Luisa Corna: ”Il mio Angolo di cielo è per mio padre”.

Luisa Corna, da sempre indicata come la signora della canzone italiana, per il suo portamento elegante e fine, torna a noi con un brano meraviglioso, raccontandoci come è nato questo progetto.

Torna Luisa Corna con un nuovo singolo dal titolo “Angolo di cielo”, brano che ha già fatto commuovere i suoi fan, perchè dedicato al padre, morto tempo fa, ma anche perchè il video è stato girato nella stessa città natale della cantante, così da portare a termine un brano molto potente sotto l’aspetto emotivo. Luisa Corna, da sempre indicata come la signora della canzone italiana, per il suo portamento elegante e fine, torna a noi con un brano meraviglioso, raccontandoci come è nato questo progetto.

Luisa, quando è nato il progetto “Angolo di cielo”?

“È nato circa un paio di mesi fa. Marco Colavecchio mi ha fatto ascoltare diversi brani sui quali avremmo potuto lavorare, ma quando io ho sentito la melodia di “Angolo di cielo” ho capito subito che era quella giusta per la canzone che avevo in mente di fare. Mi ha colpita la particolarità della struttura, che alterna strofe malinconiche ad un ritornello molto allegro, e così in poco tempo ho scritto di getto quello che semplicemente sentivo…il testo è arrivato in modo naturale.”

Il video del singolo l’hai girato a Palazzolo sull’Oglio, tuo paese natale, come mai questa scelta?

“Il brano “Angolo di cielo” è dedicato a mio padre e Palazzolo sull’Oglio è il luogo dove lui è nato e vissuto e dove anche io ho trascorso la mia infanzia. Le immagini diventano una testimonianza di vita sospesa tra sogno e realtà, tra passato e presente. Non poteva esserci un luogo migliore! Parti del video sono girate all’interno della Torre di San Fedele, alcune scene, invece, lungo il fiume Oglio, mentre altre riprese, quelle nei prati, sono state fatte proprio fuori casa nostra. Anche il regista, Cristiano Mondini, è della zona ed ho scelto lui, oltre che per la professionalità, perché volevo una persona che conoscesse approfonditamente questa città per esaltarne al meglio il fascino. Volevo che tutto ricordasse i luoghi che ho condiviso da piccola con mio padre. Il risultato è un video che attraverso la sua semplicità esprime l’essenza del luogo ed il sapore dei miei ricordi.”

Il pezzo l’hai scritto in collaborazione con Marco Colavecchio (che è anche arrangiatore e produttore, in questo caso insieme a Marco Poggioni), Michele Pio Ledda e Gabriele Oggiano. Come hai scelto questa collaborazione?

“A propormi il brano è stato Marco, successivamente, durante la lavorazione del testo, ho conosciuto Gabriele e Michele, grandi professionisti e umanamente fantastici. Credo che quando ci si incontri attraverso la musica ognuno metta la propria sensibilità artistica a disposizione degli altri e la cosa più affascinate diventa proprio la condivisione di un progetto comune.”

Cosa ti ha ispirato a scrivere questo brano?

“Le parole del testo le ho scritte rivolgendomi a mio padre, gli grido liberamente tutta la mia gioia di donna realizzata, andando a cercare il suo sorriso in quel suo “Angolo di cielo” dal quale, sono sicura, lui non ha mai smesso di seguirmi e consigliarmi.”

Sei spesso in giro per i tuoi concerti. La musica si è fatta sempre più forte dentro di te negli ultimi anni, confermi questo?

“La musica in realtà è da sempre presente nella mia vita. È vero però che negli ultimi anni è cresciuta in me la voglia di comunicare maggiormente attraverso lei.”

Ti manca la televisione o la musica copre qualsiasi altra apparizione televisiva?

“Quello che più mi piace della televisione è la possibilità che si ha di entrare in contatto con tante persone. La musica mi offre ancora questa opportunità ed il rapporto si fa ancora più stretto perché stando su un palcoscenico, riesco a sentire più forte il calore delle persone che ho intorno e posso comunicare con loro in modo più diretto.”

Luisa, ti vedi riflessa allo specchio, ma la figura riflessa sei tu bambina. Una bambina che ti guarda, ti sorride con dolcezza… cosa ti dice quella bambina?

“…..Non smettere mai di sognare!”

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