Intervista ad Alfonso Pistilli, autore del romanzo “L’ultimo sorriso”.

Alfonso Pistilli ha studiato scrittura creativa con gli autori Tommy Dibari e Ruggero Ruggiero. Il giallo L’ultimo sorriso (PubMe, 2018) è il suo esordio letterario, in cui racconta di un misterioso suicidio, e della forza inesauribile di chi non si arrende pur di riscattare un amico.

“L’ultimo sorriso” è la storia di un inconcludente venditore di vacanze porta a porta che viene catapultato in una realtà più grande di lui. Egli si trova ad investigare sul presunto suicidio di un’amica, e a svelare complotti e menzogne che lo metteranno in pericolo, ma che gli permetteranno anche di scoprire la forza che non ha mai saputo di avere. Ci racconti qualcosa in più del tuo romanzo?

“Alessandro, il protagonista del mio romanzo, è un ragazzo di quelli che possiamo incontrare ogni giorno per strada, magari un ragazzo che non ti girerai nemmeno a guardare. Ma è allo stesso tempo un ragazzo che sente battere il cuore per le sue passioni. Per questo cercherà in ogni modo di capire perché la sua amica ha deciso di suicidarsi, scoprendo invece che dietro quella morte ci sono personaggi che avrebbe voluto incontrare solo per piacere mentre li troverà coinvolti in affari loschi di cui non sospettava. Sullo sfondo vi è una città grande ma anche molto piccola dove le voci si accavallano e le menti spesso si chiudono dietro stereotipi da abbattere.”

 

“L’ultimo sorriso” è pubblicato dalla casa editrice PubMe, una realtà giovane e innovativa che si articola in collane autogestite da editor professionisti. La tua opera fa parte della collana Policromia, in cui rientrano romanzi non ascrivibili a un genere definito e che raccontano l’umanità nelle sue tante sfumature. Sebbene “L’ultimo sorriso” sia un giallo, è inserito in questa collana per la particolarità di una storia che non segue i rigidi canoni del genere di appartenenza, ma che si focalizza soprattutto sull’umanità dei personaggi. Ci racconti della tua esperienza con questa casa editrice e con l’editor della collana Policromia Emanuela Navone?».

“Sì, rientra in questa nuova collana che si prefigge di raccogliere le voci un po’ fuori dal coro perché pur essendo un giallo non si attiene troppo ai canoni che contraddistinguono il genere letterario, in primis nella scelta dei personaggi. Partendo dalla cosa principale, il ringraziamento a Emanuela Navone per aver consentito al mio primo romanzo di vedere la luce, devo dire di aver avuto con lei una bellissima esperienza che innanzitutto mi ha formato professionalmente, apprendendo, dagli errori che avevo commesso, e che lei con tanta pazienza mi ha fatto rilevare, ma poi devo anche riconoscere in lei una gran voglia di fare, di costruire e soprattutto di aiutare tante persone che hanno qualcosa da dire e vorrebbero farlo attraverso le pagine di un libro.”

 

Ne “L’ultimo sorriso” i personaggi di Alessandro e Halina rispecchiano l’intento del romanzo di voler mostrare quanto spesso si possa confondere la realtà con l’apparenza. Alessandro è un inetto per la società, un giovane senza scopi né talenti, che vive la vita con passività. Un personaggio condannato all’oblio, che invece si riscatta e modifica il suo destino diventando protagonista della propria esistenza. Halina, la sua sfortunata amica, è una escort lituana, in apparenza un’emarginata della società, uno scarto della vita, che invece si rivela una donna complessa e profondamente umana, piena di gioia di vivere e molto più pulita della maggior parte dei membri formalmente “produttivi e positivi” della società. Chi sono Alessandro e Halina, e a chi ti sei ispirato per delineare i loro caratteri?».

“Alessandro e Halina sono un ragazzo come tanti e una ragazza intrappolata da una vita che non l’appaga. È stato questo il fil rouge che li ha accomunati, il non essere appagati da una vita mediocre che spesso non ti dà un’opportunità per mostrare quanto vali. Ancor più se si vive al Sud dove, ahimè, le possibilità sono ancora minori. È questo l’elemento che li ha avvicinati come amici, la condivisione di un fallimento. Non mi sono ispirato a due persone ma a una collettività di persone che giornalmente si trovano a vivere in queste condizioni, nell’incapacità di far emergere la loro positività perché schiacciati da una società che ci pretende performanti come automi.”

 

Quando e perché hai deciso di diventare uno scrittore, e che percorso hai seguito?

“Credo che, come molte cose della mia vita, non le abbia decise. O meglio, non le ho decise a tavolino un giorno sedendomi a pensare a cosa fare nel prossimo futuro. Sono una persona abbastanza impulsiva, quindi l’idea di diventare scrittore è stata più che altro un’evoluzione di un gioco. Le passioni portano sempre a condividere idee con le persone e quella per la lettura mi ha portato a rispondere a una domanda chiara e precisa “Ti piace così tanto leggere, perché non provi a scrivere?” Da questa semplice domanda si è insinuato un tarlo dentro di me che scavava fino a ché non ho buttato giù le prime pagine de “L’ultimo sorriso”. Quelle prime pagine sono poi finite nelle mani di una persona, Ruggero, il mio maestro, con cui è cominciato un percorso fatto di lezioni, scappellotti, corsi di scrittura, che mi hanno portato in primis a riscrivere totalmente quelle prime pagine e poi a portare a conclusione il mio primo lavoro con enorme emozione.”

 

Ne “L’ultimo sorriso” citi un passo dal romanzo “Il vecchio e il mare” di Ernest Hemingway: “Ora non è tempo per pensare a ciò che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che c’è”. Quali altre opere o autori hanno segnato il tuo cammino di scrittore?

“Leggo molto e mi piace spaziare anche tra i generi letterari oltre che la provenienza degli scrittori, infatti credo che il mio prossimo lavoro avrà sicuramente delle influenze della bella letteratura americana di Haruf e Auster, scrittori a cui mi sono appassionato. Mi piace però sempre citare due libri che hanno segnato il mio cammino di scrittore, oltre a quello di Hemingway, e sono “Trilogia della città di K” di Agota Kristof e “La profezia di Celestino” di James Redfield.”

 

“L’ultimo sorriso” è una storia che tratta di temi molto attuali, che esprime rabbia per gli assurdi pregiudizi verso il diverso, per l’aderenza a stereotipi che allontanano l’essere umano dalla propria natura, per la corruzione di una società che mette al proprio posto interessi egoistici piuttosto che quelli della comunità. Nel romanzo si riserva anche ampio spazio al racconto dello scandalo del calcioscommesse che ha coinvolto la squadra del Bari. Che tipo di messaggio hai voluto trasmettere attraverso la tua opera?

“Credo che in queste poche righe abbia sintetizzato esattamente l’essenza di questo libro. Volevo narrare del calcio scommesse, ma farlo senza addentrarmi in ambienti calcistici che spesso diventano anche poco interessanti, dando maggior risalto alle persone che di tali vicende sono state protagoniste. Volevo esplicitamente narrare di stereotipi da abbattere, come quello dell’amicizia tra uomo e donna, soprattutto tra persone completamente diverse come i protagonisti. Ma volevo anche narrare di rivincite, come quella di un ragazzo venuto dall’Africa, e di questa società corrotta che fa di tutto per risucchiarti e farti diventare come lei. Il mio messaggio è quello di non arrendersi, è quello di credere in sè stessi e di porre fine a stupide guerre fatte solo per i propri pregiudizi.”

 

So che stai lavorando a un thriller finanziario intrecciato alla politica, ambientato nell’America della grande crisi del 2007. Ci puoi raccontare qualche dettaglio?

“Si tratta di un romanzo che racconterà le vite di tre personaggi molto diversi tra loro che durante il manifestarsi della crisi economica cercheranno di restare a galla a ogni costo, facendo ricorso a mezzi non sempre condivisibili. Racconterà il paradosso tra ambienti patinati e mondi sfortunati, cercherà di generare nei lettori alcuni spunti di riflessione su quanto la nostra società troppo spesso giri attorno all’unico valore che sembra essere riconosciuto universalmente, il denaro. Si chiamerà “On the (h)edge of precipice” – “Sull’orlo del precipizio”, dove quell’h fra parentesi ha il compito di catapultare subito nel doppio senso dell’orlo del precipizio dell’umanità e quegli Hedge fund, protagonisti in negativo della finanza senza scrupoli.”

A cura di Antonella Quaglia

 

 

Titolo: L’ultimo sorriso

Autore: Alfonso Pistilli

Genere: Narrativa Contemporanea/Giallo

Casa Editrice: PubMe

Collana: Policromia

Pagine: 169

Codice ISBN: 9788894839999

 

 

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