“Lo Schiaccianoci” di Amedeo Amodio ed Emanuele Luzzati: il grande spettacolo ritorna in scena.

Un’opera imperdibile ritorna sulle scene italiane: Lo Schiaccianoci di Amedeo Amodio, tratto dalla novella di E.T.A. Hoffmann, con le musiche di Piotr Ilych Ciaikovsky e le scenografie ed i costumi di Emanuele Luzzati, prodotto da Daniele Cipriani Entertainment.

Dopo una anteprima a Perugia e la applauditissima prima a Modena lo scorso 6 Novembre, è iniziato il tour italiano per “Lo Schiaccianoci” tratto dalla novella di E.T.A. Hoffmann con la regia e le coreografie di Amedeo Amodio, le scenografie ed i costumi di Emanuele Luzzati, le musiche di Piotr Ilych Ciaikovsky: un grande evento per il mondo dell’arte e della cultura italiana.

Daniele Cipriani ha voluto fortemente far rivivere questo patrimonio artistico, ne ha acquistato e ristrutturato i preziosi allestimenti scenici ed ha organizzato di nuovo la rappresentazione avvalendosi dei migliori interpreti, di un corpo di ballo esperto, e di una squadra forte e motivata.

Un impegno vigoroso per una spettacolo che verrà portato in una lunga tournée in tutta Italia: sarà al Petruzzelli di Bari (22,23,24 Novembre), al Teatro Arcimboldi di Milano (2,3,4,Dicembre), al Verdi di Trieste (14,15,16,17,18 Dicembre), al Teatro Europa Auditorium di Bologna (20 Dicembre), al Verdi di Firenze (22 Dicembre), al Delle Muse di Ancona (28 Dicembre) e poi Reggio Emilia (4 Gennaio), Pordenone (10 Gennaio), Ravenna (14 e 15 Gennaio).

Creato nel 1989 dal grande coreografo Amedeo Amodio, all’epoca direttore dell’Aterballetto, per i due celebri danzatori Elisabetta Terabust e Vladimir Derevianko, questo lavoro si è affermato da subito come uno dei pilastri del balletto italiano.

Il cast prevede, in alternanza le prime ballerine Ashley Bouder (New York City Ballet), Rebecca Bianchi (Teatro dell’Opera di Roma) e Anbeta Toromani, affiancate dai primi ballerini Andrew Veyette (New York City Ballet), Vito Mazzeo (Balletto Nazionale Olandese), Alessandro Macario (Teatro San Carlo di Napoli) e Alessio Rezza (Teatro dell’Opera di Roma), con il corpo di ballo e i solisti della Daniele Cipriani Entertainment,  il teatro delle ombre “L’asina sull’isola” di Paolo Valli e Katarina Janoskova, la voce registrata di Gabriella Bartolomei, il trampoliere Mauro Vizioli.

Noi abbiamo assistito alla prima dello spettacolo, che si è tenuta il 6 Novembre al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena, interpreti Rebecca Bianchi e Alessio Rezza: è stato un grande successo, che ha riconfermato l’amore del pubblico per quest’opera.

Nello “Schiaccianoci” di Amodio/Luzzati il genio romantico letterario di Hoffmann e musicale di Ciaikovsky si fonde alla perfezione con il più moderno genio italiano della danza di Amodio e delle arti figurative di Luzzati, per un effetto strabiliante, di grande potenza evocativa e simbolista.

Lo spettacolo, con le sue diverse componenti, ci porta in quella zona di confine che i bambini conoscono bene ed attraversano naturalmente, grazie alle loro intatte e potenti capacità creative e fantastiche: sotto la realtà apparente, quella percepita con i sensi, ve n’è un’altra, più profonda e misteriosa.

Drosselmeyer, costruttore di orologi, bambole meccaniche ed automi, apre il sipario ed improvvisamente ci ritroviamo magicamente bambini in una favola, questo uno degli aspetti più sorprendenti dell’opera, con l’euforia del divertimento e la fantasia liberata dall’impatto cromatico delle scene e dei costumi di Luzzati, ricchi del suo meraviglioso mondo immaginativo, visionario ed onirico, a volte grottesco.

L’emblematico personaggio, giocattolaio e mangiafuoco, dirige il gioco ed attraversa l’opera con magie ed illusionismi, afferrando Clara e Fritz, e noi assieme a loro, in un volo entusiasmante tra realtà e fantasia, sempre seguiti dal mondo delle ombre, sinistri fantasmi bidimensionali, dal misterioso potere di attrazione. Ma il mondo degli adulti, stravagante ed ambiguo con i suoi divertimenti, non genera minor inquietudine delle ombre agli occhi del bambino.

La modernità della coreografia è sorprendente: alla tecnica accademica della danza classica si amalgamano sagacemente gli stili più diversi tra loro, dal moderno alla breakdance, alle danze folkloristiche, in una dimensione del movimento nuova, l’unica del resto che potrebbe dare spessore ai sottili e molteplici piani di lettura da cui è composta l’opera, in una struttura a scatole cinesi, con le scene che si aprono e chiudono come in un gigantesco obiettivo fotografico:  la labilità del confine tra il bene ed il male, tra il sogno e la realtà, i limiti appaiono e scompaiono, come cambiano improvvise le scene.

Vi è una importante componente teatrale nello spettacolo, ben evidenziata da scene, luci, e costumi, con alcuni suggestivi momenti parlati, oggetti di scena che prendono vita, un trampoliere che racconta una storia.

Un corpo di ballo con i suoi solisti pieno di brio, che tiene magnificamente il tempo dell’opera e le sue maschere drammatiche, la prima ballerina Rebecca Bianchi splendida, un incanto di grazia e stile, Alessio Rezza eccezionale, Valerio Polverari un perfetto Drosselmeyer, inquietante ed autoironico, la viva sensibilità degli artisti del teatro delle ombre Paolo Valli e Katarina Janoskova ha animato il mondo fantastico che ci ha fatto sognare, assieme al trampoliere Mauro Vizioli ed alla voce fatata di Gabriella Bartolomei. Una menzione speciale per le brillanti doti interpretative di Giulia Neri ed Emilio Barone, Clara bambina e Fritz.

Un grande spettacolo che non esitiamo a definire un capolavoro, di straordinaria rilevanza artistica e che consigliamo di non perdere.

Paola Sarto

Foto di Massimo Danza

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