Lorenzo Tazzieri: “Con il GIMYF nasce l’idea di unire in Italia culture musicali lontane fra loro.”

Lorenzo Tazzieri che, a soli 33 anni, è il direttore principale della Tokyo Metropolitan Opera Foundation e direttore artistico dell’Amman Opera Festival, il primo festival operistico fondato nel mondo arabo, ha ottenuto anche la direzione artistica del "Genoa International Music Youth Festival", iniziato il 30 Gennaio e che si concluderà il 29 Luglio.

Genova come epicentro culturale mondiale: è questo il filo conduttore della prima edizione del Genoa International Music Youth Festival (GIMYF), evento nato da un’idea dell’Associazione Internazionale delle Culture Unite (AICU) e realizzato grazie alla coorganizzazione con il Comune di Genova e alla collaborazione con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e Porto Antico Eventi.

Il GIMYF, che si svolgerà da Gennaio a Luglio, si svilupperà in sette appuntamenti ad ingresso gratuito, trasversali nei generi e dedicati ad altrettanti paesi: Cina, Korea, Ungheria, Giordania, Georgia, Romania, Russia. Il cartellone, a cadenza mensile, spazia dalla musica sinfonica, alla lirica, ai recital, alla musica vocale, sconfinando fino al pop.

Una rassegna a livello mondiale, che porterà nella città ligure giovani musicisti di straordinario talento. Con il GIMYF, Genova continua la sua azione di rilancio legata ad arte e turismo, costruendo ponti culturali fra nazioni, per traguardare una nuova modalità di agire la cultura e creare, nel contempo, opportunità turistiche ampie e concrete.

Esimio Direttore Artistico di questo importante Festival è il maestro Lorenzo Tazzieri che, a soli 33 anni, è il direttore principale della Tokyo Metropolitan Opera Foundation e direttore artistico dell’Amman Opera Festival, il primo festival operistico fondato nel mondo arabo. È stato il più giovane musicista ad essere insignito del titolo di Ambasciatore di Genova nel Mondo dal sindaco Marco Bucci e dalla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.

I primi sei concerti si svolgeranno a Palazzo Ducale, mentre l’ultimo avrà come cornice il Porto antico. Si è iniziato Mercoledì 30 Gennaio, con lo spettacolo inaugurale, che ha avuto come protagonista il pianista genovese Andrea Bacchetti con la Alpen Symphonie Orchester diretta dal direttore spagnolo Ricardo Casero.

L’appuntamento di Lunedì 18 Febbraio, riporterà a Genova Kevin Zhu, vincitore dell’ultima edizione del Concorso Violinistico Internazionale dedicato a Niccolò Paganini. Il violinista americano, in duo con il pianista ungherese Marton Kiss, propone un programma dedicato al virtuosismo di Paganini e Liszt.

Highlights of musical, Mercoledì 6 Marzo, sarà interamente dedicato ai musical e proporrà i brani più famosi tratti dal repertorio internazionale.

Lunedì 29 Aprile sarà in cartellone Hell, Viaggio nell’inferno dantesco, che vedrà in scena un’orchestra da camera, cantanti e una compagnia teatrale, in un crossover di prosa e musica sul tema della prima Cantica della Divina Commedia.

Il concerto di Venerdì 31 Maggio, sarà un omaggio a La Grande Russia, con un’orchestra proveniente dalla Romania.

In occasione della Festa della Musica, Martedì 18 Giugno andrà in scena un Abbraccio Pop-Sinfonico, dedicato a questa forma d’arte, capace di comunicare con tutti i popoli attraverso un linguaggio universale e di interagire tra i suoi stessi generi.

La prima edizione del Genoa International Music Youth Festival (GIMYF) si concluderà Lunedì 29 Luglio, con il Gran Galà Lirico, con l’Orchestra Giovanile dell’Opera di Roma e alcuni dei migliori solisti provenienti dalla Korea, in occasione della rassegna Genova Porto Antico EstateSpettacolo.

Oltre al Festival, AICU ha in programma alcune attività collaterali: AMT metterà a disposizione un bus d’epoca e altri spazi, dove gli studenti del Liceo Musicale Pertini saranno coinvolti in attività musicali quali flash mob e in veri e propri concerti a sorpresa; inoltre sono previste attività formative, con cori e orchestre giovanili che si svolgeranno nel periodo della manifestazione. Si inizia il 21, e si prosegue fino al 31 Gennaio, con la masterclass del coro cinese della Provincia di Sichuan, con la quale AICU ha stretto un accordo di collaborazione percorrendo così la Via della Seta.

Lorenzo Tazzieri ha iniziato gli studi musicali a 6 anni, proseguendo la propria preparazione presso il Conservatorio Niccolò Paganini (GE), dove ha studiato prima violino e poi, sotto la guida del prof. G. Carlascio, pianoforte. Si perfeziona al Conservatorio Pyotr Ilyich Tchaikovsky di Mosca con Elena Nathanson specializzandosi nel repertorio russo, e nel frattempo approfondisce lo studio della musica da camera con il Maestro Massimiliano Damerini. Gli studi di direzione d’orchestra avvengono sotto la guida dei Maestri Donato Renzetti e Gilberto Serembe e del Maestro Roberto Tolomelli del quale diventa assistente collaborando a numerosi titoli: Nabucco, Aida, Norma, Bellisario, Cinderella, Raymonda, Don Carlos, Madama Butterfly, La Cenerentola.

Tazzieri ha sempre creduto e investito nella formazione e nella promozione dei giovani talenti musicali. Nel 2013, parallelamente all’attività professionale, ha fondato l’Associazione Movimento Allegro con Fuoco (www.allegroconfuoco.com) e avviato Operàpolis, progetto di carattere musicale e formativo il cui obiettivo è quello di sviluppare e riscattare la cultura e la società attraverso l’arte musicale collettiva. In breve tempo si sono creati i presupposti per la nascita di tre compagini giovanili: Orchestra, Coro e Compagnia Lirica Simon Boccanegra.

Alla produzione concertistica affianca numerose attività formative incentrate sul rilancio della musica d’assieme negli istituti scolastici, creando un Polo Culturale dedicato alla formazione di orchestre e cori infantili. Sempre nel 2013 dalla collaborazione con i sitarista e tablista indiani Avaneendra Sheolikar e Sandesh Popatkar è nato “L’amor che move le alte stelle”, CD con brani inediti di commistione fra la musica tradizionale indiana e la musica sinfonica occidentale.

Ma preferisco lasciar parlare il Maestro in persona che ho avuto l’onore di intervistare per voi:

Lei è uno dei più accreditati esponenti della nuova generazione di direttori d’orchestra… Ci racconti il suo percorso artistico.

“Il mio percorso artistico nasce principalmente lontano dall’Italia. Io debuttai all’età di 24 anni in Polonia, poi, iniziai una tournèe in sud America e da lì mi sono spostato in Giappone, Cina, est Europa, e nell’Europa stessa… quindi di strada ne ho fatta attorno al globo! (Ride n.d.r.). Mi sento molto fortunato, perchè ho avuto l’opportunità di conoscere mondi musicali diversi e attraverso il nostro linguaggio, quello operistico, che principalmente tratto, il privilegio di poterlo eseguire con tante orchestre di nazionalità e cultura lontane dalla nostra.”

Si è aperto proprio ieri a Genova il “Genoa International Music Youth Festival” di cui lei è direttore artistico…

“Esattamente. Questo è un progetto nuovo che nasce dal mio percorso artistico svolto in questi ultimi anni, ed è proprio l’idea di unire in Italia una serie di culture musicali lontane fra loro. In questo senso abbiamo realizzato una rassegna musicale che si svolge a Genova da Gennaio fino a Luglio… le location sono Palazzo Ducale e, per l’ultimo appuntamento, il Porto Antico. E’ appunto una rassegna concertistica che ha due obiettivi fondamentali: innanzitutto, quello di attrarre orchestre, gruppi vocali ed artisti provenienti da varie zone del mondo, e quello di creare punti culturali con le relative nazioni, perchè la cultura è anche un mezzo per poter connettere città e nazioni, creando ponti che possano essere utilizzati anche per scopi più ampi, rispetto a quello culturale… Il Concerto di Inaugurazione del Genoa International Music Youth Festival è stato accolto ottimamente. La sala piena e gremita di ragazzi ci ha ripagato del lungo e duro lavoro di tutto lo staff di AICU. Ringrazio il Maestro Ricardo Casero Garrigues, Andrea Bacchetti e la Alpen Simphonie Orchester per la straordinaria serata!”

In che modo, secondo lei, si avvicinano i popoli occidentali alla musica rispetto a quelli orientali?

“Proprio all’interno di questo progetto stiamo lavorando parecchio con la Cina… si avvicinano in realtà in maniera molto semplice, perchè alla fine la musica ha un linguaggio universale, l’unico a possedere lo stesso tipo di notazione in tutto il mondo, e pur non intendendosi dal punto di vista verbale, alla fine abbiamo tutti davanti una partitura, leggiamo lo stesso messaggio… una cosa bella che avvicina ciascuna cultura nel suonare la stessa sinfonia dando un contributo differente…Ad esempio, mi è capitato di suonare il medesimo brano in Giappone, poi, in sud America, l’approccio è stato completamente differente…questo dà un arricchimento importante a quelle che sono le esecuzioni anche a me stesso, imparo cose che non so, rapportandomi ad orchestre di culture diverse.”

C’è un direttore d’orchestra che predilige?

“Questa è una domanda difficilissima (ride n.d.r.). In realtà nella direzione d’orchestra parliamo di carature enormi dal punto di vista direttoriale, però un grande comunicatore, per me, sotto questo aspetto, era Leonard Bernstein, che aveva una formula di comunicazione incredibile e, con il suo linguaggio, univa culture musicali differenti tra loro, un direttore veramente straordinario!”

Progetti futuri?

“Ora mi sono fermato nella mia città, Genova, proprio per curare l’avvio di questo Festival, dopodichè, da Febbraio, ripartirò per i miei tour internazionali, andrò in Cina, in Medio Oriente, in Russia, in Sud America, in Cile, e vari altri paesi.”

Concludendo?

“Mi piacerebbe sottolineare gli aspetti che cerchiamo di esprimere attraverso questo Festival: noi abbiamo avuto un grande problema a Genova, che è stato quello del crollo di Ponte Morandi, difatti abbiamo inserito come sottotitolo “Look over the bridge” al Festival, che significa, innanzitutto, considerare la cultura come un elemento di rinascita, perchè lo è… Tante volte in Italia è un concetto che non viene molto sottolineato come elemento importante anche per la ripresa e la crescita del nostro territorio, perchè tutto sommato siamo un paese enorme, di grandissimo spessore dal punto di vista culturale, questo all’estero spesso ce lo riconoscono, mentre noi facciamo fatica a farlo.”

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