La fotografia e la sua universalità.

Betonta, Sri Lanka.

Spiaggia deserta, sto passeggiando tra il blue del mare e il verde delle palme; un uomo (immagino un pescatore) si avvicina ed a gesti mi fa capire che vorrebbe una foto… punto la mia reflex, lo inquadro, sto per scattare… ma mi fa intendere che non devo fare una foto a lui…è lui in realtà che vuole fare una foto a me! Acconsento… mi sento lusingato; chiama dei bimbi che erano lì intorno a giocare e facendo gruppo con loro mi scatta tantissime foto con un tablet! Anche per me l’occasione però era troppo ghiotta per lasciarmela scappare e allora a gesti gli chiedo se potevo fare una foto anche io a lui. 
Il pescatore felicissimo della mia richiesta ha chiamato tutti i suoi conoscenti, che usciti dalla capanna lì vicino (ignoro le parentele delle persone presenti nella foto) hanno fatto gruppo: ho scattato! Il risultato lo vedete nella foto pubblicata.

Ci siamo salutati con simpatia ambedue soddisfatti dei rispettivi scatti! 

Non ho visto subito le foto che avevo fatto, solo in seguito al mio ritorno in Italia, nell’osservare l’immagine ed il suo sguardo, ho capito quanto, anche per lui, era importante scattarmi una foto per immortalare e per avere, nel tempo, il ricordo in uno scatto che in qualche modo desse anche a lui la possibilità di fermare il tempo.

Sono felice di aver posato per lui!

Marco

P.s. Nella foto si può notare il tablet con cui mi ha scattato le sue foto.

migliozzi.wix.com/marco

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