La settima onda.

Ieri, presso il Cinema Barberini di Roma, si è svolta la proiezione, in anteprima stampa, dell'Opera Prima che vede l'esordio in regia dell'attore Massimo Bonetti.

Su un mirabile mare cristallino, a far da sfondo a molte scene del film, sole, terre brulle, profumi mediterranei e paesaggi lunari, due vite profondamente diverse tra loro sono destinate ad incontrarsi. Le loro storie si intrecciano in uno strano ma intenso legame, che semplicemente, nasce e cresce, pur contaminato da sofferenze passate e presenti, sopite e mai lenite. E’ la storia di Tanino, un giovane pescatore di un paese del sud, appassionato e sognatore, provato quotidianamente da vicende famigliari e personali un po’ sfortunate, che un giorno ha un incontro con qualcuno con cui, a poco a poco, scopre di avere in comune un insospettabile e quanto mai profondo amore per qualcosa che finisce per renderli molto simili nelle loro diversità.

In “La settima onda”, Francesco Montanari interpreta proprio Tanino, il giovane pescatore, che stenta a sopravvivere ed è sempre tentato dalla strada dell’illegalità. Al suo fianco c’è una paziente moglie psicologa (Valeria Solarino). Ma sarà l’incontro con un regista (Alessandro Haber), che vive con un cane ed un grande dolore, di cui si sente responsabile, a cambiare le sue prospettive. Del cast, fanno anche parte Antonio Iuorio, Tony Sperandeo, Imma Piro e Donatella Pompadour. Inoltre vi è un cameo con Massimo Bonetti nel ruolo di un medico.

Ieri ho assistito alla visione di un film particolare, pieno di emozioni, intenso, sentito, per certi versi drammatico e sofferto, che lascia, però, una luce di speranza proprio grazie ai sentimenti di amore e di amicizia….Alla fine vince chi è autentico! Il cast è davvero eccellente, ciascuno interpreta il proprio ruolo calandosi interamente in esso, non un’esitazione, non una forzatura nè una percezione del copione da interpretare, tutto avviene con la massima naturalezza. Mi è piaciuto anche il cameo di Bonetti stesso che appare nel ruolo di un medico quasi sul finale della storia. Al cane, poi, fedele compagno del personaggio interpretato da Haber, sembra mancare solo la parola!

Paesaggi marini non meglio identificati, anche se la terra è quella pugliese, ci trasportano attraverso l’odore salmastro nella vita di questi personaggi, ed il vento, che domina molte scene della vicenda, sembra rappresentare la lotta che ciascuno di loro affronta giorno dopo giorno, traversia dopo traversia…E ancora inquadrature di cieli stupendi e di una luna che, per quanto è magnifica pare quasi finta, le trovo un tocco di pregio. Un buon film che non possiede tempi “morti” e che convince in pieno.

Bonetti ha realizzato una eccellente opera prima, molto delicata!

La conferenza stampa, seguita alla proiezione, è stata molto dinamica e ricca di aneddoti e ricordi espressi dai presenti (Montanari e Solarino, assenti giustificati, perchè impegnati sui set): “La settima onda è nata dopo un incontro che ho avuto con un pescatore di Gaeta che mi ha colpito molto”- ci ha raccontato Massimo Bonetti – “dopo dissi a me stesso che quest’uomo meritava…da lì nacque tutta l’idea del film. Dall’emozione di quell’incontro ho sceneggiato la storia, il lavoro, l’amore per il cinema, le morti, le nascite…Volontariamente ho evitato quella che è la tecnologia avanzata, cellulari, computer e via dicendo, inserendo volutamente una lettera, come si faceva un tempo, scritta da Haber ed imbucata nell’apposita cassetta delle lettere, divenuta ormai un pezzo da museo…ho voluto farlo perchè i sentimenti si raccontano con il telefono abbassato, un sms sarebbe stato una tragedia….ho immaginato di creare un’atmosfera pirandelliana, un autore che mi è sempre piaciuto fin dai tempi della scuola media, il mondo di riferimento è quello, non so se ci sono riuscito, ma sicuramente l’amore per il cinema, la passione, il sacrificio hanno portato a questo risultato”.

Alessandro Haber: “Sono molto amico di Massimo…ci conosciamo da quasi 40 anni. Sono stato proprio io che l’ho aiutato all’inizio. Ero molto amico di Franco Rossi, con cui avevo fatto “L’Eneide” e svariati altri film. Lui per il televisivo “Storia d’amore e d’amicizia” cercava due attori romani col fisico da pugili. Massimo stava facendo “La tempesta” al Piccolo di Milano, con Michele Placido, tra l’altro mio amico anche lui, e così ho fatto il suo nome. Poi la cosa è rimasta a lungo in sospeso, perché mancava l’altro attore…i genitori di Massimo mi telefonavano sempre per chiedermi che fare, perché sarebbe dovuto partire per una tournée estiva de “L’avaro” con Paolo Stoppa e avrebbe rischiato di perdere entrambi i lavori. Io gli ho detto che quello non gli avrebbe cambiato la vita ma la televisione sì, e gli ho portato fortuna. E alla fine presero anche la sua fidanzata del tempo, Barbare De Rossi, perché io sono uno che porta fortuna! Quando mi ha chiamato come regista, ero perplesso, e invece mi sembra che abbia fatto un film interessante, pur con tante difficoltà, perché è fatto con pochi soldi. Il mio personaggio è molto bello. Quando lo vidi mi piacque…Come opera prima ha fatto una bella cosa. Massimo dopo mi regalò una cornice grandissima, non sapendo che io odio le cornici! La riciclai pur ringraziandolo…era proprio kitsch.”

Imma Piro: “In questo film interpreto il ruolo di una suocera cattivissima che però, sono stata felicissima di interpretare. Ho accettato perchè Massimo è un amico. Confesso che il film l’ho visto ora insieme a voi mettendomi in un angolo per godermelo…e bè, mi sono commossa e mi è uscita una lacrimuccia sul finale di Haber, molto toccante, sei proprio un bravo attore Alessandro! Il cast è meraviglioso…e Massimo ha fatto davvero un ottimo lavoro!”

Donatella Pompadour: “Non posso che unirmi alle parole di Imma, è un bellissimo lavoro, sono felice di far parte di questo cast meraviglioso…il messaggio che mi è piaciuto di più è che, nonostante precarietà del lavoro, le difficoltà, con l’amore, sia amicale che di coppia, si possono superare gli ostacoli.”

Abbiamo posto qualche domanda a Bonetti:

Essere attore ti ha aiutato in questa impresa? A quale regista di senti di essere un po’ debitore?

“Le difficoltà sono oggettivamente minori rispetto a chi affronta l’opera prima senza esperienza. Io vivevo sul set ed ero sempre attento alle varie soluzioni registiche dei maestri con cui ho lavorato. Un altro aiuto enorme è stato il cast eccezionale, mi sono affidato a questi bravissimi attori, li ho lasciati molto fare. Quando un attore conosce il personaggio nei minimi particolari non puoi distrarlo, non puoi fare cose come fanno quei registi che ti danno le intonazioni, cosa terribile che a me è capitata. Posso citare un maestro come Pupi Avati che dice “non ti voglio sentire, voglio che muovi la bocca ma non voglio sentire la voce, non voglio che tu colori la recitazione con la voce, devi vivere il personaggio non recitarlo”. Un po’ a tutti ho rubato, ad esempio in “Le vie del Signore sono finite”, un giorno con Massimo Troisi mi uscì una battuta un po’ impostata e lui mi disse “sembravi Amedeo Nazzari”, con tutto il rispetto. Sono piccole cose che ti aprono la mentalità”.

Come hai scelto il protagonista?

“Ho scelto Montanari perché lo ritengo un attore straordinario, per me è il migliore di quelli della sua età, mi ha conquistato e ho visto l’aderenza per il ruolo. Una sera a cena con mia moglie vidi un pezzo di Romanzo criminale, e non appena lo vidi le dissi che era lui quello giusto. Anzi vi svelo una grande anteprima, ad Ottobre inizieremo le riprese del mio secondo film da regista dal titolo “Viper” che vedrà come attore protagonista Sebastiano Somma, nel ruolo di un padre… ho scelto lui con lo stesso criterio di Montanari, per il volto straordinario che ha Sebastiano!”

Ad Alessandro Haber abbiamo chiesto un confronto tra il personaggio che interpreta in La settima onda e quello che ha recitato di recente in Youtopia:

“Quello che piace a noi attori è fare dei ruoli lontani da noi, che non ci appartengono, entrare in menti completamente diverse. In “Youtopia” avevo un personaggio ostico, antipatico, inquietante, quello di questo film ha una sua dolcezza, anche se possono avere in comune un senso di morte inconscio che si portano addosso. Sono due personaggi agli antipodi, ben vengano personaggi così estremi. Se vi ricordate in “L’ultimo capodanno”, film di Marco Risi meraviglioso, che non ebbe successo quando uscì, il mio personaggio si vestiva da donna, si faceva picchiare da una prostituta: Marco mi disse che prima di chiamare me aveva chiamato altri 4 attori importanti – non mi disse quali – e tutti avevano rifiutato. Io invece credo che noi siamo come dei camaleonti, facciamo tante cose anche fuori dalle regole, è il fascino del nostro mestiere. Io vivo per questo, mi piace giocare su vari fronti, le cose facili non mi sono mai piaciute, anche a teatro cerco sempre di andare oltre, di trovare strade diverse”.

Al cinema dal 24 Maggio.

Foto: Luigi Giordani

1 Commento su La settima onda.

  1. una interpretazione magnifica del film.

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