Ma che caldo fa!!!

Come ogni anno la grande afa è arrivata, e, con essa, i soliti consigli, le raccomandazioni, le cautele! Noi oggi vogliamo raccontarvi della relazione tra caldo ed aggressività. Se esista davvero e come si manifesta. Secondo tendenze e pensieri comuni sussiste, da vario tempo, la convinzione che vi sia una correlazione tra le temperature elevate e l’aggressività! Frasi gergali o meglio, popolari, tipo “il caldo gli ha dato alla testa” o “il caldo gli ha fatto andare il sangue al cervello”, si rivelerebbero fondate su tale convinzione, associando all’innalzamento della colonnina di mercurio manifestazioni di rabbia e violenza. Ma il caldo rende davvero più aggressivi?

Innanzitutto dobbiamo distinguere la “correlazione” dal “rapporto causale”: la prima, intercorre tra due fenomeni che hanno una qualche relazione, ma non si conosce se uno determini l’altro. Nel “rapporto causale” un fenomeno è la causa diretta dell’altro. Nella questione presa in esame si può affermare che esista una correlazione tra caldo e aggressività. Il caldo rende irritabili. La scienza ci aiuta a capire meglio questo fenomeno: sembra che le temperature elevate stimolino la produzione di alcuni neurotrasmettitori tra cui la dopamina. I neurotrasmettitori sono delle molecole che vengono rilasciate dal nostro cervello ed hanno il compito di veicolare delle informazioni tra le cellule del sistema nervoso. La dopamina in particolare, svolge varie funzioni importanti legandosi ai suoi recettori, nella sfera del comportamento, nella cognizione, nel movimento volontario, nel sonno, nell’umore, nella memoria. Alcuni ricercatori americani hanno scoperto che la concentrazione di dopamina nel cervello è collegata all’irritabilità. Prendendo in esame 32 soggetti sani e psichicamente normali, si è riscontrato che una bassa attività dei recettori per la dopamina nel cervello, causa una forte irritabilità. I soggetti più impulsivi posseggono già di per se una più alta produzione di dopamina rispetto a quelli meno impulsivi. A questo va ad aggiungersi la mancanza di sonno causata dal caldo, il rischio di disidratazione che mandano letteralmente in tilt il cervello, che non riesce più a gestire gli stimoli che riceve. Parallelamente alla colonnina di mercurio aumentano, stanchezza, irritabilità e malumore.

Il cervello che è sensibile all’aumento di temperatura, al tasso di umidità ed alle ore di esposizione alla luce, in coloro che sono già più fragili da un punto di vista psicologico-relazionale agiscono come il grilletto di una pistola. Come tutti i fattori di stress, l’insofferenza al caldo estivo, può manifestarsi anche con comportamenti ostili ed un aumento dell’aggressività.

Esiste una netta correlazione tra aumento di temperatura ed arresti per omicidi, ad esempio. Il tasso di omicidi-suicidi o, comunque, di azioni criminose, raggiunge il suo picco nei mesi di Luglio ed Agosto e minimi a Gennaio. E’ stato anche evidenziato che i crimini a sfondo sessuale vengono commessi nei giorni più caldi dell’estate. Interessante anche uno studio condotto riguardo l’influenza della temperatura sui comportamenti degli automobilisti in coda o ai semafori. In giornate calde e umide, gli atteggiamenti aggressivi ed ostili vengono esaltati e, comunque, vige una maggiore irrequietudine. Va comunque detto ad onor del vero, che i cambiamenti del tempo, influenzano soggetti già affetti da situazioni psichiche o fisiche di per sè già compromesse.

 

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