“Just because I am Black”.

Lo street art Alexandro Palombo, ha realizzato un nuovo murales a Milano dal titolo "Just because I am Black" in ricordo della morte di George Floyd.

Opera con i Simpson e ritratto di George Floyd

“Just because I am Black”, è il nome della nuova opera dello street artist Alexandro Palombo, affissa qualche notte fa a Milano, che rappresenta i membri della famiglia Simpson con la pelle scura anziché con il classico colore giallo, caratteristica peculiare dei personaggi del cartone animato creato da Matt Groening nel 1987. L’opera è divisa in due parti, visibili nelle due più importanti vie commerciali del centro di Milano, in corso Buenos Aires angolo via Enrico Petrella e in Via Torino angolo via della Palla.

Nel murale, riferimento ai fatti relativi alla morte di George Floyd e al movimento Black Lives Matter, viene ripresa la celebre gag della lavagna, presente nella sigla della sitcom, sulla quale Bart scrive ripetutamente la domanda “Who is next?”. Vicino alla famiglia, invece, è stata rappresentata una statua della libertà con il cappuccio del Ku Klux Klan. L’opera comprende anche un manifesto con il volto di George Floyd e la scritta: “Sono oppresso, devo avere paura della polizia solo perché sono un nero”.

Secondo l’artista, la famiglia Simpson in versione afroamericana è il ritratto corrosivo dell’American Dream, una riflessione sulla crisi razziale che sta colpendo gli Usa e il resto del mondo.

“Il problema razziale – dichiara il 46enne Palombo, di origine salentina ma trapiantato a Milano da anni – è sempre lo stesso, è lì radicato da secoli. È un problema culturale e trasversale che si diffonde con il virus dello stereotipo, del pregiudizio e dell’ignoranza. È un problema di tutti perché non colpisce una sola etnia e non ci sarà fine finché i governi non prenderanno le giuste misure atte a prevenire e perseguire con leggi forti la violenza razzista. Solo se verranno attuate politiche forti che coinvolgono l’intero sistema educativo si potrà contrastare il diffondersi della discriminazione razziale nelle future generazioni. Il vaccino più efficace resta quello dell’educazione ai diritti umani, alla diversità, l’uguaglianza e l’inclusività”.

Già nel 2014 Palombo aveva realizzato una serie di opere intitolata “I Can’t Breathe” come tributo a Eric Garner, soffocato da un agente statunitense bianco durante un tentativo di arresto, proprio come successo a George Floyd a Minneapolis. Tra le opere più famose di Palombo, la serie Just because I’m a woman, con le donne leader della politica mondiale ritratte come vittime di violenza domestica.
Foto: Nick Zonna
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