Laura Adriani: “La recitazione è stata…amore a primo palco.”

L'attrice romana sarà in questi giorni all'ITFF di Civitavecchia in veste di madrina. LF l'ha incontrata per voi per raccontarci i suoi esordi, iniziati quando era ancora una bambina.

Laura Adriani, chi non la ricorda nel ruolo di Miriam ne “I Cesaroni”, bellezza acerba che sin da allora conquistò innumerevoli spettatori!?! Romana, classe 1994, è una donna con le idee chiare ed una forte determinazione, lei l’arte l’ha sentita chiaramente sin da bambina, quando a 9 anni, al mare con i genitori, in occasione di una recita di fine stagione, comprese che quella era la sua strada. Ad 11 anni, ha partecipato al noto programma di Antonella Clerici, “Ti Lascio una Canzone”, a 12 già lavorava in televisione in serie come “I Cesaroni”, “Solo per amore”, “Squadra Mobile”. Al cinema è stata la giovanissima amante di Alessandro Gassman in “Tutta colpa di Freud” di Paolo Genovese, mentre in “Non c’è più religione” era la figlia di Claudio Bisio, buddista e incinta. La Adriani ha lavorato anche con Giuseppe Piccioni nell’ottimo “Questi Giorni” e con Silvio Soldini in “Il colore delle cose”, dove ha interpretato, in maniera straordinaria, una ragazza non vedente a fianco di Valeria Golino.

Ma il talento di Laura Adriani si manifesta anche nello studio (sta per laurearsi in psicologia) e chissà che Freud non abbia avuto parte rilevante in questa scelta!

La prima volta che Laura si è trovata su un set fu in occasione delle riprese di “Caravaggio”, con Alessio Boni ed Elena Sofia Ricci. Immersa quasi in un sogno, forse non comprese subito molto bene cosa stesse succedendo, ma una cosa fu chiara sin dagli esordi, Laura fece bene la sua parte, si divertiva, si sentiva… a casa. Quello era il posto giusto per lei!

Incontrare Laura Adriani, ci ha mostrato una persona piacevole, che si è rivelata e raccontata in maniera spontanea, senza finzioni, fin tanto a confessare di aver sofferto di attacchi di panico all’età di 18 anni. Questo l’ha resa molto vicina a tutti noi, “umana”, seppur famosa, la riprova che, in fondo, anche un personaggio pubblico vive una quotidianità piuttosto normale, al pari di tutti gli altri. Nessuna super donna, eroina o wonder woman, che dir si voglia, ma semplicemente una donna che “divora” la vita a morsi, che ha sempre osservato i grandi con cui ha lavorato per carpirne, o come ama affermare, “rubare”, per perfezionare la sua recitazione.

Laura Adriani sarà all’ITFF di Civitavecchia il prossimo 3 Ottobre in veste di madrina del festival e siamo certi che oltre al piacere personale, sarà un compito che saprà ricoprire alla perfezione.

Laura, parlaci innanzitutto del tuo ruolo di madrina, all’imminente ITFF di Civitavecchia.

“Un piacevolissimo impegno. Suppongo che sia anche legato alla mia carriera, al mio ruolo di attrice emergente e di nuova proposta del cinema. Sono molto grata all’organizzazione per questo coinvolgimento che vivo come un riconoscimento al mio impegno professionale, davvero gratificante.”

Dai tempi di Miriam de “I Cesaroni” ne hai fatta di strada, nonostante giovane età!

“Sì, devo dire che non posso lamentarmi. Dalla Tv è subentrato il cinema, prima con la commedia di Paolo Genovese “Tutta colpa di Freud” , poi anche con film autoriali, sono andata a Venezia in concorso con “Questi Giorni” di Giuseppe Piccioni, e, fuori concorso, l’anno successivo, con un film di Silvio Soldini “Il colore delle cose” in cui interpretavo una ragazza non vedente assieme a Valeria Golino, sicuramente sono felice e spero che io possa migliorare sempre di più.”

Com’è stato lavorare, sin da giovanissima, con dei mostri sacri del cinema?

“Inizialmente ero molto intimorita, poi man mano, diventando più adulta e più sicura di me e del mio lavoro, li vedevo più come dei colleghi, dal momento in cui ho avuto l’opportunità di lavorare con loro sono stata molto grata, ho cercato di prendere il più possibile da loro, con Valeria Golino c’è stato un bellissimo scambio…non ero più intimorita, ma cercavo di “rubare” dalla loro arte, quanto mi accade, del resto, anche nella vita in generale, assorbo molto dagli altri, mi arricchisco molto attraverso loro.”

A breve avremo modo di apprezzarti in una fiction su Rai 1. Raccontacene tu…

“A breve uscirà la quinta serie della seguitissima serie tv “Che Dio ci aiuti”, con Elena Sofia Ricci, Valeria Fabrizi, Francesca Chillemi…Sono una new entry, un personaggio molto peperino, del resto mi danno spesso questi ruoli, forse perchè anche nella vita sono un po’ così (ride n.d.r.), un personaggio molto comico con una grande umanità. Porterò un po’ di scompiglio nel convento. Faremo divertire sicuramente il pubblico com’è successo con le passate stagioni….è un prodotto che va da sè. Vediamo come reagirà il pubblico a questa nuova entrata.”

Com’è nato l’amore per la recitazione?

“È stato amore a primo palco…! Ero piccola, avevo 9 anni, ero al mare, c’erano delle insegnanti di teatro che si occupavano dell’animazione a noi bambini, ci facevano fare piccoli sketches, quando salii sul palco per fare il mio spettacolino a fine estate, mi sono sentita a casa, ho provato quella sensazione in cui sapevo di poter essere quella che volevo, di poter giocare. Stavo bene! Da lì ho deciso che avrei recitato…Un po’ per caso, tanta determinazione e sicuramente fortuna.” 

Quest’amore, però, non ti ha impedito di studiare Psicologia…

“Io ho avuto questo primo innamoramento per la recitazione da bambina, poi, da adulta, per la Psicologia, che è il mio secondo grande amore. L’ho amata tantissimo, sin dal momento in cui mi ci sono approcciata…sono stata in terapia da una psicologa per tre anni…A 18 anni, ho cominciato ad avere degli attacchi di panico per la paura della morte, mi era arrivata questa consapevolezza, sono andata da questa terapeuta e mi si è aperto un mondo! Sono andata lì per risolvere questi attacchi di panico, ma in realtà ho scoperto me stessa, la cosa positiva di quando si va in terapia. Quindi ho iniziato a leggere dei libri in merito, ho capito ancora una volta che sì, volevo fare l’attrice, ma la Psicologia poteva arricchirmi molto da un punto di vista umano ma anche professionale, nell’approccio ai miei personaggi, nello scrivere se vorrò farlo, o nel dirigere, se vorrò…ma soprattutto, la cosa che più mi premeva, era che avrebbe aiutato me stessa nell’impatto con gli altri, cosa che reputo fondamentale dell’esistenza. Quindi….mi sto per laureare!”

Ti guardi allo specchio e vedi?

“Una ragazza che è cresciuta e che alla fine si reputa molto fortunata per tanti motivi, innanzitutto perchè sono nata in un paese in cui, nonostante problemi, si sta bene, non c’è la guerra nè la fame, già questi, due fattori di cui essere grati ogni giorno! Poi vivo in una famiglia bellissima, ho una vita molto appagante, sono una persona con la testa sulle spalle che affronta la vita e le va di viverla in pieno….Amo la vita!”

Progetti futuri?

“A parte l’uscita della serie “Che Dio ci aiuti” che gireremo fino a Dicembre, l’anno nuovo è ancora da delineare, ma ci saranno belle cose sicuramente.”

Concludendo?

“Ringrazio LF per questa intervista ed i responsabili del festival di Civitavecchia per il ruolo di madrina che hanno voluto affidarmi.”

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