Luca Liguori: “Con ‘Cult’ ci siamo voluti sbizzarrire, facendo qualcosa che parlasse di cinema in maniera originale.”

Movieplayer ha voluto dedicare il suo nuovo libro, “Cult. I film che ti hanno cambiato la vita”, a quei film che hanno lasciato un’impronta indelebile nella vita di tutti. LF ha avuto il piacere di intervistare Luca Liguori, Direttore Editoriale, nonchè uno degli autori del libro, per raccontarci il "suo" cinema.

Un manuale cinematografico? Una guida alla visione di un film? Una classifica dei film più visti di tutti i tempi? Niente di tutto questo! Il gruppo di Netaddiction, Luca Liguori, Antonio Cuomo e Giuseppe Grossi, con il loro “Cult. I film che ti hanno cambiato la vita” hanno stilato un vero e proprio prontuario, una sorta di ricettario per veri intenditori o semplicemente cinefili come la sottoscritta.

Ho ricevuto questo prezioso volume, recapitatomi a casa poco prima di Natale, e l’ho letteralmente divorato! 135 titoli catalogati in base al genere (azione, thriller, avventura, fantastico, animazione, commedia, dramma, musical e horror), illustrati non con immagini tratte dalle scene dei films che man mano si stagliano al nostro sguardo, ma, grazie ad un certosino e piacevole lavoro di illustrazioni iconografiche, pagine ben pensate e strutturate.

L’elemento che rende questo libro quasi unico nel suo genere, è che, per ciascun titolo, è stata realizzata una scheda dettagliata, ricca di curiosità dal backstage e, naturalmente, la segnalazione della scena cult e della frase più memorabile del film… personalmente la trovo una genialata! Inoltre, il fatto di non raccontare solo di film che hanno segnato un’epoca, ma anche di flop o comunque pellicole di minor successo, ne racchiude il proprio punto di forza.

Il libro, ora nelle migliori librerie d’Italia, è stato scritto a sei mani dalle tre penne più brillanti del web magazine di cinema e serie tv, Movieplayer.it: Luca Liguori, Antonio Cuomo e Giuseppe Grossi.

Per Movieplayer, che il cinema lo vive quotidianamente, non solo attraverso esperienze dirette, ma anche grazie allo sguardo e l’interesse di milioni di lettori e spettatori, il cinema diventa cult nel momento in cui traccia un solco importante nella cultura popolare e quindi, di riflesso, nella vita di tutti noi. Per questo nel libro non si è voluto parlare solo dei loro film preferiti, ma di quelli che hanno cambiato anche la vita di tutti. A volte, magari, senza rendersene neppure conto. Chi di noi non serba nel cuore e nella mente una frase clou di un film od una scena particolarmente intensa, magari non ricordandosi neppure sempre del titolo del film? Ebbene, con “Cult”, ritroverete varie curiosità, dettagli, ricordi e titoli lasciati nei cassetti della memoria…

Luca Liguori, responsabile editoriale di Movieplayer, ai microfoni di LF, ci ha simpaticamente raccontato di questa opera letteraria…

“Cult” rappresenta un modo alternativo di raccontare il cinema…?

“Sì. Noi lavoriamo sul web, proveniamo da questo settore… ogni giorno abbiamo un modo di vivere e raccontare il cinema che è molto legato alle immagini anche in modo molto pop, come, del resto, abbiamo anche fatto con il nostro precedente libro, risalente allo scorso anno, dedicato alle serie tv. Con questo, ci siamo voluti sbizzarrire, anche a livello grafico e strutturale,  facendo qualcosa di più originale.”

Com’è nata l’idea di dedicare “Cult” anche a film, talvolta di nicchia o che non hanno avuto molto successo in sala?

“In effetti l’idea è proprio questa, nel libro ci sono 135 titoli che includono un po’ tutto, anche grandissimi successi, come ad esempio “Titanic”. L’idea, però, nasce proprio dal voler dare spazio a film che per noi sono stati molto importanti, hanno avuto un impatto nella cultura popolare, ma dei quali si parla un po’ meno! Per assurdo, ci sono dei film di cui molti conoscono determinate frasi o scene, ma magari non hanno vistola pellicola. Per cui noi abbiamo voluto raccontare questo, dare spazio ad alcuni titoli anche noti ma comunque meno visibili rispetto ad altri… In un momento come questo, in cui ci sono molti titoli in main stream nelle sale e nelle piattaforme, ed i cataloghi in qualche modo sono sempre legati a film recenti, ci piace l’idea di poter tornare indietro e vedere film che hanno dato un contributo importante non solo alla storia del cinema ma anche alle nostre vite.”

Qual è il potere del cinema?

“Il potere del cinema sicuramente è proprio quello di riuscire a creare degli immaginari fortissimi… a volte sono universi interi, altre, semplicemente delle frasi o singole scene che, però, hanno un impatto talmente forte da rimanere sempre con noi. Scrivendo questo libro, siamo andati a recuperare film anche molto vecchi, inserendo delle parti dal titolo “Cosa rimane del film” e ci siamo accorti di come effettivamente moltissime cose siano rimaste nell’immaginario, qualcosa, secondo me, di unico. E’ ovvio che tutte le arti racchiudono queste potenzialità, ma forse il cinema è quello che, unendo musica e immagini, riesce ad avere un impatto così forte.”

Qual è il suo film “cult”?

“Ce ne sono tanti ovviamente, ma dovendo citarne uno, scelgo sicuramente “Pulp fiction”, che ha cambiato sicuramente la mia vita, perchè mi ha dato la conferma che volevo continuare ad occuparmi di cinema. Quindi questo è sicuramente uno dei miei film cult.”

Come mai la scelta nel libro di non inserire immagini tratte dalle scene dei film?

“Ci piaceva proprio l’idea di giocare, in qualche modo, con i film… Abbiamo inserito delle illustrazioni e dei disegni che richiamano le scene e proprio l’iconografia di certi film… volevamo renderlo un po’ più originale, diverso… E’ una scelta che ci è stata proposta dalla nostra Casa Editrice assieme al nostro grafico che ha fatto un lavoro veramente incredibile, perchè ogni singolo film ha le sue illustrazioni, la sua struttura, ognuna diversa dalle altre… Lo abbiamo accolto molto volentieri.”

Il film che secondo lei non è mai stato realizzato?

“Bellissima domanda, perchè ogni volta, anche noi addetti ai lavori, continuiamo a dire che non c’è più nulla di originale, nè di nuovo… tutto è stato fatto e rifatto! Sicuramente è più difficile trovare qualcosa di nuovo, salvo essere poi sorpresi, come, ad esempio, dal film “Parasite”, un film coreano, che, è notizia di ieri, è arrivato fino agli Oscar con ben 6 candidature principali… è molto attuale, originale, fresco, mischia commedia, thriller, dramma in modo eccezionale, qualcosa che ci fa ben sperare per il futuro, e pensare che forse siamo troppo veloci a giudicare certi film. E’ più difficile oggi, ma per fortuna il talento c’è sempre.”

Nell’epoca dei film in streaming secondo lei il cinema sta vivendo crisi?

“Effettivamente c’è un cambiamento importante che sta avvenendo, qualcosa che, secondo me, nessuno può controllare. I cambiamenti ci sono sempre stati nel mondo del cinema, pensiamo all’impatto che ha avuto la TV, com’è cambiata l’industria cinematografica, prima con il passaggio dal muto al sonoro, dal bianco e nero al colore, e poi con il mercato dell’Home video che ha cambiato tutto… cose alle quali non tutti erano pronti, ma inevitabili. L’intelligenza starà nel saperle sfruttare meglio senza perdere la centralità e l’importanza della sala, quantomeno per alcuni titoli… Penso che quelli più importanti continueranno a vivere nella sala cinematografica e saranno sempre più una sorta di evento, mentre i film più piccoli, quelli d’autore, in qualche modo potranno giovarsi attraverso lo streaming, perchè avranno platee ancora più grandi… Quelli che forse avranno maggiori difficoltà, saranno quei film che non sono nè kolossal nè piccoli, che probabilmente faticheranno a trovare più spazio nelle sale. Sono però cambiamenti inevitabili che scopriremo nel corso degli anni.”

Progetti futuri?

“Noi come Movieplayer naturalmente continueremo a seguire il cinema a 360°. L’idea è quella, comunque, di affiancare qualche altra pubblicazione cartacea, sempre un po’ particolare, originale rispetto alle altre, anche se è un po’ un paradosso, lavorando sul web, ma a noi piace molto, perchè siamo cresciuti con i libri!”

 

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