Jean-Pierre Xausa, un uomo di altri tempi.

LF ha incontrato il "dandy metalmeccanico", con uno spiccato gusto retrò, in occasione degli eventi romani dell'Alta Moda.

L’eleganza, il gusto, il giusto connubio di abiti ed accessori. Una moda personale e piuttosto retrò, rimembranze di bei tempi di fine ‘800, di balli e di fasti, una cura maniacale per il dettaglio, è quello che salta all’occhio, nell’immediato, appena si scorge Jean-Pierre Xausa.

Una bella storia la sua…: figlio di emigrati italiani, partiti, come tanti all’epoca, per trovare fortuna in Svizzera. Madre con un gusto raffinato che, sin da piccolo, veste Jean Pierre con squisita eleganza, fintanto a mettergli anche l’amato papillon, e papà metalmeccanico che con le sue mani sempre “nere” ha trasmesso questa passione anche al figlio. E proprio questo singolare connubio ha fatto, del nostro intervistato, un originale e particolare personaggio.

Sì, perchè Jean- Pierre Xausa, una volta dismessa la sua tuta blu ed eliminata dalle mani ogni traccia di grasso, indossa abiti unici, da lui creati e poi cuciti da sarti dell’artigianato italiano. Una eccellenza del Made in Italy quindi. Velluti, broccati, damascati, tartan, mantelli medievali, rendono Jean-Pierre un uomo dal gusto raffinato, che non passa certo inosservato! E se a questi elementi si aggiungono i suoi baffi, lunghi ben 34 centimetri, arricciati alla moschettiera, il gioco è atto a svelarci un uomo dal cuore per metà dandy e per metà metalmeccanico. Le serate sono scandite da eventi, sfilate di alta moda, concorsi vari, durante i quali, lo stile di Jean-Pierre è stato notato e, persino copiato, da vari stilisti ed artisti.

Quel suo sguardo simpatico, vivace ed un po’ sornione, misto al grande stile, mi hanno incuriosita, e non poco, da indurmi ad incontrare Jean-Pierre per questa bella intervista, all’Ambasciata Indonesiana di Roma, in chiusura degli eventi di Alta Roma. Ho apprezzato di lui l’uomo di spessore, legato a salde radici, con il senso della famiglia e del dovere, oltre al grande gusto sartoriale.

Innanzitutto si presenti ai lettori di LF…

“Io sono nato in Svizzera, da una famiglia che vi è emigrata per cercare lavoro. Sono nato nel 1971 a Ginevra e ci sono vissuto fino ai miei 18 anni. Mia madre sin da quando ero piccolo mi ha trasmesso il pallino dell’eleganza, vestendomi in maniera molto elegante. Nei video super 8 mi si vede sempre con capelli a caschetto biondi, giacchetta in velluto blu e papillon. Nel contempo ho vissuto costantemente anche il mondo della meccanica, dato che il mio papà lavorava in un’officina meccanica in Svizzera. Dopo che siamo rientrati in Italia, ho continuato a fare il metal meccanico…e come dico sempre, vado a lavorare per guadagnarmi il tempo libero e il tempo libero lo passo a disegnare abiti, gioielli ed accessori, cosa che mi ha portato ad essere l’ambasciatore e testimonial dell’artigianato italiano. Quando trovo un piccolo artigiano che produce qualcosa di particolare, me ne innamoro e ne nasce una collaborazione. Tutti i vestiti che indosso sono disegnati da me e poi realizzati da sarti artigiani italiani.”

Questo suo gusto un po’ dandy e squisitamente originale trova il giusto connubio con il lavoro degli artigiani. Ce lo racconta..?

“Sì. Calcoli che quando si è sposata mia sorella, nel ’90, io indossavo uno spencer e dei pantaloni stile smoking con la riga lucida…una cosa fantastica. L’altro giorno l’ho ritrovato a casa dei miei e ogni tanto ancora lo indosso…”

Oltretutto lei abbina tutto fin nel dettaglio…

“L’abbinamento tra abiti ed accessori per me è maniacale. Ogni tanto mia moglie mi supporta, o forse, chissà, mi sopporta (ride n.d.r.), anche perchè io vado alla ricerca di abbinamenti stile ‘800 rivisitati in chiave moderna.”

Che tessuti utilizza per le sue creazioni?

“Uso principalmente il damascato ed il broccato. Però si fa fatica a trovarli… Addirittura vado a cercarli tra i tessuti di arredamento, lì si usano per le tende. Purtroppo sono stati un po’ abbandonati, perchè moltissime aziende che li producevano a Como, hanno chiuso, dato che vengono usati solo per vestiti di alta cerimonia. Alcune aziende se le fanno fare a metratura, un lotto per 7 abiti, quindi in edizione limitata.”

Osservandola si notano subito anche originali baffi e capelli…

“I baffi hanno tutta una loro storia. Da quando sono tornato in Italia, ho iniziato a soffrire di allergie a causa dell’inquinamento un po’ più elevato. Un medico mi diagnosticò il setto nasale deviato, e mi disse che non potevo farmi crescere baffi e barba perchè avrebbero aumentato il problema. Ho letto poi, da recenti studi americani, che chi ha barba e baffi, invece, ha meno problemi di allergia, basta, ovviamente, curarli e tenerli puliti. Da lì è nata la mia sfida, ed ho deciso di non tagliare più niente. Sono pluricampione internazionale della categoria Pizzo alla Moschettiere, partecipo a diverse gare a livello mondiale, e quest’anno sono arrivato sesto al campionato del mondo di Anversa.”

(continua sotto)

 

Lei è stato spesso ospite in vari programmi televisivi…

“In effetti sì… la prima ad avermi contattato è stata Barbara D’Urso per questo mio modo di indossare, orgogliosamente, la mia tuta blu e vestirmi, poi, in modo elegantissimo. Ne fece un servizio a Pomeriggio 5. Da lì sono stato contattato da Enrico Papi per il programma “Guess my age”, poi da Max Giusti a “Chi ti conosce”, e dovevo fare la comparsa a “Sereno Variabile” con Osvaldo Bevilacqua su Rai 1, invece per la particolarità della mia persona mi fece parlare direttamente.”

Cosa dicono i suoi colleghi di questa doppia veste?

“C’è sempre il rovescio della medaglia: da un lato, ho i colleghi che mi chiedono notizie su dove vado nei fine settimana ed a quale evento ho partecipato, perchè riesco a trasmetter loro questa mia passione, dall’altro, alcuni, sono un po’ invidiosi. Il mio capo reparto mi supporta totalmente, ma anche io mi dò da fare, mi rendo disponibile a straordinari e cambi di orario, mentre il direttore di stabilimento arriccia un po’ il naso… “

Lei è molto presente agli eventi di Alta Moda di Milano e, ultimamente, a Roma… Cosa ne pensa degli stilisti che ha avuto modo di vedere? Qualcuno, tra loro, l’ha notata?

“Io sono partito con la Milano Fashion Week, dove mi avevano invitato come ospite, a vedere vestiti femminili che a me piacciono tantissimo, ma non sono in grado di disegnare quelle rifiniture così preziose che realizzano quei sarti. Prendo però alcuni spunti per i miei abiti maschili. Da lì sono andato a Pitti Uomo, perchè mi avevano chiamato come testimonial del Lanificio Veneto, marchio storico di Venezia…. hanno iniziato a notarmi non solo i brand presenti, ma anche i giornali, uno in particolare, mi ha descritto come uno dei dieci look più curiosi di Pitti, ero andato lì con un tartan scozzese, verde, a Gennaio 2018. Quest’anno, a Pitti Uomo, tutte le maison hanno portato il tartan. Anche Achille Lauro, durante la passerella di Sanremo, dove mi ero recato anche io, si è presentato con il tabarro e gli occhiali tondi come li indosso io. Se mi si può definire influencer, non lo so, perchè con i miei 1700 follower non credo di esserlo, e non ho certo intenzione di trascorrere tutto il tempo sui social, o sono ad un evento o al lavoro, però tutti mi conoscono. Ho fatto anche un corso da barbiere all’Accademia pro raso, che anche se non lo esercito, è un mestiere storico, che mi piace.”

Che estate sarà questa per lei, che progetti ci sono?

“Di solito in estate mi prendo una pausa e vado a vedere quello che è successo in giro. Trascorro due settimane al mare per dedicarmi al riposo, perchè tra lavoro ed eventi serali, sono davvero stanco… però vado a sbirciare i social a livello mondiale, mi piace vedere le immagini sia su Facebook che su Istagram per scoprire cosa è stato realizzato. A Settembre, il 29 e il 30, per la precisione, ricomincerò con un grande evento a Ciampino (Roma), l’International Barber Convention, la fiera internazionale di barba e taglio capelli maschili. Io lì sono sempre stato ospite, quest’anno, invece, dovrei presentare la mia nuova piastra per lisciare e curare la barba.”

E sua moglie in tutto questo…?

“Lei è sempre con me, ma non ama stare davanti alle telecamere. Dato che, purtroppo, non abbiamo figli, ci divertiamo così. Ogni week-end diventa una vacanza.”

Concludendo?

“Sono tornato a Milano a Febbraio per un evento Fashion Week, mi hanno chiamato all’evento stampa perchè avevano notato che tutto quello che indosso è un Made in Italy dell’artigianato, così mi hanno dato il titolo di  Ambasciatore-testimonial dell’artigianato italiano.”

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