Libera nos.

Una poesia del Professor Saccà che drammatizza l'assurda situazione del momento che stiamo vivendo: realistica, caustica, sagace.

Leviathan

E’ il momento della grande noia e della vasta tragedia.

E’ il  momento che non sappiamo vivere

e forse non riusciremo a sopravvivere.

Siamo disfatti dal presente,

spauriti dal futuro,

vacilla la forza di continuare.

Sorge una volontà distruggente su noi stessi,

cessare, abbattersi nella selva che ci stringe,

marcire nella terra tra le foglie invernali,

spazzati da venti freddi.

E’ l’epoca degli angeli indemoniati,

impongono nuovi ordini e leggi millesimali,

vogliorio edificare la nostra salvezza più di noi per noi,

e controllano i passi e la mente,

e mai sarai solo, e mai sarai te stesso.

Per essere un cittadino diverrai un tremulo schiavo.

Qualcosa che esploda!

Qualcuno che esploda!

Popoli che esplodano!

Questi cadaverici condottieri della salute pubblica

rendono la salute dominio.

Ti proteggo asservendoti.

Via, lontani!

Non vi curate di me.

Se devo morire,

voglio morire, anche morire,

libero da voi

e senza inganni proditori.

 

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