La barca non va più.

Si intitola "Angels Unware" il monumento realizzato dallo scultore canadese Timothy Schmalz, specializzato in scultura religiosa, inaugurato la scorsa settimana da Papa Francesco in piazza San Pietro: la scultura, installata nel sagrato della piazza antistante la basilica per celebrare la Giornata Mondiale del Migrante.

La foto del Papa che inaugura il monumento ai migranti è la perfetta sintesi del naufragio della “barca di Pietro”. Quando si scrisse anni fa che le radici dell’Europa erano cristiane e giudaiche, noi capimmo che la decadenza europea era ormai irreversibile.
Ogni giorno assistiamo al trionfo della nuova “religione” che attraverso il totalitarismo liberale e democratico ha trasformato la vita dell’Uomo in una merce da vendere e comprare.
La Storia sta abbandonando la sua funzione primaria di creatrice di civiltà, sicuramente con errori, ma è qui la forza dell’Uomo: vivere, sbagliando, ma andando avanti e creando la civilizzazione della società attraverso la Tradizione, sia essa laica oppure religiosa.
Atene, Roma, Alessandria, Costantinopoli: da loro nacque e prosperò quella Tradizione esistenziale che nella differenza dei popoli aveva il proprio humus. Oggi la differenza è stata sostituita dall’indifferenza verso qualsivoglia “verità” e la civiltà economica vede nel livellamento monocromatico dei popoli, o come dice il papa, nel meticciato il futuro del pianeta.
I grandi “signori del denaro”, fautori di tutte le guerre moderne e vincitori di tutte le battaglie perse, hanno creato dopo la fine della guerra fredda ed il crollo dell’impero sovietico, il grande progetto di cancellare dallo spirito e dal carattere di tutti gli europei, e di conseguenza, di tutto l’occidente, quei tratti che caratterizzano l’appartenenza dei popoli ad una cultura, ad una storia, al loro destino.
Siamo conservatori nazionalisti, dove forse non c’è più nulla da conservare e le nazioni sono viste come un crimine contro il grande Moloch della globalizzazione. Non siamo reazionari, ma vediamo con analisi anticipatorie come evolve la società. Possiamo rispettare le istituzioni, molto meglio di coloro che le sfruttano per i loro fini di partito o dei loro “padroni”, utilizzandole per plasmare al meglio i vari aspetti di una società moderna.
Il totalitarismo democratico è un sistema dittatoriale, ed è per questo che l’Europa ha equiparato comunismo, nazionalsocialismo e fascismo: ha creato una “falsa memoria” per creare “false certezze”. Questa è la democrazia liberale, che basa la sua forza sul far tacere, con la forza e l’intimidazione, ma anche con l’asfissia economica e finanziaria, le voci dell’opposizione.
Oggi il dibattito non esiste più, anche i famosi social sono “gabbie senza sbarre”, dove il grande fratello ti dice che sei libero, ma quando vuole ti stacca la spina.
La società “libera” che si oppone a tutto questo è accusata di blasfemia attraverso i crimini etico-religiosi del razzismo, del fascismo, del populismo, e con queste colpe è condannata al rogo di fronte a tutto il mondo “globalizzato”.
Si cerca di rimodellare la realtà dei popoli in qualcosa di differente, convinti che le ricette liberali possano cambiare la natura dei popoli.
La Chiesa, i governi democratici, le grandi multinazionali, il sistema finanziario ed economico che governa il mondo cercano di realizzare una mutazione antropologica della società. Ma la Natura si oppone sempre ai cambiamenti “contro Natura”.
Per cui occorre che “come sentinelle” (Saint-Exupéry) vigiliamo sui popoli contro le iene e gli sciacalli, conservando la memoria dei nostri avi ed insegnandola ai nostri figli. Senza cadere nel nostalgismo sterile, ma costruendo sulle radici “che non gelano mai” il futuro dei nostri figli.

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