Io la figlia della Dolce Vita.

Una vita al servizio dell’Arte: Virginia Barrett racconta la sua “Dolce Vita”.

Virginia Barrett

Arte e ingegnosità sociale possono dar vita ad un connubio virtuoso. Questo è il caso dell’attività artistica di Virginia Barrett, vincitrice del primo premio di Rai Cinema Channel nel 2018 con un cortometraggio che narra la drammatica storia di una ragazza sopravvissuta agli sbarchi a Lampedusa. L’autrice intende comunicare valori ed emozioni all’insegna della solidarietà al fine di avvicinare il pubblico a quel sentimento fraterno di umanità, troppo spesso oggi relegato ad un angolo dall’odierna società.

Era il 5 Novembre 1958 quando, in un noto locale di Trastevere, la ballerina e attrice turco armena, Aiche Nanà, improvvisò uno spogliarello durante la festa di compleanno della Contessina Olghina de Robilant. Le foto, scattate da Tazio Secchiaroli, finirono su tutte le maggiori testate giornalistiche nazionali ed internazionali. In modo simbolico si fa coincidere l’inizio della Dolce vita proprio con questo evento. Per chi ha amato quei tempi ed ha voluto riviverli per una sera, è andato in scena, presso la Cappella Orsini, lo spettacolo, “Io la figlia della Dolce Vita”, ideato e coordinato da Virginia Barrett, occasione per essere trasportati nei ricordi del bel periodo e dei paparazzi romani.

Una magistrale interpretazione quella di Sara Pastore, figlia di Aichè Nanà. Bravi gli artisti Shaula per la danza del ventre, Steve Mariani alla chitarra. Insuperabile Virginia Barret, con la voce fuori campo e con l’acuta regia.

Foto: Luigi Giordani

 

2 Commenti su Io la figlia della Dolce Vita.

  1. Loredana, il tuo articolo sulla Dolce Vita è stato molto apprezzato

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