“Lei non deve sapere”.

In questo secondo romanzo, Giusy Amato scandaglia complessi intrecci amorosi, costruendo un romanzo di genere dal finale a sorpresa. Il libro verrà presentato l'11 Maggio p.v. alle ore 18.00, presso l'Antica Stamperia Rubattino, in via Rubattino1 - Roma.

Dopo il successo ottenuto con  il suo primo romanzo “Le Nuvole nel Cuore”, Giusy Amato, attrice e conduttrice televisiva, torna a sedurre i lettori con il suo secondo libro “Lei non deve sapere” la storia di due famiglie, con storie parallelle, fatta di intrecci amorosi, dolore e mistero, in cui i protagonisti solo alla fine rivelano la loro vera natura.

Giusy  Amato, scrittrice di talento, nel suo primo libro “Le Nuvole nel Cuore” aveva affrontato un tema di attualità come la violenza sulle donne, in questo secondo lavoro scandaglia complessi intrecci amorosi,  costruendo un romanzo di genere dal finale a sorpresa, conducendo il lettore con ritmo serrato in una storia dal sapore antico ma ambientata nel terzo millennio in cui due famiglie incrociano i loro destini.

Un secondo libro, una nuova necessità di raccontare cosa?

“Più che una necessità di raccontare è stata la necessità di scrivere un’altra storia completamente diversa dal primo romanzo. “Le nuvole nel cuore” l’ho scritto in un periodo non particolarmente felice della mia vita, non pensando neanche di pubblicarlo, avevo semplicemente voglia di mettermi alla prova. Mi è sempre piaciuto scrivere e l’ho sempre fatto, ma non mi ero mai cimentata nella scrittura di un romanzo. Poi, quando ho iniziato a farlo leggere, i riscontri sono stati positivi se non addirittura lusinghieri, e così ho provato a mandarlo ad un paio di editori ed è iniziata l’avventura. Una bellissima avventura! Per tornare alla tua domanda, anche questo secondo romanzo l’ho scritto per mettermi alla prova, ho pensato che il successo del primo potesse essere stato un caso, un romanzo scritto di pancia che forse è piaciuto proprio per questo e allora mi sono detta: “Come te la caveresti con un nuovo romanzo?” E adesso non mi resta che aspettare”.

“Lei non deve sapere” che tipo di romanzo è?

“Se vogliamo dargli una classificazione potrei dire che è un romanzo di genere. Con questa seconda esperienza mi sono resa conto che scrivo storie come quelle che mi piace leggere dove c’è un po’ di giallo, un po’ di rosa, un po’ di suspense, come un piatto unico che mentre mangi gusti sapori diversi. E poi anche qui c’è un finale a sorpresa che a quanto pare, come nel primo, non si aspetta nessuno”.

Chi sono i protagonisti di questo racconto?

“Le donne principalmente, come nel mio primo romanzo, anche se quì i personaggi chiave, quelli intorno ai quali ruotano le due storie, sono uomini. C’è l’uomo debole che si lascia sopraffare da un padre cinico, despota e completamente anaffettivo. L’uomo arrabbiato che si sente tradito dal mondo intero e l’uomo circondato da un alone di mistero. Le protagoniste principali sono due: Geraldine e Mindy. La prima nasce in una famiglia modesta con una madre che non ce la fa a superare una separazione e si suicida, affidando la sua bambina al fratello che la cresce non come uno zio ma come un padre. A diciassette anni rimane incinta del suo grande amore ma il padre di lui, un uomo ricco e potente fa in modo di separarli con l’inganno. Lei decide di far nascere comunque il suo bambino, al quale racconta che il padre è morto prima che lui nascesse. Ma quando il ragazzo scopre la verità entra in conflitto con la madre arrivando persino ad odiarla. Si mette alla ricerca del padre e qui mi fermo altrimenti vi racconto troppo. L’altra protagonista è Mindy, una ragazza semplice pur essendo nata in una famiglia più che benestante. In un incidente d’auto muore la sorella gemella, la madre e forse anche il padre, dal momento che la polizia non riesce a trovare il suo corpo e lei si ritrova, suo malgrado, ad amministrare l’immenso patrimonio di famiglia. Quando si sta per archiviare l’indagine, un suo amico giornalista, tramite una soffiata di un amico poliziotto, le riferisce che quasi sicuramente si tratta di un omicidio. Da quì i due ragazzi iniziano una serie di ricerche in cui sembrano coinvolti diversi personaggi: dall’amministratore della holding del padre a una donna misteriosa che lavorava presso la sua famiglia prima ancora che nascessero le gemelle. In questo complicato momento della vita di Mindy, l’unica cosa bella è l’incontro con Patrick che la salva da un tentativo di violenza. E poi… vissero felici e contenti oppure no?”.

 

Nel libro sono molto presenti gli anziani, perchè?

“Gli anziani mi sono sempre piaciuti, sin da piccola. Mi fanno tenerezza sempre e comunque, anche quelli più difficili da gestire. Io amo molto viaggiare e quando vedo coppie di anziani, con i loro acciacchi andare in giro per il mondo, provo una grande simpatia per loro. Quando li vedo mano nella mano dopo una vita trascorsa insieme, mi viene voglia di fermarli e di chiedergli come fanno a continuare ad amarsi dopo così tanto tempo. Mi piace sentire le loro storie e quando posso attacco bottone per sentirli parlare. E a loro piace perché nessuno li ascolta più, purtroppo. Nella prossima vita voglio fare quello che ha fatto Geraldine, aprire una casa di riposo per anziani dove gli ospiti possono continuare a sentirsi persone e non un mezzo per fare i soldi. Dove possono continuare a sentirsi amati e non maltrattati come purtroppo spesso succede”.

Quale personaggio in questo libro ha più amato raccontare?

“E’ come chiedere a una madre quale figlio preferisca! Ognuno di loro ha qualcosa che amo o che mi è piaciuto raccontare. Nel romanzo ci sono dei personaggi minori che mi piacciono molto, come lo zio di Geraldine o la tata di Mindy o anche il suo amico giornalista, Tommy. Forse, essendo tutto sommato una romanticona, Geraldine mi piace un po’ di più. E’ una donna che ha amato un solo uomo in tutta la sua vita e dal quale è stata abbandonata, e anche l’immenso amore che nutre nei confronti del figlio non viene affatto ricambiato”.

A chi è dedicato questo secondo romanzo?

“A tutti coloro che avranno voglia di leggerlo. La dedica sul libro l’ho voluta fare a mia madre che ho perso da poco tempo e che purtroppo non ha fatto in tempo a leggerlo”.

Per chi è stato pensato questo libro?

“Il target è molto ampio sia per l’età dei protagonisti che per la storia in sé. Potrebbe piacere agli adolescenti come alle persone un po’ più agé, passando per le generazioni che li dividono”.

Da che cosa parte per la costruzione dei suoi romanzi?

“Non è sempre uguale. Nel primo romanzo ho preso spunto da fatti reali accaduti a me o a persone vicine a me. Questo, proprio per quella voglia di mettermi alla prova di cui parlavo prima, è quasi tutto frutto della mia fantasia, anche se ci sono delle situazioni che ho vissuto direttamente o indirettamente, soprattutto la parte che riguarda gli anziani. Per esempio, c’è un fatto che descrivo all’interno della “Casa del sorriso”, la casa di riposo di Geraldine, che è quasi identica a un servizio visto al telegiornale e che mi ha fatto stare particolarmente male. La cosa che accomuna i due romanzi è che quando ho iniziato a scriverli, non sapevo neanch’io come sarebbero andati a finire, è come se la storia, i personaggi, prendessero vita e mi suggerissero loro come andare avanti”.

 L’amore è un elemento molto presente nel suo primo come nel secondo libro perchè?

“Quando si parla d’amore il rischio di dire cose scontate o banali è davvero alto, ma nessuno può negare che è la cosa che più ci fa stare bene, che ci fa sentire appagati. Niente a che vedere con il denaro, il potere o il successo che, per carità, ti danno tante gioie ma che, secondo me, appagano la testa ma non il cuore. Per tornare a parlare di libri, non ho mai scritto e credo che non scriverò mai un romanzo rosa, sarà un mio limite, ma trovo che le storie si somiglino un po’ tutte un po’ come i romanzi erotici. Persino quando, poco più che ragazzina, scrivevo  sceneggiature di fotoromanzi, non erano mai storie melense, ci mettevo dentro storie di droga o di prostituzione, insomma, argomenti forti. “Lei non deve sapere” parla d’amore a 360 gradi, ma senza banalizzarlo. In questo romanzo ci sono diverse forme d’amore; per esempio, lo zio di Geraldine che rinuncia a crearsi una famiglia tutta sua per dedicarsi anima e corpo alla nipote, beh, per me questa è una forma d’amore bellissima. O anche il rapporto che la tata di Mindy e della sorella ha con queste due ragazze, sostituendosi spesso alla famiglia, è un’altra forma d’amore straordinaria. Insomma, per rispondere alla tua domanda, l’amore, in forme diverse, è presente nella vita di tutti noi e quindi per me è un elemento fondamentale di cui mi viene naturale scrivere”.    

Alla presentazione saranno presenti oltre all’autrice l’attrice Letizia Letza che leggerà alcuni brani del libro e il giornalista Rai Ottavio Di Renzo.
A cura di Antonietta Di Vizia
 
 
 

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