“La Roma Russa”, un ponte ideale tra Italia e Russia.

Dal 7 al 10 Novembre 2018 torna una nuova edizione della manifestazione volta a far conoscere l’arte russa in Italia. In programma, concerti, mostre e proiezioni.

Da sinistra: Vladimir Torin, Presidente del comitato organizzativo del Festival «La Roma Russa» e Antonio Zanardi Landi, diplomatico italiano, Ambasciatore d’Italia a Mosca (2010-2013) Foto: @Agenzia Nova

E’ stato presentato, Lunedì scorso, presso la sede della Stampa Estera in Via dell’Umiltà 83/C, un interessante quanto multiforme Festival. Un evento che si svolgerà a Roma dal 7 Novembre al 10 Novembre: “La Roma Russa”. Già il nome fa ben comprendere come, attraverso un ponte ideale, si voglia fondere in qualche modo la tradizione russa a quella italiana. La storia della Russia è tratteggiata dal fascino dell’intreccio delle culture dei popoli che, da oriente ad occidente del suo enorme territorio, guardano al futuro, rimanendo legati alla ricchezza ed alla varietà delle loro radici. La tradizione artistica dell’Italia è tanto antica quasi quanto lo stesso paese. Lo stile di vita italiano e quella tipica gioia di vivere dell’area mediterranea sono il motivo principale per cui tanta gente apprezza la mentalità e la cultura italiana. Va da sè che questi due orientamenti, legati entrambi ad antiche tradizioni, possano fondersi per dare vita a questa manifestazione che è alla sua seconda edizione.

“La Roma Russa” il cui scopo è quello, appunto, di diventare un incontro tra culture ed a gettare basi sempre più solide tra Roma e Mosca, avrà il suo culmine nella Sala Dante di Palazzo Poli dove si terrà la tradizionale cerimonia solenne di chiusura e premiazione di scrittori, artisti, registi, musicisti e figure pubbliche che promuovono la cultura russa all’estero.

La conferenza stampa è stata amabilmente condotta, con grande competenza e fascino di argomentazioni, da Antonio Zanardi Landi, diplomatico italiano, Ambasciatore d’Italia a Mosca dal 2010 al 2013, squisito oratore, in grado di catalizzare l’attenzione del pubblico in una sorta di “magnetismo culturale” davvero notevole, e da Vladimir Torin, Presidente del comitato organizzativo del Festival.

“Negli anni in cui ho fatto il capomissione a Mosca ho colto l’importanza del fattore culturale e la straordinaria risposta che viene dal pubblico russo alla proposta di attività culturali italiane che possano dimostrare il rapporto tra Italia e Russia nel passato” – ha raccontato l’ex ambasciatore italiano a Mosca Antonio Zanardi Landi – “E spero che questo Festival abbia lo stesso successo che hanno avuto le iniziative italiane a Mosca”.

“Un anno fa un gruppo di amici russi e italiani ha presentato l’idea di questo Festival nel palazzo della Tass a Mosca e ora siamo qui. E’ un segno del movimento, è vettore di un reciproco avvicinamento” – ha raccontato Vladimir Torin – “Quest’anno il programma prevede tra gli altri la proiezione del documentario sul bicentenario della nascita di Ivan Turgenev, lo spettacolo musicale e letterario ‘La quinta stagione…L’Amore’ e l’inaugurazione della mostra ‘Grandi pittori delle Stagioni Russe. 35 opere esposte dai fondi del Museo teatrale A. A. Bachrushin’.”

“E’ ormai una tradizione che i vincitori non siano soltanto russi e italiani ma anche francesi, giapponesi, tedeschi, americani. Il Festival si svolge a Roma, e Rim (Roma in russo) al contrario significa pace e mondo. Roma è il simbolo di questa quintessenza culturale e i vincitori gettano ponti tra culture”, ha aggiunto Torin.

Quest’anno il Festival “La Roma Russa” è stato incluso nel programma ufficiale delle “Stagioni russe” in Italia, progetto-vetrina del meglio della cultura russa, nel quale sono state coinvolte più di 70 città italiane.

Il festival è stato sostenuto da Ambasciata Russa in Italia, Unione libraria della Russia, Unione degli scrittori della Russia, Conservatorio statale intitolato a P.Tchaikovsky di Mosca, Istituto Italiano di Cultura a Mosca, Agenzie di stampa italiane: Askanews e Agenzia Nova, Agenzia di stampa russa: TASS, piattaforma online in lingua italiana Sputnik Italia, Azienda radiotelevisiva “Russia” (VGTRK), quotidiano russo “Rossijskaja gazeta”, Associazioni culturali dell’Italia e dell’Europa.

Antonio Zanardi Landi, riguardo i suoi tre anni da Ambasciatore d’Italia a Mosca, ha altresì aggiunto: “Alla conferenza ho parlato della mia esperienza da Ambasciatore a Mosca, di quanto rispondente ho trovato il pubblico russo alla proposta di iniziative culturali italiane. Ho raccontato quanto straordinario sia il rapporto culturale italo-russo. A Mosca sono rimasto colpito dalla capacità di reazione del pubblico russo e dalla facilità estrema di stabilire dei ponti di intesa lavorando nel campo culturale. Se è vero che si può fare cultura prescindendo dalla politica, non si può fare politica a prescindere dalla cultura. In periodi difficili come questo nel quale tutti stiamo ricercando una collocazione in campo internazionale, l’investire risorse e tempo in cultura è l’investimento che dovrebbe pagare di più in futuro.”

Gli anni passati a Mosca da Ambasciatore sono stati segnati da ricchi eventi culturali che hanno riscosso un grandissimo successo fra il pubblico russo. Anni proficui per le relazioni fra i nostri due Paesi, non è vero?

“Le manifestazioni culturali che abbiamo organizzato a Mosca sono state utilissime anche da un punto di vista politico, perché hanno aperto porte e delle possibilità di dialogo. Abbiamo lavorato molto sulle imprese italiane, l’effetto globale è stato molto positivo.”

Qual è quindi il potere della cultura oggi, quando non si fa che parlare di crisi economica, di spread e sanzioni?

“La cultura è la base di tutto o di quasi tutto. A parte il mercato dell’energia e i grandi fenomeni economici incontournables, tutto il resto richiede una base culturale. Un prodotto piace perché è sano, bello, buono, ma soprattutto perché richiama qualcosa. Questo discorso vale dagli spaghetti alla grande moda, l’immagine di un Paese come il nostro, connotato da una forte impronta di cultura e di arte, aiuta tutto il resto. Per non parlare del dialogo politico, dove è necessario trovare dei linguaggi comuni, che si possono trovare solo su una base culturale comune.

Che cosa si porta dentro dei suoi anni moscoviti?

“Un grande interesse, un’impressione molto favorevole di un Paese dove si può stabilire un contatto con le persone e dove si può lavorare volentieri. È facile trovare degli argomenti comuni, delle basi di intesa. La Russia è un Paese che appare difficile, ma in realtà è un Paese dove l’intesa interpersonale basata sulla cultura è molto facile. Ogni volta che mi è possibile torno a Mosca, dove ci sono istituti di ricerca di grande livello. Per me l’impressione di Mosca è un luogo davvero arricchente da un punto di vista culturale e umano.”

 

Foto: @Agenzia Nova, @Ufficio Stampa Festival La Roma Russa, Loredana Filoni

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