La Nazione Europa. Italia: cominciare dal passato – Parte prima

Noi italiani abbiamo avuto eroi e momenti eroici del popolo.

Nulla im paragone ai romani che fecero guerra dalla fondazione al tramonto. Noi non abbiamo avuto imperi, come italiani, e quando sognammo di tornare romani imperiali, scoprimmo che sognavamo. Come quantità di gente siamo minuscoli anche se aggiungiamo i milioni e milioni che cercarono buona sorte lontano. Come territorio, minimi. Ci lambisce, ci carezza il più mare dei mari, il mare per eccellenza, il Mediterraneo dalle onde azzurre, blu, nere, verdine, celesti, ci sovrastano monti lampeggianti di neve, irti di roccia, pinnacolari. Ci estendiamo in vallate rasserenate, le nostre città, i nostri borghi accumulano millenarie elaborazioni, statue, chiese, palazzi, castelli, non strade ritte ma intrecci, vicoli, pietre vive, camminando stiamo nel presente inondato di passato. Non vi è quartiere che non riveli memorie. Siamo una Nazione Museo, una Nazione Storia, una Nazione Civiltà. Musicisti che ci permettono di cantare  romanze melodiche di tutte le passioni, pittori che ci fermano nello sguardo la bellezza dei volti, dei corpi, dei paesaggi, chiese solenni, intime, assorte nella preghiera in se stesse… Nessun paese contiene tanta arte in tanto breve spazio. Siamo il gioiello della Terra. Saremo il gioiello della Terra?

Premessa.

La Gigantomachia.

L’ECONOMIA.

La Cina si espande clamorosamente. Crimea e Siria “predate” dalla Russia sono ben poca faccenda in confronto al dilagare cinese. I cinesi hanno costruito isole artificiali nelle acque contese del Mar cinese meridionale, e gli Stati Uniti hanno già dichiarato che ne impediranno l’accesso; hanno posto in essere fortificazioni; i cinesi replicano di avere forze sufficienti a impedire questa opposizione, a meno che non si voglia la guerra; ma gli Stati Uniti, della nuova Amministrazione, ritengono che la Cina intende sostituirli come potenza navale suprema a livello mondiale, e rimproverano alla Cina di rendere porti ipotizzati civili in porti militari, Pakistan, Grecia, Sri Lanka, Gibuti, ed inoltre  sta dilagando nel commercio, anche in porti minori. Dei maggiori porti i cinesi deterrebbero i 2/3 . Molti considerano possibile una guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, e ritengono eventuali misure fiscali da parte degli Stati Uniti, contro chiunque, in specie contro la Cina, e la Germania, catastrofiche. La nuova Amministrazione di Donald Trump giudica ostile la Cina,  per le manovre valutarie, per il dominio commerciale, anche per non impedire l’armamento atomico nordcoreano, amici gli antieuropeisti dell’Europa Unita, spenderà meno per la difesa europea, sarà molto amica della Gran Bretagna, amicissima di Israele. In tali circostanze, l’Europa si scopre amica della…Cina!

Un episodio sintomatico. Agli incontri di Davos del Febbraio 2017 il già strenuo difensore dell’internazionalismo economico è stato il Presidente…cinese, ed i capitalisti occidentali liberal liberisti hanno plaudito il Presidente di un Paese… comunista. Sulle ragioni che spingono la Cina all’internazionalizzazione dell’economia: anch’essa cerca di investire dove il lavoro costa meno e di acquistare imprese straniere. E di esportare al massimo.

 

LA DEMOGRAFIA

Il Presidente turco Tayyip Erdogan, leggo, invita, ordina alle donne del suo paese all’estero ma suppongo anche in Patria di generare cinque figli non tre come Egli aveva dichiarato in passato, allo scopo di annientare demograficamente l’Europa. Questa è gente seria, ha dei fini e cerca i mezzi opportuni. Che vi sia un tentativo di dominio demografico ne ero convinto, ora è dichiarato. Verrà preso in conto? Nemmeno lontanamente. Non siamo neanche capaci di immaginare la serietà degli avversari. Li sottovalutiamo perchè manca il sentimento della difesa in noi. Il terrore di venir considerati nazionalisti abbatte la protezione. Lo stresso avverrà con il Presidente degli Stati Uniti, non lo prenderemo sul serio, e l’Europa si accascerà.

Se poi Russia e Stati Uniti troveranno loro equilibri, l’Europa diventerà un pallone sgonfiato. Non so se gli Stati Uniti lo permetterebbero ma come non considerare la Russia la sola ancora rimasta all’Europa? Non la Cina: la Cina serve al profitto degli investitori, la Cina ci  ha rovinato.

Ecco le Premesse per “collocare” il futuro dell’Europa, e dell’Italia. Ci stiamo inoltrando in una lotta di Giganti.

L’EUROPA

E’ da tempo che discutiamo del tramonto, dell’eclissi, del suicidio dell’Europa, dell’Occidente, o di singoli paesi europei. Mai però era stato coinvolto il dato visibile del tramonto, eclissi, suicidio o altro. Il dato visibile, tangibile, corposo è demografico. Quando un popolo non genera, sparisce o soccombe. Questo è un fatto. Capire se viene annientato perchè non genera o non genera perchè vuole essere annientato è problematico. In passato ebbe qualche fortuna la Sociobiologia, la quale spiegava i fenomeni sociali tenendo conto della biologia. Poniamo: l’omosessualità perchè non si vuol generare, il rifiuto della prolificazione per voglia dissolutrice. Non è il caso di valutare queste concezioni, al presente esiste un fenomeno ciclopico che va preso in drammaticissima considerazione, non soltanto non generiamo ma non possiamo generare. Vale a dire: siamo potentemente…infertili. La spiegazione di questo evento mortale è varia. A spiegarla sociobiologicamente non generiamo perchè stanchi di futuro, non vogliamo il futuro, basta, abbiamo sazietà di storia, stufi di ripetere noi stessi, il passato ci soffoca, oltretutto gli anni a venire non ci sembrano attraenti, chiudiamola, lasciamo il mondo a gente che muore di fame, che vuole affermarsi, predace, vitalissima, lussureggiante di spermatozoi, che non sente la fatica ed il rischio dei figli, il peso del lavoro, disposta ad ogni sacrificio… Si comprenderebbe, in tal modo, la nostra relativa indifferenza alla altrui immissione nel nostro paese e la nostra denatalità. Attenzione: immissione altrui, denatalità nostra. Vanno considerate entrambe. Se infatti noi prolificassimo ed esistesse l’immigrazione, l’evento sarebbe fisiologico, entro certi limiti, comunque. L’evento diviene patologico se l’altrui immissione è coesistente con la nostra dissolvenza. In tal caso esiste qualcosa di anomalo, e che va decifrato.

C’è qualcuno che possa ritenere normale, accettabile questa correlazione antitetica: noi non generanti, gli stranieri affluenti e generanti? E se si ritiene l’evento normale non signfica, appunto, che, in fondo, vogliamo sparire, distruggerci? Perchè questo avverrà nei fatti, indipendentemente da ogni valutazione dei fatti. Avverrà.

 

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