Kaavan, l’elefante che “ama” Sinatra!

L’elefante Kaavan, dopo più di trent’anni trascorsi nello zoo di Islamabad, avrà una nuova casa. Via libera al trasferimento. Pare che l’elefante sia guarito dalla sua depressione graze a "My Way" di Frank Sinatra.

Kaavan_elephant

Questa è la storia di un elefante, Kaavan, grande, maestoso, ma triste, solitario, con la depressione che, fino a qualche tempo fa, si percepiva nettamente da tutti i suoi movimenti, il vivere quotidiano, l’immobilità forzata… Solo che questa che state per leggere non è una favola, tutt’altro! Quì parliamo di vita reale e concreta, anche se il finale, tutto sommato, ha visto un lieto fine.

Kaavan è stato rinchiuso in uno zoo del Pakistan per circa 35 anni. L’isolamento gli ha provocato severi danni dovuti all’alimentazione e alle condizioni in cui viveva che lo hanno portato alla depressione. Fortunatamente grazie a mobilitazioni internazionali, la storia di Kaavan ha preso una piega diversa. Gli animalisti hanno vinto la loro battaglia e sono riusciti a liberale l’elefante dalla reclusione.

Dopo l’inferno vissuto nello zoo, lo aspettava una bellissima riserva naturale. Purtroppo le sua condizioni non gli permettevano di essere liberato immediatamente, bisognava curare prima la depressione. Stando a quanto viene riportato, pare che l’elefante debba ringraziare Frank Sinatra se oggi è libero di scorrazzare nella riserva naturale! Sì, avete letto bene, proprio all’indimenticabile artista!

Il veterinario Amir Khalil, che si occupa del tenero Kaavan, ha adottato su di lui la tecnica della musicoterapia. Tra tutte le canzoni che hanno proposto a Kaavan, quella che ha avuto più successo a livello di terapia è stata “My Way” di Sinatra. Pare che l’elefante si sia riuscito a tranquillizzare e calmare soltanto ascoltando quella canzone. Scherzando il veterinario ha dichiarato che Kaavan ha, infatti, ottimi gusti musicali! La musicoterapia è stato il metodo che ha ottenuto maggiori frutti nonostante gli altri adottati fossero stati recepiti bene dall’animale.

“È uno dei momenti più belli della mia vita e lacrime stanno scendendo lungo il mio volto. È una notizia così emozionante per noi che mi devo sedere” ha twittato l’attrice Cher, rivolgendo un suo ringraziamento al governo del Pakistan e ai pachistani. Una vicenda cominciata nel 2016, quando la cantante vide le foto di Kaavan da solo in un recinto esiguo, incatenato e con solo un piccolo stagno sporco nel quale giocare. Così è cominciata la sua battaglia personale per farlo uscire dallo zoo di Murghazar, nella capitale pachistana.

Travagliata anche la vita stessa di Kaavan, arrivato in Pakistan a solo un anno, come regalo del governo dello Sri Lanka all’ex dittatore, il generale Zia-ul-Haq. L’elefante, animale notoriamente socievole, è stato incatenato nel 2002 dai lavoratori dello zoo, preoccupati per il suo comportamento sempre più violento.

Le sue condizioni si sono aggravate alla morte, nel 2012, di Saheli, l’altro elefante che viveva assieme a lui. Lo scorso anno, è anche venuto fuori che, chi si occupava di lui, derubava il suo cibo mentre orsi selvaggi entravano nel suo recinto, impossessandosi a loro volta del pane e della frutta a lui destinati.

L’anziano Kaavan è stato inoltre ritrovato in condizioni di disidratazione severa. Prendendosi a cuore la sorte dell’elefante, Cher ha inviato un suo rappresentante legale allo zoo per cercare di farlo liberare e ha poi lanciato una petizione che ha raccolto migliaia di firme. E dopo tanti anni Kaavan tornerà finalmente libero, in una riserva naturale in Cambogia chiamata Santuario della vita silvestre.

Proprio il caso di dire… tutto bene quel che fnisce bene…!!!

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