L’arte come scelta green di Vogue Italia: sette artisti firmano le cover.

Nel progetto anche il pittore e fotografo statunitense David Salle, l’artista italiana specializzata in performance Vanessa Beecroft, la pittrice mozambicana Cassi Namoda, la pittrice francese Delphine Desane, e l’italiano Paolo Ventura.

Yoshitaka Amano, illustratore e character designer giapponese, in questi giorni, più di sempre, fa notizia, in quanto ha realizzato la copertina del nuemro di Gennaio 2020 della patinata e prestigiosa rivista di moda Vogue Italia.
Yoshitaka Amano ha infatti realizzato, in grafica artistica, il modello di Gucci indossato dalla bellissima modella Lindsay Wixson-Young, da lui reinterpretato.
Ma l’artista nipponico non è l’unico ad aver abbracciato questo progetto, infatti anche l’italiano Milo Manara ha realizzato una sua cover. Nel progetto anche il pittore e fotografo statunitense David Salle, l’artista italiana specializzata in performance Vanessa Beecroft, la pittrice mozambicana Cassi Namoda, la pittrice francese Delphine Desane, e l’italiano Paolo Ventura.

La scelta di non utilizzare, in questo caso, servizi fotografici, ma di ricorrere a disegni ed illustrazioni, sia per le cover che per gli articoli, è stata dettata, come ha spiegato Emanuele Farneti, direttore di Vogue Italia, per una ben precisa scelta green. Inoltre, l’unico servizio fotografico incluso nel numero di Gennaio, è stato realizzato da due giovani fotografe di 17 anni scelte perché «sono gli occhi del domani prestati al nostro presente».

Vogue Italia è già nota nel mondo per temi che sollecitava attraverso la moda prendendo anche posizioni forti su temi sociali e ambientali, e Farneti, al timone della rivista dal Gennaio del 2017, ha continuato su questa scia, scegliendo l’arte in questa circostanza, ed ha spiegato che per fare un servizio fotografico sono ingenti sia gli investimenti e gli impatti anche sulla natura, basti pensare a spostamenti aerei (carburante) studi e set fotografici (energia elettrica) decine e decine di persone coinvolte nello staff (cibo, imballi e residui). Inoltre, ha spiegato sempre Farneti, la somma che sarà risparmiata verrà destinata a Venezia e precisamente al restauro della Fondazione Querini Stampalia Onlus seriamente danneggiata lo scorso Novembre dal fenomeno dall’acqua alta.

Come a ribadire che l’arte e la moda sono un efficace connubio anche solidale e green, certamente meno inquinante, una scelta che fa “finalmente” tendenza.

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