“La vita dopo”…torna sul palco dell’Orologio.

Dopo i grandi consensi ottenuti, a grande richiesta, sul palco romano del Teatro dell'Orologio, la piece scritta e diretta da Igor Maltagliati, intervistato per l'occasione, assieme ad una delle interpreti, Marianna D'Adamo.

LF Magazine, circa un paio di mesi fa, si era occupata della messa in scena in anteprima, della piece ‘La vita dopo’, per la regia di Igor Maltagliati, con Emiliano Coltorti, Marianna Adamo, Carlotta Maria Rondana e Luca Setaccioli.

Grande successo…di pubblico e di critica! Per chi non avesse avuto il piacere di assistere a questa sorta di viaggio onirico ed introspettivo dei sentimenti, ci sarà la possibilità di vederlo dal 26 Gennaio prossimo al 29 Gennaio a Roma al Teatro dell’Orologio.

Commedia briosa, la cui trama si dipana a ritmo serrato grazie anche alla forza dei protagonisti. Emiliano Coltorti, perfetto nei tempi comici, caratterizza al meglio la tagliente ironia del suo personaggio, pervaso da una tenera amarezza, Marianna Adamo, frizzante, briosa, l’esatto opposto dell’uomo, va a bilanciare l’intero equilibro della trama, divertente ma anche profonda.

Il regista Igor Maltagliati, classe 1972, nativo di Firenze, è un vero vulcano di idee. Leggendo le sue risposte vi accorgerete di attraversare un mondo complesso, quello della regia, grazie ad un serio professionista. Igor fa di questa arte una ‘sinfonia’. Appassiona, incuriosisce, piace…le sue parole sono un grande esempio per chi vuole intraprendere questo lungo cammino, non privo di ‘dirupi’. Lui non è solo un regista…Lui è i film stessi che ha diretto o le rappresentazioni teatrali che mette in scena. Mai cedimenti o ripensamenti, pentimenti o amarezze, questo fa di lui un regista indubbiamente ‘affascinante’. Lui ama particolarmente il cinema degli anni di piombo. Maltagliati realizza un cinema che non si prende mai troppo sul serio: cita, rimanda, ricorda…ma sempre con un tono divertito.

Il suo teatro, invece, si basa e indaga il meccanismo esoterico del sogno, della teosofia, del biocentrismo e del karma, inteso nel suo senso più complesso e profondo e non solo nel meccanismo della causa-effetto…Scandaglia le fragilità di due esseri apparentemente molto diversi tra loro ma accomunati dalle medesime frustrazioni, ipocrisie, debolezze, illusioni…

Per l’occasione ho intervistato il noto regista in ‘tandem’ con Marianna Adamo (già intervistata sulle nostre ‘pagine’) per raccontarci i dettagli di quello che andremo a vedere e qualche ‘pezzetto’ delle loro vite!

Diamo la parola ad Igor Maltagliati!

 

Igor…ci parli un po’ di questo ‘La vita dopo’…che state riportando in scena per la seconda volta….

“La prima cosa che mi viene spontanea da dire è che fin dal primo istante dalla sua stesura, ho avuto fiducia in questa storia. Una sorta di premonizione, un sorriso mentre la scrivevo. E non soltanto per il connubio tra commedia brillante ed elementi onirici e, a tratti, drammatici che ovviamente rendono tutto più accessibile e commerciale, ma per un “quid” in più che non riesco ad esprimere pienamente a parole, una sensazione privata, la convinzione di regalare un’emozione positiva e profonda al pubblico. Tutto questo per dire che non sono sorpreso; di solito lo sono, stavolta mi sembra che ogni tessera del mosaico stia dove deve stare. Semplicemente. E infatti eccoci prossimi ad un nuovo debutto a distanza ravvicinatissima dal primo. Non può essere un caso. ‘La vita dopo’ parla di amore e di predestinazione, tocca il cuore attraverso la sua dolcezza e la sua – a tratti cinica – ironia, ma soprattutto ti chiede di accettare la sua carica onirica e magica, il suo messaggio dolcemente esoterico. Credo che in questo stia la sua vera forza.”

Igor lei affronta, in questo pezzo, tematiche legate alla psicanalisi come la catarsi del sogno o l’altro del ‘multiverso’…non è nuovo a questi concetti nei suoi lavori?

“No, non è affatto un concetto nuovo sebbene ad oggi questa sia la prima occasione in cui la tematica viene offerta al pubblico. Mi spiego meglio: nella mia opera letteraria ho numerose sceneggiature e drammaturgie che si basano e indagano il meccanismo esoterico del sogno, della teosofia, del biocentrismo e del karma, inteso nel suo senso più complesso e profondo e non solo nel meccanismo un po’ banale della causa-effetto… credo che sia arrivato il tempo di veicolare messaggi importanti e decisivi che possano invitare il pubblico a formulare dei pensieri più profondi e a farli riflettere sulla possibilità che forse, il loro mondo, non finisce a un palmo dal loro naso… ma che c’è molto di più. E che questo di più può essere evolutivo e bello, una volta superata la naturale paura e diffidenza nei confronti “dell’invisibile”. “

La scelta dei vari protagonisti come si è svolta? E’ stata ardua?

“Ardua? No. Affatto. Ho avuto le idee chiare fin da subito, pur nell’incertezza di riuscire a convincere i miei quattro eroi ad accettare. Fortunatamente Marianna, Emiliano, Carlotta e Luca sono stati disponibili ed entusiasti, rendendo il cammino molto più agevole e mettendoci del loro anche in chiave organizzativa: non avrei potuto fare niente senza di loro. Senza contare che si trattava di un lavoro che non aveva un produttore e di conseguenza non aveva retribuzione. Uso il passato perché adesso abbiamo un piccolo produttore molto motivato, la Locomotion pictures di Americo Cicolani e Giordano Baffari, ed è grazie a loro se potremo essere presenti al teatro dell’Orologio. Sono andato fuori tema e rientro subito: i miei quattro attori sono anche amici importanti, la perfetta quadratura del cerchio. Mai avuto dubbi.”

L’amore…tra sogno e realtà dunque?

“L’amore è un motore straordinario, l’unica energia realmente inesauribile e capace di compiere miracoli. Amore ovviamente inteso in senso più universale e trasversale, non solo sensuale. Quando mi capita di toccare argomenti “scottanti” come Dio, il karma o la vita spirituale dopo la morte, cerco di riassumere il concetto proprio scomodando l’amore. Che è una sintesi perfetta e assolutamente comprensibile a chiunque. Ma non è questa la sede per discorsi di tale importanza e soprattutto andrebbero affrontati con qualcuno maggiormente preparato di me. Anche se riguardo all’amore inteso come costante fonte di energia e percezione della meraviglia della vita, qualcosa ammetto di sentire e di poter condividere. E’ una delle poche cose che davvero mi interessino.”

Igor…c’è qualche altro progetto nel prossimo futuro?

“Scherzi? Sono da sempre una fucina di progetti! Senza progetti non potrei vivere, vivere è di per sé un grande e immenso progetto. Per cui questa semina non termina mai e io stesso lavoro in mille direzioni diverse e contemporaneamente: ad oggi la cosa che seguo con maggior impegno è questo spettacolo ma spero di muovere qualcosa anche in ambito cinematografico. Il 2017 lo vedo come un anno speciale in tal senso. Vedremo.”

Com’è iniziata la sua carriera professionale?

“Cominciò in modo curioso: frequentavo architettura a Firenze ma non carburavo. Scrivevo invece benino e il cinema lo seguivo da sempre con passione. Una piccola riflessione mi fece abbandonare architettura e iscrivere al Dams di Bologna. Mi sentivo finalmente a casa. Sebbene la vera scintilla mi scosse nel 1994, quando vidi a Loano, durante il mio servizio civile, in un cinema assolutamente deserto, il capolavoro di Tarantino, Pulp fiction. Quello è stato il punto di non ritorno. Ho in mente con precisione la sensazione di stordimento appena uscito dalla sala… di lì a pochi mesi scrissi il mio primo copione, ‘Il bastardo innocente’, che per ironia della sorte è diventato il mio primo lavoro registico. Una web series andata molto bene e poi diventata un film, attualmente in distribuzione internazionale… ma realizzata esattamente 20 anni dopo da quando venne pensata e scritta! Nel corso di questo ventennio ho studiato e lavorato come un pazzo, non credo nel talento senza l’approfondimento e lo studio assoluto, e dopo un numero incalcolabile di lavori e collaborazione impossibili da ricordare, sono arrivato ad oggi… non esiste un modo più breve di così per dirlo ed entrare nello specifico credo sarebbe noioso. “

Concludendo?

“In conclusione – qualunque sia il passato e comunque ci coglierà il futuro – io resto concentrato su questo luminoso presente che mi concede di calcare nuovamente le assi di un teatro importante come l’Orologio: e con uno spettacolo che amo. Non mi pare poco.”

…ora, la parola a Marianna Adamo…

Marianna Adamo…ti aspettavi questi consensi?

“Quello che posso dirti è che c’è stata una gran bella energia dall’inizio e quando l’atmosfera è quella giusta e c’è impegno , dedizione , motivazione e passione ..beh…i risultati arrivano! Abbiamo lavorato sodo e ci siamo divertiti. Ovviamente c’è da dire che la commedia è scritta molto bene, è davvero originale, ci aspettavamo che piacesse al nostro pubblico che in effetti ha espresso pareri molto positivi sulla scrittura e sulla nostra interpretazione. In effetti i nostri attuali produttori, Americo Cicolani e Giordano Baffari erano in sala e hanno deciso di riproporre da subito lo spettacolo. Puoi immaginare la nostra soddisfazione!”

Come hai ‘bilanciato’ le variegate tematiche quì rappresentate?

“Con tanto lavoro! Ermenegilda è un personaggio complesso. Non è la solita attricetta che tenta di farsi strada nel mondo dello spettacolo. Si presenta aggressiva e utilizza l’arma della seduzione come “maschera” ma è un’anima sensibile che ha preso in mano la sua vita ed è riuscita a salvare se stessa, nonostante vicende familiari molto difficili. E’ sorprendente nel suo modo di fare, di esprimersi ed è questa sua straordinaria energia che farà innamorare Ivan, un uomo tormentato dal suo passato che alla fine non potrà che cedere all’amore e a quello che il destino ha riservato per lui. Ho approfondito con Igor ogni aspetto del personaggio cercando di non tralasciare le sfumature . E’ un lavoro lungo e speravo di avere l’occasione di studiarlo ancora.”

Credi ci si possa ‘riconoscere’ in questa commedia?

“Assolutamente si! La forza di questo lavoro è proprio questa. I personaggi sono persone vere, che hanno vissuto vite vere e simili a quelle di tante persone. L’unica differenza, fondamentale, è che il fato giocherà un ruolo decisivo nelle loro vite. C’è magia in questa storia …. c’è quel qualcosa in più che manca nella vita reale.”

Marianna….un gruppo di attori affiatati sia sul palco che fuori?

“E’ cosi. Ho trovato nuovi amici grazie a questa esperienza . Prima dello spettacolo, non conoscevo nessuno degli attori della compagnia. Sottolineo di nuovo quello che ti dicevo prima. Questo lavoro ha avuto successo perché tra noi c’è stata subito sintonia. Prima come persone e poi come attori.”

Cosa ti attenderà in questo 2017?

“Ho dei bei progetti in cantiere ma te ne parlerò in seguito. Sono certa che sarà un ottimo anno!”

Concludendo?

“Innanzitutto ti aspetto la sera della prima e invito chi non ha ancora visto questo spettacolo a venire a teatro a vedere questa commedia che è stata definita da qualcuno “rivoluzionaria”. Non so se sia così, ma so per certo che il pubblico si divertirà.”

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