L’arte che si “mescola” alla cultura, alla musica…alla passione

In una gremita galleria "Sallustiana" di Roma ed in presenza di un "mostro sacro" come Giorgio Albertazzi, si è svolta la "personale" di Roberto Del Fabbro....a "ritmo" di Flamenco!

Si è svolto, ieri sera, a Roma, il Vernissage inaugurale dell’esposizione dei dipinti di Roberto Del Fabbro (intervistato da LF Magazine nel Dicembre 2014) che, come noto, impronta tutta la sua arte sul rapporto uomo-natura. Lui lo sa fare molto bene! Con estro, senso plastico, movimento e colore. La sua visione della natura è leggera, veloce e velata di sottile ironia. Nei suoi dipinti primeggiano figure (per lo più pesci) in branchi, che volteggiano, a ritmi ondulatori, metafora di accadimenti della vita quotidiana.

A presentare la serata un ospite veramente d’eccezione, il maestro del teatro italiano, Giorgio Albertazzi. Calorosa accoglienza per un uomo di tale levatura, come giusto che fosse! Ci ha allietati con i suoi ricordi, racconti di una vita vissuta intensamente! Mi è piaciuta, in modo particolare, una citazione di Picasso che, la voce di Albertazzi, ha reso ancor più poetica – “A dodici anni sapevo disegnare come Raffaello, però, ci ho messo tutta una vita, per imparare a dipingere come un bimbo”-

A rendere la serata ancora più vivace, passionale, piacevole…l’esibizione della “Gitana blanca”, come ama essere chiamata, Caterina Lucia Costa (anche lei, nostra intervistata nel Gennaio scorso).  Le luci le illuminano il volto! Silenzio! Fasciata in un sensuale abito “flamenco” nero con stola di pizzo bianco, capelli finemente raccolti, trucco perfetto, musica…l’esibizione ha inizio! Caterina si muove, in un ballo carico di passione, travolgente…quale è il Flamenco! Lei ce l’ha nel sangue! Una cosa è scriverne, un’altra, assistervi! Si resta ammaliati, rapiti, sorpresi, si prova piacere e commozione al contempo, brividi, una sorta di vertigine che ti spinge verso l’abisso di estasi in cui si dissolvono paure e dubbi. Un po’ come il “cante” , di cui Caterina ha ampiamente raccontato durante l’intervista, che è alla ricerca di questi istanti, quasi a camminare sulla lama di un coltello, tra equilibrio e follia, grida e silenzi, due estremi che, in questo caso, combaciano alla perfezione. Una sorta di catarsi! Caterina è tutto questo! L’arte fatta persona!

 

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