“La matematica dell’amore”.

Proseguiranno fino al 5 Gennaio 2020, al Teatro Sette di Roma, le repliche di questo pezzo ormai storico interpretato dagli eccezionali Edy Angelillo e Michele La Ginestra.

Il Teatro Sette è diventato, ormai, un piccolo scrigno di pregio della capitale, un luogo che ogni anno vede un ricco cartellone, che non dimentica mai un gesto generoso verso coloro che soffrono, o che sono indigenti e meno fortunati di noi! Michele La Ginestra, il direttore artistico, ci regala sempre emozioni, attraverso i suoi pezzi o quelli messi in scena dai suoi colleghi. Quì si viene sempre volentieri!

In questi giorni, proprio La Ginestra, affiancato dalla bravissima Edy Angelillo, sta riproponendo un pezzo che, nonostante anni di repliche, non vede mai “stanchezze” o “cedimenti”, ma anzi, rinnova, di volta in volta, l’appuntamento con i sentimenti, le riflessioni umane, la vita stessa: “La matematica dell’amore (Radice di 2)”.

L’apertura del sipario vede, dapprima, un uomo alle soglie della pensione, che fa il consuntivo della sua vita. Dopo poco, scorgiamo una donna, che lo accompagna da quando erano bambini. Tommaso e Geraldina, o meglio Tom e Gerri, l’uomo e la donna, bambini, adulti, anziani. Ricordi, emozioni e giochi di sessant’anni di vita insieme, tra alti e bassi, tra prendersi e lasciarsi, raccontati con la voglia di sorridere, anche delle difficoltà. Lei e il suo giocare col mondo sono l’eccezione, mentre lui e il suo rifiuto della matematica sono la regola. È una storia d’amore, di matematica e di sentimenti. Uno spettacolo con risvolti dolci-amari; per divertirsi, sorridere e riflettere.

La divertente commedia, con il suo ritmo dato dal gioco alterno del rintuzzarsi continuo dei due, offre lo spunto per riflettere e guardare tutti gli aspetti della vita quotidiana, da prospettive diverse, così come sono diversi questi due personaggi “radice di due” appunto.

Per approdare alla mera matematica, potremmo affermare che Tom e Gerri sono come due particelle microscopiche che interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo, e che poi, a causa di varie circostanze, vengono separate, ma non si possono più descrivere come due particelle distinte, quello che accade a una di loro continuerà ad influenzare l’altra. Un po’ quello che accade ai due protagonisti che si incontrano e si innamorano: anche se la vita li allontana, continuano ad avere l’uno qualcosa dell’altra.

Geraldina e Tommaso insomma, profondamente diversi ma talmente uguali da non poter scordare gli attimi preziosi dei semplici giochi infantili, la tenerezza degli sguardi adolescenziali, la bellezza della scoperta della sensualità, il desiderio di una vita da condividere.

Alla fine ciascuno di noi si può identificare in questi due personaggi, che esistono veramente nel quotidiano di ognuno, potremmo essere proprio noi.

Leggerezza e profondità pervadono per intero questa commedia andando a fondersi come raramente accade sul palcoscenico.

Michele La Ginestra, un veterano del palco ormai, diviene un tutt’uno con qualunque personaggio interpreti… Lui non fatica, non usa artifizi, lui E’ il personaggio… con tutte le sfumature, le ironie, la sorpresa, i picchi entusiastici! Bravissimo come sempre! Piacevolissime le sue confidenze “telefoniche” con il suo migliore amico, salvo divenire poi più conversazioni con la di lui madre!

Edy Angelillo, spumeggiante come non mai, con la sua cascata di ricci rossi, appare perfetta nel personaggio della bambina, e donna poi, “dispettosa”, sempre pronta allo scherzo, alle baruffe amorose, alle stravaganze, rivelandosi via via un personaggio dall’animo tormentato e profondo, colmo di paure e di insicurezze mai risolte.

Il pezzo entra nell’anima, penetra come una sottile scia sentimentale, per aprire un varco fatto sì di risate, ma anche di riflessione, introspezione… ma lo fa in modo leggero, senza opprimere…con la consapevolezza che in fondo la matematica non è certo l’unica legge che regoli l’universo… il cuore riesce a fare cose che gli sterili calcoli non potranno mai!

“Radice di 2” non è la solita commedia, racchiude anche una fetta di romanticismo, certo, ma c’è molto di più… abbiamo la possibilità di conoscere una protagonista singolare, con comportamenti particolari, ma con un desiderio che forse la accomuna a molte altre donne al mondo: il desiderio di essere accettata e amata per quello che è. Lui, d’altro canto, spontaneo ed anche un tantino ingenuo, convinto di aver incontrato la solita compagna di giochi in cerca di un po’ di divertimento, farà invece l’incontro che cambierà tutta la sua vita. Letteralmente.

Il genere di commedia che fa sorridere per l’intera durata dello spettacolo con un epilogo commovente.
Assolutamente da vedere.

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