Ipazia: una vita per il sapere e per la scienza.

Donna colta e grande studiosa, dotata di un sapere e di un carisma straordinari, fu molto amata dal popolo.

E’ indubbiamente una delle figure più emblematiche e affascinanti di tutta quanta l’antichità Ipazia.

Tuttavia sono veramente scarse le notizie che sono circolate e circolano tuttora, nonostante i numerosi testi che si scrivono e gli studi che si affrontano su di lei, anche odiernamente, dal momento che si riscontra nella sua fulgida figura un certo genio.

Splendido, seppur a tratti eccessivamente romanzato, è stato il film “Agorà”, diretto da Alejandro Amenábar, dove al centro di tutta la sceneggiatura ci sta la sua imponente figura. Imponente non dal punto di vista fisico, bensì intellettuale, scientifico e conoscitivo.

Le principali fonti sulle quali ci si deve basare per conoscerla meglio sono esclusivamente la Storia Ecclesiastica di Socrate Scolastico, avvocato presso la corte di Costantinopoli e contemporaneo di Ipazia, e gli scritti di Damascio, filosofo neoplatonico vissuto un secolo più tardi. Dunque costui racconta “per sentito dire” e non ha mai avuto il piacere nè di conoscerla nè di parlare direttamente con lei.

Inoltre tutti i  suoi numerosi studi o sono stati misteriosamente perduti, oppure in alcuni casi incorporati in pubblicazioni di altri autori maschi che con molta probabilità cercarono persino di prendersi il merito.

Ipazia nacque ad Alessandria d’Egitto intorno al 370 d.C. Anche la sua data di nascita non è dunque certa e precisa.

Si sa però che fu il padre, un certo Teone di Alessandria, a farla avvicinare con acuta dedizione e ingente passione allo studio accurato della matematica, della geometria e dell’astronomia. Della madre invece non si sa assolutamente nulla.

Ma di che cosa si occupava esattamente Ipazia? La sua precipua attività era quella della divulgazione del sapere matematico, geometrico e astronomico. Oltre a questi ambiti del sapere scientifico si dedicò anche alla filosofia vera e propria, relativa a pensatori come Platone, Plotino (fondatore del Neoplatonismo) e Aristotele.
Ipazia succedette al padre nell’insegnamento presso il Museo di Alessandria d’Egitto già dal 393 d.C.

Tuttavia Ipazia era, a quanto pare, non solo una donna particolarmente colta ma anche molto bella. Nonostante ciò non volle mai prendere marito e pensò solamente all’ insegnamento, e come diremmo oggi, alla carriera: non per nulla all’età di soli 31 anni assunse la direzione della prestigiosa Scuola neoplatonica di Alessandria.

Era molto amata dai suoi allievi con i quali condivideva con piacere tutto il suo sapere. Fu infatti ricordata come una persona che divenne fin da giovane una vera e propria autorità e un ragguardevole punto di riferimento culturale di quei tempi. Era adorata dal popolo con il quale si intratteneva volentieri e, nel contempo, fu anche decisamente rispettata da numerose autorità della città. Ciò la portò ad avere inevitabilente un certo peso politico, un privilegio che allora era assolutamente impensabile per una donna.

La sua fama varcò anche i confini della sua città: non per nulla pare che erano in molti a voler affrontare dei viaggi parecchio lunghi pur di ascoltarla di persona e poterla conoscere. La sua vita si concluse  tragicamente l’8 Marzo del 415 d.C.  a causa di una persecuzione cristiana che colpiva direttamente  i rappresentanti della scienza ellenistica che proponevano un razionalismo inconciliabile con la religione emergente. In sostanza lei rappresentò per il mondo cristiano, essendo pagana e convinta sostenitrice della netta distinzione tra religione e conoscenza, una sorta di esempio provocatorio per la  sua condotta di vita indipendente, anche a causa della sua ingente influenza politica. La sua incredibile personalità fu riscoperta nel Rinascimento e da allora sono iniziati studi sempre più approfonditi, affrontati con il preciso scopo di far emergere sempre più il suo sapere.

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