LA NOSTRA PERSONALISSIMA ‘FASHION WEEK’

Si è appena chiusa la Fashion Week milanese con tutte le sue nuove, si fa per dire, tendenze per la primavera-estate del prossimo anno.

L’attenzione degli addetti ai lavori e di tutto il popolo dei modaioli impenitenti si è riversata come fiume in piena sui colori must-to-wear, sulle zeppe e tacchi a spillo, borse e orecchini, nudità più o meno esplicite, acconciature più o meno portabili e via discorrendo. Personalmente, in questi giorni, mi sono soffermata a immaginare un’altra Fashion Week, una settimana di analisi e studio di nuovi – o meglio rinnovati – trend riguardo le relazioni e i comportamenti umani. Giornate in cui sfilano ritrovate tendenze del buon vivere, di civiltà ed educazione. Chissà, magari di gran lunga più appealing di un tacco stiletto Jimmy Choo.

Proviamo a riscoprirle insieme.

1) Cercare di dire la verità. Essere sinceri, o meglio, spiegare lo stato delle cose, svelare le proprie intenzioni – non dico sui massimi sistemi, sulle decisioni epocali, bensì sui piccoli impegni quotidiani, persino sugli inviti che ci vengono fatti, oh si parla di spassarsela mica di far la fila ad Equitalia! Insomma tutto ciò richiede un bel po’ di coraggio in questi tempi di indecisione cosmica, di politically correct, di buonismo e dei ‘più amati del reame’. Oggi è difficile e anche lievemente fastidioso dover rendere conto agli altri del nostro pensiero, delle nostre opinioni anche più banali, dei nostri gusti insomma di chi siamo e cosa vogliamo. Perché esporci? Perché invece non proviamo a rispondere alle mail, ai messaggi, alle telefonate? In fin dei conti si tratta di elegante buona educazione. Riuscire a farlo sarebbe molto ‘fashion’ non credete? Al contrario, celarsi dietro i radiosi sorrisi di circostanza, tra le pieghe degli account dei social, dei whatsapp, inondare il prossimo di ‘caro’, ‘gioia’, ‘tesoro’, ‘mitico’ per poi nascondersi, sparire, fare ‘l’indiano’ diventerebbe decisamente out.

2) Smetterla di ‘credersi’. E non perché carenti di autostima, che è decisamente un’altra cosa. Sicumera, presunzione, deliri di onnipotenza stanno facendo il loro tempo, sono un po’ come le ‘spallone’ degli anni 80, ingombranti e antiestetiche. In una parola orrende. La raffinatezza del dubbio e del low profile, non ha eguali. Non ritenersi al centro dell’universo e mettersi spesso in discussione è pura e rara eleganza.

3)Riscoprire il valore dell’amicizia, quella vera, pare diventerà uno dei trend portanti della prossima stagione. E per riscoperta s’intende l’abilità nel distinguere, il desiderio del contraddittorio, della critica anche dolorosa ma insostituibile per la crescita e il miglioramento individuale. Chissà che magari l’adulazione e l’opportunismo non diventino demodé.

4) L’eliminazione delle proprie zavorre caratteriali, la rabbia, il narcisismo, la paranoia, l’infantilismo, pare diventerà il must-to-be della prossima primavera. Finirla una volta per tutte di dar le colpe agli altri, ai maligni, agli invidiosi, agli jettatori, insomma all’universo burlone e ingrato incapace di comprendere appieno il nostro splendore. Arrivare a capire e accettare che il mondo va avanti anche e soprattutto senza di noi è charme infinito.

5) Provare a smetterla di usare ‘due pesi e due misure’, atteggiamento così fuori moda e leggermente pacchiano. Noi siamo gli altri, gli altri siamo noi. Pensiamoci tutte le volte che spariamo a zero nel mucchio e contemporaneamente ci innalziamo sul piedistallo della perfezione.

6) In passerella, infine, sfilerà l’Italiano, una lingua a tratti misteriosa visto che in molti, il più delle volte, fanno fatica a capire quello che leggono, dando così vita a fraintendimenti, polemiche, e patetici e sconclusionati tentativi di replica. Conoscere a fondo la propria lingua, inoltre, renderà estremamente affascinante lo smascheramento dei tanti comunicatori di fuffa, i venditori di sabbia nel deserto, che affollano le nostre vite, professionali e non, i chiacchieroni dell’inesistente e dell’ovvio. Proprio quelli che vi fanno sentire inappropriati, un po’ ottusi perché proprio non capite quello che stanno dicendo. Ve lo fate ripetere più di una volta, certi che siete voi a non comprendere, a non afferrare i preziosi concetti e le rivelazioni misteriche che si celano nei meandri di quei discorsi fitti di nomi mai sentiti, citazioni ancora più ignote, esempi un tantino abusati di leader carismatici, filosofi e accademici di grido. Eh no, non ce la fate proprio. Ma che stanno dicendo? Ma che roba è? A quel punto sarà veramente stylish, glamorous e cool dirgli a chiare lettere e in un italiano perfetto e sconvolgente nella sua semplicità che, se c’è da ripetere e ripetere e ancora ripetere un concetto, con molta probabilità non è colpa del fruitore ma del comunicatore che sta parlando dell’assoluto e spudorato nulla.

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