“Le donne al Parlamento”.

2411 anni dopo la sua prima rappresentazione ateniese torna il paradosso comico del mondo sottosopra, Sabato 20 Luglio alle ore 21,15 presso il Teatro Romano di Sutri (Vt), con una magnifica Giorgia Trasselli coadiuvata da Giancarlo Ratti.

Sarà in scena Sabato 20 Luglio presso il Teatro Romano di Sutri lo spettacolo “Le Donne al Parlamento” regia di Giancarlo Sammartano. Con Giorgia Trasselli, Giancarlo Ratti, Paolo Floris, Tommaso Sassi, Ludovica Alvazzi del Frate, Elisa De Paolis, Beatrice Giovani, Vanessa Littera, Alisia Raven Pizzonia, Marco Rinaldi, Alessandro Zinna.
Lo spettacolo è una produzione Fondamenta Teatro e Teatri.

Di fronte al perpetrarsi di scandali, furbizie, alla ricerca dissennata di ogni sorta di funesta novità, le donne di Atene, capeggiate in segreto da Prassagora (Giorgia Trasselli), moglie di un influente cittadino ateniese oratore alla Pnice, ordiscono un piano per impossessarsi del potere, e risolvere tutti i problemi della vecchia città greca.
Introducendosi nel parlamento mascherate da uomini, con tanto di mantelli e barbe finte, fanno sì che Prassagora possa parlare ai cittadini, travestita anch’essa da oratore ateniese, allo scopo di proporre e far votare a maggioranza una proposta di legge che permetterà alle donne di assumere il pieno controllo della città, sostituendosi completamente agli uomini in ogni sorta di attività.
Il piano riesce, e Prassagora assurge al ruolo di Comandante della città. In base ad un criterio rigorosamente democartico, vengono emanati gli editti che cambieranno radicalmente la vita di tutti i cittadini ateniesi. Ogni proprietà verrà messa in comune a disposizione della comunità: case, vestiti, cibo, terra, ricchezze…
Alcuni cittadini all’inizio opporranno qualche resistenza, soprattutto in merito alla cessione dei propri beni personali alla Comunità.
La situazione però si complica, poichè Prassagora, oltre al resto, vuole mettere in comune anche le donne e gli uomini più belli di Atene, affinchè non ci siano più discriminazioni antidemocratiche tra belli e brutti, giovani e … vecchi…

La commedia “Le donne al Parlamento” (Ecclesiazuse), di Aristofane è ancora molto attuale. Aiuta a riflettere sulle quote rosa in politica e non solo. Sicuramente è una “provocazione” ai nostri ritardi. Quasi lumeggiando quanto sarebbe accaduto secoli più tardi, anticipa le teorie del comunismo e del femminismo e, soprattutto, svela la portata rivoluzionaria contenuta nella utopie sia di stampo collettivistico che ugualitario. Sembra suggerire che l’epilogo delle questioni non risolte, e che parlano dell’aspirazione profonda e più vera del cuore umano, come la libertà, se portate allo stremo precipitano verso un estremo limite.

Una commedia teatrale che potrebbe apparire datata se non fosse invece profetica. “Le donne al Parlamento”, mantiene tutta la sua carica eversiva, nonché satirica e critica, nei confronti di un certo modo di prospettare la “parità”. “Le donne in Parlamento” sono un classico della Storia del Teatro che non teme di riproporre tematiche che conservano nel tempo una loro “staticità” che  non ha bisogno, come del resto tutto il teatro greco, di una grande scenografia anche perché l’argomento si presta sempre ad essere rinverdito nel confronto con l’attualità. Nel nostro caso, la commedia aristofanea presenta come “piatto forte” il tema della discriminazione tra uomini e donne, del razzismo e, in ultimo ma non per importanza, il tema della corruzione in politica.

Gioca le tematiche sui registri della animosità che divide i due “generi” mostrando che l’animo umano non ha sesso: in fondo maschile/femminile, uomo/donna più che coppie, sono rivali. Se l’organizzazione sociale facesse godere dei benefici del potere in maniera “distributiva” la questione di genere non soltanto non esisterebbe, ma non avrebbe bisogno di essere giocata, rappresentata, giustificata come questione di merito, di uguaglianza, di giustizia, di parità. Insomma come questione democratica. Ma non basta. Nelle situazioni che scorrono sotto i nostri occhi, a volte ci pare di scorgere, dietro a tanto misoginismo e antimaschilismo, un potere deformante che si prende gioco anche delle migliori intenzioni.

In sostanza, la creatività aristofanea riesce a mostrare il rovesciamento dello status quo, come a dire che la questione femminile ha un che di irriducibile che non può essere by-passato mediante l’assunzione del modello maschile.

Fondamenta Teatro e Teatri propone oggi una nuova messa in scena di “Le donne al Parlamento” – filologicamente rigorosa già nella scelta della boccaccesca ed ironica intelligenza di Ettore Romagnoli per il mondo classico – guardando al presente del nuovo pubblico. Uno spettacolo per quegli spettatori del presente ancora curiosi e attenti, pensando al Teatro come un “bene” culturale da difendere, cercando nel passato ancora vivo la sorpresa del salutare divertimento nel piacere della conoscenza.

regia di Giancarlo Sammartano

con Giorgia Trasselli, Giancarlo Ratti
Paolo Floris, Tommaso Sassi

e con Ludovica Alvazzi Del Frate, Elisa De Paolis, Maria Beatrice Giovani, Vanessa Littera, Alisia Pizzonia, Marco Rinaldi, Alessandro Zinna

scena e costumi di Daniela Catone
musiche di Stefano Marcucci
primo coro Dimitri Nicolau

Teatri di Pietra

 

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