L’orrore nazista ne “Il volo del canarino”, il libro di Franco Casadidio.

Franco Casadidio racconta una storia particolare, ma anche una storia più grande, fatta di episodi realmente accaduti e lo fa con la puntualità dello storico, anche se nella vita l’autore si occupa d’altro.

Franco Casadidio

“Il volo del canarino”, il romanzo di Franco Casadidio, edito da Morphema Editrice, è la storia di un ragazzo e di una ragazza, di due giovani che si amano, ma non è la solita e banale storia d’amore.

Jürgen e Sara vivono nella Baviera nel periodo più buio del XX secolo. La vicenda, infatti, si sviluppa a cavallo tra i due conflitti mondiali e travolge nel profondo la vita dei due protagonisti. Jürgen è un fervente sostenitore nella nascente politica hitleriana e arriverà a ricoprire il ruolo di colonnello delle SS. Sara, invece, appartiene ad una famiglia ebrea molto apprezzata e conosciuta. Sara, nonostante tutto, rimane legata al suo Jürgen, in virtù di un amore puro e forte. Jürgen, superata la fase iniziale, comprenderà la brutalità di quanto si sta compiendo e inizierà un difficile e lungo percorso di redenzione.

Questo libro arriva in un momento storico molto importante, sia perché i testimoni diretti di quell’orrore stanno scomparendo, sia perché nel mondo sembrano ritornare focolai di antisemitismo e forte razzismo. Franco Casadidio ci racconta così una storia particolare, ma anche una storia più grande, fatta di episodi realmente accaduti e lo fa con la puntualità dello storico, anche se nella vita l’autore de “Il volo del canarino” si occupa d’altro.

Maria Rita Rossi nell’introduzione al volume fornisce degli importanti spunti di riflessione e una chiave di lettura del romanzo, il quale intreccia perfettamente finzione e realtà storica. Il volume, infatti, racconta la vicenda umana di questi due giovani i quali ci mostrano due realtà in netta opposizione: l’oppresso e l’oppressore, ma che riescono alla fine a trovare il giusto equilibrio. Inoltre «in questo romanzo, in particolare, la ricostruzione storica è quanto mai attenta, rigorosa, accurata anche nei minimi particolari e approfondita dal punto di vista psicologico ed emotivo sia per quanto riguarda il destino dei singoli che per quanto attiene alla sorte della collettività». Con questo romanzo l’autore trasmette una verità storica, che è necessario preservare. Scrive ancora Maria Rita Rossi nella sua introduzione: «l’autore, attraverso una efficace tecnica a incastro, evidenziata anche dalla suddivisione del libro in capitoli dal titolo molto preciso e significativo, riesce abilmente a collegare alla Storia ufficiale la storia privata e personale degli uomini che sono costretti a subire le decisioni dei potenti e le cui conseguenze finiscono per ricadere drammaticamente sulla vita di intere generazioni».

Franco Casadidio ha dimostrato, con il suo libro, di maneggiare con disinvoltura la materia storica e quella letteraria e con questo libro si è idealmente assunto il compito di custodire il ricordo di momenti terribili e di divulgare un sapere che trasmette insegnamenti e lascia pensare a quanto le guerre e le ideologie possano generare distruzione.

 

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