Luca Avallone: “Sono felice perché faccio quello che mi piace”.

Continua l'ascesa artistica dell'attore milanese, che stiamo apprezzando nell'appuntamento giornaliero su Rai Uno con "Il Paradiso delle signore", in cui interpreta Paolo Bianchi, un musicista sognatore quanto ambizioso.

Luca Avallone è un volto ormai noto ai più. Come un amico, che ti tiene compagnia ogni giorno per una pausa, così l’attore, nato a Milano ma romano d’adozione, viene apprezzato quotidianamente nell’appuntamento daily de “Il Paradiso delle signore”, dove ricopre il ruolo di Paolo Bianchi, amico di Federico Cattaneo (Alessandro Fella). Musicista sognatore quanto ambizioso, Paolo è intento a conciliare l’università con la sua passione per la musica. Sin dalle prime apparizioni in scena dell’attore, siamo rimasti colpiti dalla sua recitazione. Sguardo profondo, volto sorridente e talvolta scanzonato, Luca Avallone ha al suo attivo una carriera di fiction ma anche di cinema e di teatro, impegnato, per giunta. Il suo aspetto, che sicuramente molte donne avranno colto entusiasticamente, va però, di pari passo con il suo talento. Luca, infatti, ha iniziato sin da ragazzo a muoversi nella recitazione, perchè le idee chiare le ha avute fin dall’infanzia. Difatti ha esordito giovanissimo ne “La Melevisione”, un programma per bambini trasmesso da Rai Yoyo, dove interpretava un principe 2.0, divertente, simpatico e un po’ goffo.

L’esordio in prima serata, invece, è avvenuto grazie a Cinzia TH Torrini in “Un’altra vita”, una serie tv di 6 puntate con record di ascolti, andata in onda su Rai 1, dove, da coprotagonista, interpretava l’aviere Riccardo Raimondi, ruolo che gli è valso il premio Oscar dei Giovani 2015  in Campidoglio. Nello stesso anno, insieme alla sua compagnia, è stato vincitore del premio Attilio Corsini presso il teatro Vittoria di Roma per lo spettacolo “Coriolano”, diretto da Simone Ruggiero, nel ruolo di Coriolano. In àmbito cinematografico, Luca Avallone ha partecipato al film italo-francese “Hannah” di Andrea Pallaoro, presentato in concorso ufficiale a Venezia 74, accanto a Charlotte Rampling, vincitrice della Coppa Volpi, nel film di Ridley Scott “Tutti i soldi del mondo” e nell’opera prima di Sasha Alessandra Carlesi “Le grida del silenzio”.

Una bella carriera, davvero promettente, che Luca Avallone si sta guadagnando, giorno dopo giorno “sul campo” con grinta e determinazione, ma anche con grande modestia. Luca non si è mai montato la testa, ma anzi, resta ancorato ai suoi princìpi ed è ben lieto quando il grande pubblico lo incontra per strada riconoscendolo.

LF ha incontrato per voi Luca Avallone che si è simpaticamente raccontato…

Sei nato a Milano da genitori campani e sei romano d’adozione…Com’è stata la tua venuta a Roma?

“La mia venuta a Roma è stata per studio. Avevo ben chiaro il mio obiettivo e l’ho perseguito fin da subito. Roma mi ha accolto molto bene, oltre allo studio accademico ho avuto la possibilità di iniziare a lavorare in teatro molto presto e da allora non ho più smesso.”

Ti possiamo vedere ogni giorno su Rai 1 ne “Il Paradiso delle signore”….che esperienza stai vivendo?

“È sicuramente una bellissima esperienza. Sono molto felice di essere tornato in Rai dopo “Un’altra vita”. L’esperienza daily del “Paradiso delle signore” è impegnativa perché è un lavoro dai ritmi serrati, ma molto emozionante, perché ti dà la possibilità di raccontare quasi quotidianamente il tuo personaggio.”

Ti somiglia il tuo personaggio?

“Sicuramente la cosa che ci accomuna è il rapporto con la musica. Lui è molto più abile di me nel suonare strumenti musicali differenti. Quello però che ci unisce è il rapporto quasi morboso con la musica, senza la quale, credo, non riusciremmo a vivere.”

Quando hai capito che volevi fare l’attore?

“Che io ricordi l’ho sempre voluto fare. Ho capito che si poteva esercitare come professione in età adolescenziale, età giusta perché nel sangue hai una miscela equilibrata di determinazione e incoscienza che ti spinge a fare tutto il possibile per realizzare quello che sogni.”

Quali sono, secondo te, gli ostacoli di questa professione?

“Da quell’adolescente che ero sono un po’ cambiato, sono cresciuto. Quindi concretamente parlando ti direi che l’ostacolo maggiore in questa professione, come in altre, è la precarietà. L’incertezza del futuro. Se uno riesce a costruirsi il proprio salvagente e a munirsi di una buona dose di pazienza allora non ha più nulla da temere.”

Che esperienza è stata quella della “Melevisione” che vide il tuo esordio?

“La Melevisione la ricordo sempre con tanto tantissimo affetto. È arrivata improvvisamente in un momento in cui volevo mollare, volevo cambiare vita. Mi ha dato molto.”

“Coriolano” di Shakespeare cosa ha rappresentato per te?

“Coriolano ha rappresentato una bellissima sfida che io e il mio amico, nonché regista dell’opera, Simone Ruggiero, abbiamo vinto. Volevamo affrontare questo testo shakespeariano in maniera diversa, offrendo una differente prospettiva del protagonista, mostrandone le fragilità, le debolezze e le incertezze di un animo così puro da risultare in certi tratti puerile.”

E recitare, sempre in teatro, in “La signora di Rokujo” è stato complicato, data la cultura giapponese da interpretare…?

“Sì, la cultura giapponese è lontana da noi. Mi son dovuto preparare leggendo testi che il regista Massimiliano Milesi mi ha consigliato. Finita la fase di documentazione si passa alla fase di interpretazione e, fortunatamente, tutti gli esseri umani vivono le stesse emozioni indipendentemente dalla loro cultura.”

La fiction “Un’altra vita” che ti ha visto protagonista in prima serata, ha segnato un bel traguardo suppongo? Hai avuto anche l’occasione di lavorare con personaggi noti…

“Decisamente un bel traguardo! Ho avuto la possibilità anche lì di lavorare con bravissimi attori. La primissima scena di “Un’altra vita” l’ho girata con Luigi Di Fiore, che mi aiutò a sconfiggere l’ansia da prestazione. Oggi tra l’altro l’ho rincontrato nel Paradiso. Poi è stato molto bello girare con Ludovica Bizzaglia, con la quale siamo rimasti amici. Infine con la dolcissima Vanessa Incontrada, della quale invidio la dolcezza e la serenità con cui affronta questo mestiere.”

Com’è cambiata la tua vita?

“Tutto e niente. Sono sempre lo stesso. Solo un po’ più felice perché faccio quello che mi piace.”

C’è un attore o personaggio al quale ti ispiri?

“Non vorrei ripetermi nel citare attori americani. Restando in Italia, guardando agli ultimi film, devo dire che Alessandro Borghi sta facendo una bellissima carriera.”

Progetti futuri?

“Chi lo sa…!”

Concludendo?

“Concludendo? Non vorrei concludere, ho appena iniziato!”

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