Luciano Biasibetti: “Da vecchi flipper ormai inutilizzabili nascono le mie chitarre”.

Il collezionista e musicista Luciano Biasibetti, da appena tre mesi, dà vita a questi particolari strumenti. "Per realizzarli recupero i pannelli dei flipper degli anni '60 e '70”, ha raccontato in questa intervista ad LF MAGAZINE.

Quest’oggi, LF vi racconta di un personaggio davvero originale, unico nel suo genere quì in Italia: Luciano Biasibetti. Mi sono imbattuta in questo simpatico signore, per caso, qualche sera fa, ascoltando il TG 5 delle 20.00. Mi ha colpita la sua trovata, una peculiarità esclusiva che unisce vecchi flipper ormai in disuso a chitarre elettriche. Eh già! Vi chiederete di quale connubio io stia parlando!?! L’arcano è presto svelato… Luciano Biasibetti realizza chitarre ricavate dal piano di gioco dei vecchi flipper! Il risultato che ne scaturisce, posso garantirvi, è entusiasmante! Strumenti del tutto funzionanti, coloratissimi, unici!

Le origini dei flipper possono essere fatte risalire alla Bagatella, una forma di biliardo in cui il giocatore usava una piccola stecca per spingere le biglie su un tavolo inclinato. Lo scopo del gioco consisteva nel mandare le biglie in una delle nove buche disposte sulla superficie del tavolo. Di origine francese, la Bagatella trovò una certa diffusione negli Stati Uniti e si narra che anche il presidente Abramo Lincoln ne fosse un appassionato giocatore. Verso la fine dell’800, la piccola stecca usata nella Bagatella venne sostituita da un pistone a molla e questa evoluzione portò ad una nuova versione del gioco che gli americani battezzarono “Pinball”. Proprio dal Pinball o flipper nostrano, parte la passione di Luciano, che è stato anche un campioncino di questo gioco che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo praticato.

Luciano Biasibetti, musicista, collezionista ed ideatore del “Milano Guitars & Beyond”, nella sua vita ha collezionato fino a 7.000 chitarre. Ha un negozio di strumenti musicali a Monza, ed uno in via Solferino, a Milano, in cui si riforniscono famose rockstar. Ora, in pensione, Luciano Biasibetti crea queste chitarre elettriche decisamente particolari, che si inseriscono nella tradizione della “Pinball art” che ha portato in 4 differenti fiere dedicate al settore musicale. Pensate che Luciano ha iniziato con questa produzione appena tre mesi fa andando a ballare tango argentino all’Arci Bellezza di Milano e vedendo un flipper!
Per realizzare le sue chitarre recupera i pannelli dei flipper degli anni ’60 e ’70. Arrivano soprattutto dagli Stati Uniti e sono di un legno adatto a fare le chitarre, si tratta di legni nobili, palissandro, padouk rosso, e anche fogli di acero e mogano. Sul corpo delle chitarre sono inseriti luci a led e persino il lanciatore a molla del flipper! Degli autentici capolavori!

Per chi ama questo strumento o vuole avere un oggetto davvero particolare oltre che bello!

Com’è nata l’idea di realizzare chitarre da vecchi flipper?

“La mia esperienza nel campo musicale inizia nel 1963, quando a 14 anni già suonavo in uno dei primi gruppi beat dell’area milanese, “Gli altri”. Andando avanti nel tempo, dopo un passato come disegnatore meccanico ed anche come pittore, ho deciso di aprirmi un negozio di strumenti musicali a Monza, “30mila hertz”. In questo negozio arrivavano sempre molte chitarre e compresi, un po’ prima degli altri, che si stava sviluppando una specie di modernariato della chitarra che si sarebbe chiamato vintage. Per cui cominciai a comprare chitarre anche da personaggi famosi, un bel lavoro attraverso il quale riuscivo a far andare avanti la mia passione per le chitarre. Poi, decisi di aprire un negozio di strumenti musicali anche in Via Solferino a Milano, e lì conobbi persone abbastanza note che gravitavano nelle sale d’incisione milanesi. Come vede, ho sempre suonato le chitarre e me le costruivo pure. Essendo stato anche un campioncino di flipper, mi balenò l’idea di comperare i pannelli dei flipper, i piani di gioco per intenderci, quelli sui quali scorrevano le palline, ne realizzai qualcuna per vederne l’effetto. In America, già dagli anni ’80 esisteva la “Pinball art”, che utilizzava le grafiche fantastiche dei flipper elaborate da vari pittori. Così decisi di prendere questi pannelli ormai inutilizzabili, alcuni anche storti ma molto “tostati”, dal momento che su quel legno era passata la corrente per le lucine con il loro calore… Un buon legno che viene, guarda caso, utilizzato anche per realizzare le chitarre, per cui ho scoperto che questi pannelli avevano già una trasmissione di suono perfetta. Le presentai ad una manifestazione fieristica in anteprima e notai che le persone erano entusiaste! Anche Piero Pelù, mio vecchio amico, per il video del suo ultimo brano, “Picnic all’inferno”, ha utilizzato due delle mie chitarre. Pensi che la realizzazione di queste prime chitarre risale solo a tre mesi fa!”

Quali sono le difficoltà che si incontrano nella realizzazione di queste chitarre?

“Sicuramente ci vuole il doppio del tempo delle chitarre normali, non fosse altro che per il ‘solid body’ che realizzo con 3 pezzi differenti, facendo anche un’incasellatura interna per avere le luci a led, per cui bisogna lavorare in tre direzioni diverse per fare poi l’assemblamento finale.”

Quanto tempo le occorre quindi per realizzarne una?

“Ci vogliono 15 giorni, perchè appunto, bisogna scegliere il pannello, bonificarlo per intero, perchè alle volte tutta la parte elettronica è marcita, talvolta vi si trovano anche degli animaletti… una volta recuperato, ne viene abbassato lo spessore, un lavoro doppio rispetto alla lavorazione delle altre chitarre. Poi si effettua la scelta del manico che si abbina al colore della grafica, in legno nobile ovviamente, dall’acero al palissandro al padouk, un legno esotico rosso, che dà una ottima sonorità…. Un puzzle che, unendosi, deve rendere una sonorità professionale.”

(Continua sotto…)

Chi sono gli acquirenti di questo tipo di chitarre?

“Questo tipo di chitarre unisce varie tipologie di clienti: i collezionisti che cercano lo strumento unico ed irripetibile e il musicista che desidera la grafica particolare….io, oltretutto, aggiungo un elemento in più rispetto alle chitarre tradizionali, un profilo di plastica colorato inserito sui bordi della chitarra che abbino alla cassa.”

Lei è l’ideatore del “Milano Guitars & Beyond”, di cosa si tratta?

“Milano Guitars & Beyond è nato nel 2012, quando frequentavo già manifestazioni fieristiche del settore. Ma mancava qualcosa, un anello di congiunzione tra i chitarristi acustici, classici ed elettrici. A tale scopo creo “Milano Guitars & Beyond”, che rompe un po’ la tradizione classica delle fiere, presentando assieme tanti strumenti diversi tra loro ed aprire le porte anche a strumenti con costruzioni particolari, tipo il ferro, l’acciaio, il rame, l’alluminio ed anche il marmo. Realizzare chitarre in marmo da una lastra che arriva fino a 2 millimetri di spessore senza che questa si rompa, è arduo. E comunque è un’apertura anche al design, strutture che esulano dalla chitarra canonica, con un aspetto, però, gradevole e fruibile da suonare professionalmente.”

Lei nello scorso week-end ha partecipato al “Music Show” di Milano…

“Sì. E’ un’altra fiera importante! Ci sono andato per presentare le ultime creazioni che ho realizzato, volevo capire se il mio prodotto piace o meno, non a livello industriale però, perchè questo tipo di strumento, ovviamente, ha una tiratura molto limitata. I pannelli che si possono utilizzare sono veramente pochi.”

Lei ha comperato chitarre da personaggi famosi….ce ne può menzionare qualcuno?

“Soprattutto personaggi del passato e stranieri, perchè sono stato uno dei primi a credere nel vintage. Capto quello che succede…ho iniziato a collezionare dal 1978, quando in America iniziava un florido mercato del modernariato… Ai tempi ho preso questi oggetti a poche lire, poi mi accorsi dopo anni di avere oggetti che valevano 50 volte di più del prezzo pagato da me! Ho avuto chitarre di icone del rock, che ora non ho più, perchè ho pensato di creare qualcosa di mio! A giorni ci saranno due nuove chitarre rivoluzionarie, due prototipi in legno e metallo, che, se funzioneranno, presenterò tra un paio di mesi, assieme ad un brevetto. Non bisogna mai fermarsi, soprattutto nella terza età, per restare giovani occorre avere in testa sempre un progetto, in questo modo si mette a frutto l’esperienza, un vantaggio rispetto alle nuove generazioni che hanno ancora tutto da scoprire.”

Concludendo?

“L’importante è stare bene e fare qualcosa che gli altri apprezzano. Ho notato che ogni volta che qualcuno si avvicina alle mie chitarre coloratissime, inizia a sorridere, e questa, in un mondo un po’ triste, è una cosa bella. Li riporto anche indietro nel tempo… Chi non ha mai giocato a Flipper? E’ nella nostra tradizione, come il Juke-box, di cui sono stato anche collezionista ma che, purtroppo, non può essere adattato alle chitarre.”

 

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