche di viaggiare: difatti nei miei quadri di volti ho rappresentato ben pochi occidentali, non per nulla amo etichettarmi, a buona ragione, come la “Salgari del pennello”, dal momento che  – non potendo viaggiare fisicamente per i motivi gravi di salute dei quali ho accennato poco fa – potevo farlo solo con la mente e la fantasia, attraverso anche “gli occhi” di amici e di fotografi, sopratutto di grandi fotografi. Alcune immagini le ho anche trovate navigando semplicemente sul web. Solo successivamente ho iniziato a conoscere di persona anche fotografi importanti, alcuni dei quali residenti nel bergamasco, territorio dal quale provengo e nel quale tutt’ora risiedo e opero. Mi sono poi appassionata alla Madre Africa, e in particolare agli uomini e alle donne che abitano in quello splendido continente. Li definisco uno splendido popolo, decisamente molto colorato, che hanno molto da raccontare attraverso i loro volti e, sopratutto, attraverso i loro sguardi. Mi sono molto avvicinata anche all’Australia in seguito ad alcuni viaggi di mio figlio, che poi ha avuto modo di visitare anche la Nuova Zelanda, la Tailandia e il Brasile. E pian piano, viaggio dopo viaggio, ogni volta che rientrava a casa mi parlava di quei luoghi e mi mostrava le fotografie di quei popoli che io amavo ritrarre nei miei dipinti. Tuttavia ho sempre cercato di disegnarli e di dipingerli con la massima dignità e mai sofferenti. Chiaramente poi mi sono sempre documentata anche sui libri per conoscerli meglio, e in particolare per studiare la loro cultura, la loro storia e le loro tradizioni.”

L’Arte è un modo non solo per conoscere gli altri ma anche per conoscere meglio se stessi… A te ha aiutato a conoscerti meglio? E che effetto ti ha fatto conoscere lati caratteriali ed emozionali che fino a poco fa ti erano ancora sconosciuti?

“Quando dipingi, sei solo tu con la tua tela, coi tuoi colori, coi tuoi pennelli e tutto il resto che ti circonda in quel momento non esiste più. Pertanto, in quel preciso istante, grazie all’Arte, tu riesci a non pensare più a nulla e ad estraniarti completamente. A me in particolare, ha molto aiutato quando ho vissuto i gravi problemi di salute dei quali ho ampiamente parlato in precedenza, pertanto consiglio a tutte quelle persone che stanno vivendo momenti difficili, non solo legati alla malattia ma anche ad altre problematiche, di affidarsi completamente ad essa. Parliamoci chiaro: l’Arte Terapia è davvero qualcosa di potente e molto efficace per riuscire a stare bene e ritrovare se stessi. Inoltre quando si dipinge, almeno parlo per la mia personale esperienza, ti metti in diretto e reale contatto con gli altri, quindi con quelle figure e quei volti che stai disegnando, e successivamente dipingendo su tela. E quegli altri, essendo in stretto contatto con te in quel momento, ti stanno comunicando qualcosa, quindi ti stanno veramente parlando.”

Certamente la tua Arte parla a molti attraverso le tue tele, ma non solo… Difatti hai anche realizzato delle borse e delle collane molto particolari con la tua grafica… Com’è nata  questa idea?

“La prima borsa sulla quale ho dipinto era nera, e tale procedura è venuta anni fa: essa aveva una piccola macchiolina, che avevo notato mentre stavo dipingendo nella mia stanza, mi è venuta quindi la brillante idea di provare a dipingerla. Successivamente ho deciso di dipingere anche altre borse che possedevo. Per quanto concerne, invece, le collane, l’idea mi è nata osservando i numerosi fili di seta e di filo colorato di altre stoffe che possedevo abbondantemente in casa: ho pensato quindi di creare delle sorte di medaglioni con dipinti dei volti già immortalati in alcune mie tele da cucire, poi, insieme a questi fili colorati. Tuttavia ti anticipo che amando io dipingere un po’ su tutto, sto anche iniziando a dipingere su alcuni album di cuoio.”

Beh Patrizia, non c’è che dire. Sei indubbiamente una grande artista e anche una donna molto forte… Inoltre sei particolarmente eclettica e coraggiosa, ed è proprio in nome di questo tuo grande coraggio che, in occasione dell’8 Marzo, sarai fra le protagoniste di un evento indetto nella tua Bergamo. Ce ne vuoi parlare?

“Mi hanno chiamata a partecipare a un evento molto bello, indetto per l’8 Marzo, dedicato alle donne guerriero, ovvero le donne che “ce l’hanno fatta”. In sostanza mi hanno scattato delle belle fotografie in studio, mentre dipingo, dei fotografi professionisti che mostreranno tali scatti durante la manifestazione.”

Grazie Patrizia per questa bella chiacchierata e in bocca al lupo per la tua arte…

“Grazie a te! È stato un vero piacere!”

 

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