Luigi Tassi: “La musica apre porte fantastiche!”

LF ha incontrato il noto DJ delle notti romane, dedito al collezionismo dei dischi in vinile, che ci ha raccontato la sua passione per la Disco Music '70 e '80 ed il suo lungo percorso musicale.

Ero una ragazzina di 9 anni nel 1974, quando la stazione radio WPIX di New York mandava in onda il primo programma radiofonico dedicato alla disco music, genere musicale che stava prendendo piede nei locali della Grande Mela.

Tre anni dopo, invece, il 22 Aprile 1977, apriva il mitico Studio 54, il tempio newyorkese della musica dance, un club storico (che apparve anche nell’indimenticabile film di grande successo “Sathurday Night Fever”) dove la colonna sonora delle lunghe notti era quella dei Bee Gees e dei Tavares, di Donna Summer e degli Chic.

Il pubblico della disco di inizio ’70 era per lo più black, ma nel giro di qualche anno quel sound commerciale, che prendeva origine dal soul e dal funky, avrebbe conquistato le classifiche e un’intera generazione. Non solo in America. A quest’epoca gloriosa, ne è seguita un’altra, altrettanto magnifica, quella degli anni ’80, con quel suono inconfondibile fatto di synth e tastiere, uno stile unico che in tanti hanno cercato di ricreare senza mai riuscirci appieno. Per molti, simbolo di spensieratezza, il pop anni ’80 ha avuto un’ influenza enorme sul futuro della musica, regalandoci tantissimi pezzi intramontabili, che ancora oggi fa piacere ascoltare alla radio o ballare in discoteca.

C’è chi, con grande competenza, dedizione, passione, amore puro, ci fa ballare e, perchè no, sognare, ricordando queste epoche musicali che difficilmente potranno essere eguagliate: questa persona è il Dj Luigi Tassi. Da parecchi anni, ai vorticosi ritmi disco e funky anni ’70 ed ’80, fa divertire tantissime persone che al richiamo di “Chase” di Giorgio Moroder, o degli Inner City con “Good Life”, o di “Last Dance” di Donna Summer, o degli amatissimi Kool & The Gang, trascorrono una serata di musica di gran stile.

Luigi è un Dj di stile, raffinato e colto, dedito al collezionismo dei dischi in vinile (che nostalgia!), di cui possiede migliaia di copie…una vera e propria arte anche questa.

Incontrarlo, in occasione di questa bella chiacchierata, è stato per me, una continua “fonte” di racconti, scoperte ed emozionanti vicende di un cammino che dura sin dall’infanzia, quando dopo la scuola andava da suo zio a dilettarsi con gli innumerevoli dischi che trovava in casa. E poi le mitiche musicassette e la frequetazione con i noti Dj dell’epoca, tra cui il compianto Marco Trani, hanno fatto il resto.

Luigi Tassi, oltre a stare in consolle, è uno Psicologo che, per anni, ha esercitato attivamente la professione! Ma il richiamo musicale, evidentemente, è stato più forte! E come dargli torto!?! Dopotutto, questa passione lo ha condotto ad essere uno dei più apprezzati Dj della capitale! I suoi vivaci mixaggi catturano, librano note nell’aria che trascinano, coinvolgono, entusiasmano! La Disco per lui non ha segreti!

Ballare… per credere!

Come hai iniziato con i tuoi mixaggi?

“Piuttosto presto, grazie ad uno zio, poco più grande di me. Quando uscivo da scuola andavo da lui che aveva una valanga di dischi e piatti… mi dilettavo così anzichè studiare! In seguito ho comperato anche io dei piatti, dei giradischi Tecnics Slb 1200, e dischi che mi piacevano molto. La Disco Music, in particolare, che gli amici più grandi mi facevano ascoltare da cassette mixate al Piper o in altri locali. Individuati i titoli, andavo a cercare i vinili. Ricordo che i primi due dischi che acquistai, nel Marzo 1982, furono”Just an Illusion” degli Imagination e “Got to be real” dei Selection, già questi due titoli fanno pensare ad un certo contrasto, uno, un’illusione, l’altro, la realtà…proprio come questo lavoro, una passione che si è mossa sempre tra l’illusione e la realtà, iniziato nei primi anni ’80, proseguito fino all’ ’89, per poi riprenderlo nel 2010. Una passione che continuo a coltivare, ho migliaia di vinili, anche di etichette rare, inglesi e italiane, che vanno dal ’78 all’84.”

Com’è cambiato il modo di fare musica da ieri ad oggi?

“E’ cambiato totalmente! La Disco Music è stato un fenomeno gestito da grandissimi musicisti, produttori, ma anche da gruppi che sono stati delle vere e proprie meteore, ma hanno fatto dei capolavori… C’era una struttura musicale bellissima, suonata dalle orchestre, dai violini, dai bassi, dalle trombe, dai sassofoni, grandissime voci e grandissimi produttori… Tutto questo è andato scemando fino a quando è iniziata la House, e mi sono reso conto che non c’era più quella musica che piaceva a me, che mi faceva viaggiare con la mente. Dopodichè, è iniziato un periodo in cui è stato ripreso, copiato, riciclato, quello che era stato fatto negli anni ’80, fino ad arrivare al periodo attuale, in cui tutto è a sua volta ricalcato dagli anni ’90, come una sorta di riciclo del riciclo. Non c’è novità, o, comunque, non sento grandi emozioni! Quando invece ascolto un brano degli anni ’80 ancora mi emoziono.”

Anche il pubblico è cambiato?

“Il pubblico è cambiato, a mio avviso, perchè all’epoca ricordo che si andava a ballare per fare questo e basta, sentire e ricevere emozioni attraverso la bella musica. Locali meravigliosi in cui si conoscevano persone con la stessa passione. Ora il piacere della musica si è un po’ perso, si va nei locali più per farsi notare, poco importa se la musica sia bella o meno. E’ mutata anche la tecnologia e quindi i tempi… una volta dovevi farti largo mettendo su un bel pezzo musicale per essere apprezzato e prodotto, ora la musica si sceglie “a tavolino”, con alle spalle la multinazionale che distribuisce tutto anche se sei un mediocre. Vengono confezionati più personaggi “usa e getta”, non ci sono più i grandi musicisti o cantautori… ora, molti artisti escono dai vari talent ed i loro CD costano più di quelli dei Pink Floyd! In tutto questo, però, io tengo sempre fede a quello che ho vissuto in passato, mettendo in primo piano la bella musica.”

Dove hai fatto e continui a fare, le tue serate?

“A Roma. Io abitavo a Casal Palocco dove viveva anche Marco Trani, Dj di fama, così ho fatto serate nei locali di zona e tantissime feste private, che all’epoca erano molto in voga. Negli anni ’80 ho fatto anche il Dj nei villaggi turistici, in Valtur e al Li Cucutti Village, in Sardegna. Poi ho lavorato in un locale in Via degli Avignonesi, “M1″, e, appena mi era possibile, andavo a sentire i grandi Dj al Piper, al Much More, all’Hysteria… e collezionavo dischi. Attualmente, lavoro sempre a Roma, al Piper, al Room 26, un locale nel cuore dell’EUR, in questi ultimi sono molto presente da circa tre anni a questa parte… poi giro un po’ quà e un po’ là a seconda delle richieste lavorative.”

Che tipo di musica mixi alla consolle?

“La musica che mixo e che più mi piace portare all’ascolto del pubblico è la disco music anni ’80, ’90, e, perchè no, anche un po’ anni ’70, un revival vintage che comprende vari generi, dal funky, alla disco music, alla dance, all’Italo disco. Questo è il genere che propongo maggiormente, poi è chiaro che ci sono alcune variazioni in determinate circostanze in cui inserisco anche musica italiana, o musica più attuale…”

Qual è la cosa che ti piacerebbe sentirti dire dalle persone che vengono a ballare durante le tue serate?

“La cosa che mi fa più piacere è vedere che le persone si divertono e, passando a salutarmi, mi dicono “abbiamo ballato tutta la sera, non ci siamo fermati un attimo, perchè la musica è davvero bella!”. Questa è la cosa che mi rende più felice!”

Ti ispiri a qualcuno in particolare o hai avuto degli “insegnanti” che ti hanno introdotto all’arte musicale del mixaggio?

“Nei primi anni ’80 c’erano grandisimi Dj, primo fra tutti, Marco Trani, ed altri, eccezionali, quindi oltre a mixare e comprare dischi, andavo sempre a sentirli, li studiavo, guardavo la loro tecnica, captavo le loro peculiarità. Ho appreso tutto in quegli anni.”

Ti piacerebbe esibirti in qualche grande evento all’estero?

“Certo che mi piacerebbe, magari con tappe nelle grandi capitali dove ci sono serate pazzesche! Ho notato, però, che i Dj set che vengono fatti, sono più che altro inerenti al genere House, Tech-House, oppure Techno, non mi sembra di aver visto Dj set di Disco Music anni ’80. L’unica che lo fa e dove mi piacerebbe veramente tanto partecipare è la Reunion del Paradise Garage di New York, un locale storico, aperto dalla fine degli anni ’70 fino alla seconda metà degli anni ’80, in cui c’era il famoso Dj Larry Levan. Ogni anno, a questa reunion, accorrono migliaia di persone per ballare i brani storici degli anni ’80, il genere che adoro. Inoltre, mi piacerebbe fare questo genere di serata in Russia, perchè lì amano tantissimo la Disco music anni ’80, soprattutto la italo disco. Sarebbe una enorme soddisfazione! Il coronamento di un sogno.”

Quando non mixi che musica ascolti nel tuo tempo libero?

“Dedico tantissimo all’ascolto dei brani con cui lavoro, dato che li utilizzo anche nelle mie serate, c’è bisogno di un continuo ripasso, perchè sono migliaia e migliaia, me ne dimenticherei altrimenti! Ascolto un po’ tutto, dal classico, alle canzoni romantiche, ai cantautori.”

Quale personaggio, secondo te, ha lasciato un’impronta nella storia della Disco Music?

“Ci sono stati tantissimi immensi musicisti, cantanti, gruppi, vocalists eccezionali… Secondo me, un segno importante lo ha lasciato Mauro Malavasi, che ha fatto produzioni italiane in America di gruppi come I Change, The Ritchie Family, andando a scoprire talenti che sono divenuti stelle internazionali come Luther Vandross che è stato preso da Malavasi per cantare nei Change, considerato il ‘The Voice’ della Disco Music. Un’altra voce fantastica è quella di Jocelyne Brown, che sentiamo in tantissimi brani disco anni ’80 che ’90, e poi io adoro i Kool & The Gang, che hanno sempre fatto brani eccezionali. Era un mondo vastissimo, un periodo d’oro, dove erano tutti bravissimi.”

Tu sei Dj, laureato in Psicologia, pensi di riprendere un giorno questa professione?

“Io sono laureato in Psicologia ed ho lavorato come psicologo clinico e del lavoro. Ho anche preso una seconda laurea all’università di San Pietroburgo in Russia in Psicologia del lavoro. Ho esercitato fino ai primi anni del 2000… poi è tornata forte la mia voglia di musica, interrotta forzatamente alla fine degli anni ’80. Per come la vedo io, i tempi sono cambiati, per cui riprenderò sempre di più la mia attività di psicologo. Continuerò a fare serate quando mi piacerà il progetto, per il resto, è arrivato il momento di portare avanti le mie esperienze di studio.”

Hai un aneddoto da raccontare?

“Quando facevo il Dj per la Valtur a Ostuni, nell’84, una sera ebbi come ospite Mike Francis, che adoravo! Conoscevo tutte le sue canzoni a memoria! Lui fu molto gentile, arrivò in consolle a regalarmi il suo disco, “Survivor”, e a chiedermi se avessi potuto mettere su questo disco durante la serata. Mi colpirono il suo garbo e la sua umiltà. Il suo disco lo conservo ancora oggi gelosamente.”

Progetti futuri?

“Lavorare in serate che abbiano un certo sapore, un interesse ben definito, che mi stimolino, dove io possa mettere in campo le canzoni e spaziare su quelle, numerosissime, della mia intera collezione. ”

Concludendo?

“Vorrei concludere dicendo che la musica è un’energia molto potente e come tale interagisce con la materia. Potrebbe sembrare una cosa quasi superficiale parlare di musica, ma in realtà è un campo in cui occorre essere preparati, sia se la si pratichi come musicista che come Dj che mixa canzoni…. melodie che hanno un impatto sulle persone, creano emozioni, interazioni atomiche, cellulari, chimiche. Anticamente, nell’ Epopea di Gilgameš, dove vi erano imperi con una conoscenza della chimica e della fisica superiore alla nostra, vi era addirittura un Re che grazie alla musica riusciva a muovere le pietre per costruire fortezze…! Certo, è una leggenda, ma ci fa capire che la musica è molto importante e ne andrebbe rivalutato il significato, non venire gestita esclusivamente per un business economico. La musica apre porte fantastiche!”

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*