La Parrucchiera.

Il nuovo film di Stefano Incerti, con Massimilano Gallo, Pina Turco, Cristina Donadio e Tony Tammaro, è stato presentato presso la Casa del Cinema alla stampa romana.

Protagonista, in un’ambientazione nei vicoli del capoluogo campano, dominata da musica (le canzoni sono dei Foja) e multietnicità, è lo scontro al femminile tra Rosa (Turco), mamma single e parrucchiera e la sua ex datrice di lavoro, Patrizia (Donadio), che non accetta l’addio della sua ex pupilla. Rosa, che se n’è andata dopo le ennesime avances del marito di Patrizia, Lello (Tammaro), decide di aprire con le sue migliori amiche, Micaela (Lucianna de Falco) e la trans Carla (l’esordiente Stefania Zambrano) un piccolo salone da parrucchiere, ma le difficoltà non mancano…

Stefano Incerti (Il verificatore, Neve) assieme agli attori protagonisti Massimiliano Gallo (I bastardi di Pizzofalcone), Tony Tammaro, Pina Turco (Gomorra – La serie, Un posto al sole) e Cristina Donadio (Gomorra – La serie) hanno presentato Venerdì scorso, alla Casa del Cinema di Roma, questa loro nuova fatica cinematografica. Tra una risata e l’altra, ecco cosa ci hanno raccontato regista e cast presenti in sala:

Stefano Incerti: Il tono del film è uscito pian piano, nel senso che ho incominciato ad immaginare un film così colorato, pop, quando ho trovato la location principale a Febbraio. Pian piano ho capito che non dovevamo trattenerci, potevamo spingere anche sulla recitazione che è a tratti sopra le righe e mescola degli attori “consumati” di teatro e di cinema come Massimiliano (Gallo ndr) e Cristina (Donadio ndr.), Pina (Turco ndr.) a delle assolute scoperte, per esempio Stefania Zambrano, la trans che fa la trans, non ha mai recitato nulla, neanche una poesia a scuola, i ragazzi egualmente; credo che questa cosa sia possibile solamente a Napoli, il riuscire a mescolare nel cast persone comuni ad attori professionisti. Riguardo al tono, credo che il film non sia molto diverso da quelli che ho fatto, o meglio è molto diverso nella forma, ma il contenuto riguarda sempre personaggi sotto pressione, persone che hanno delle enormi difficoltà. Penso che anche drammaturgicamente sia molto più interessante affrontare questo tipo di tematiche, raccontare persone vere, senza maschere sia in ogni caso una formula vincente dal punto di vista della narrazione. La musica , in un film del genere è l’altro personaggio, per cui, pian piano, prima i Foja, che fanno se stessi, lo stesso Tony Tammaro che canta; mi sembrava imprescindibile un po’ perché è la nostra città e un po’ perché consentiva di andare a spingere sulla leggerezza del film, facendolo diventare quasi un para-musical, come quasi se ogni tanto si perdesse il realismo, l’aderenza alla realtà per entrare in una atmosfera magica”.

Una domanda per i produttori Luciano Stella e a Carolina Terzi: Stefano Incerti ha detto che il tono del film è uscito facendolo, voi invece questo lo avevate chiaro quando avete deciso di produrlo?

Luciano Stella: No, noi avevamo ovviamente chiaro di voler fare una commedia pop d’autore, un cortocircuito positivo da frequentare in questa Napoli che ha prodotto attori straordinari, cantanti straordinari e registi di livello e quindi, l’incontro con Stefano è stato su questo terreno. E ovvio che poi il tono, il film, la qualità del prodotto, dipendono solamente dalle capacità dell’artista, di chi lo mette in scena. In testa a tutto metterei lo spunto e l’incontro con Stefano, un bell’incontro esattamente sull’idea-progetto e lui ha accettato la sfida nel voler applicare la sua tecnica e la sua poetica, le sue capacità e qualità di regista ad una commedia, cosa che non aveva ancora mai realizzato. E la sfida mi sembra sia proprio ben riuscita: una coloratissima commedia pop d’autore”.

Invece le due protagoniste femminili hanno detto l’una, del ruolo dell’altra…:

Cristina Donadio: Sicuramente, si stimano, si rispettano e per questo si beccano, ma in realtà sono molto simili. Rosa ha due o tre caratteristiche di Patrizia e viceversa. In realtà Patrizia, il mio personaggio, si accanisce contro di lei proprio perché si sente tradita dal punto di vista professionale. In due, unite, Patrizia sa che sicuramente sarebbero più forti, e quindi , questa sua fuga, per colpa di quest’uomo, comunque la mette in una condizione di rabbia che cerca poi di buttare fuori in tutti i modi. E’ stato bello tornare, sebbene in un personaggio apparentemente duro e cattivo, a poter recitare con leggerezza e tornare a fare una commedia dopo tanta serie tv ‘cupa’. Un film questo che, oltre che da vedere, è da ballare e da ascoltare, cioè si potrebbe paradossalmente anche percepire tutta la forza del film solamente ascoltandone le musiche, ballando a ritmo delle canzoni che ti trascinano completamente. Poi, è stato bello lavorare con Pina (Turco ndr.) abbiamo molte affinità, molte cose in comune, anche nello scontro”.

Pina Turco: Io ho sempre pensato a questo personaggio, quello di Rosa, come un unico personaggio che avesse due volti, uno un po’ più maturo, tosto, come quello di Patrizia, ed un altro volto un po’ più irrequieto, anche aggressivo, più ribelle che è appunto la mia Rosa. Ho sempre pensato a queste due donne, come ad una persona sola, e forse questa è stata la chiave giusta. Rosa è una donna che non si arrende mai, una donna che non pondera mai l’idea della resa, e dall’altra parte una donna che è in grado di sorridere nonostante tutto. Un personaggio che non avevo mai interpretato; io non avevo mai sorriso prima. Nelle mie precedenti esperienze ho sempre pianto tantissimo ed infatti all’inizio ero molto in imbarazzo, poi per fortuna Stefano, mi ha aiutata molto e di questo gliene sono grata”.

Foto: Luigi Giordani

1 Commento su La Parrucchiera.

  1. Loredana, complimenti per la recensione, gli attori ed il regista te ne saranno grati.

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