Maggiolino addio!

Dopo 80 anni cala il sipario su un'auto che ha fatto epoca.

Un pezzo di storia che se ne va, non verrà più prodotto e nemmeno rimpiazzato con una nuova generazione rivisitata e aggiornata. La mitica auto famosa in tutto il mondo non ci sarà più, i tempi cambiano e anche le vetture si evolvono. Volkswagen non vuole dare spazio alla nostalgia e anzi punta forte sull’innovazione, per non trovarsi indietro rispetto alle altre Case automobilistiche e stare al passo con le tecnologie per la mobilità del futuro.

E così la produzione del Maggiolino termina proprio nello stabilimento di Puebla, in Messico. La fine di un veicolo importante, che ha simboleggiato diversi periodi storici dal 1938. Ha fatto parte del periodo più buio della Germania, nato da un progetto nazista, la prima volontà di costruirlo, infatti, fu di Hitler. Fu anche simbolo della rinascita economica successiva alla Guerra e della prosperità della classe media in crescita.

Il Maggiolino è un grande esempio di globalizzazione, venduto e riconosciuto in tutto il mondo, l’emblema della controcultura degli anni Sessanta in America e ancora oggi, e per sempre, il suo design rimarrà un simbolo riconoscibile ovunque e da chiunque, un po’ come la bottiglietta della Coca-Cola. Le sue linee e forme originali possono essere ricondotte a Ferdinand Porsche, l’ingegnere austriaco che fu ingaggiato da Hitler per creare un’auto per il popolo.

Negli anni venne realizzato poi The New Beetle, una versione retrò completamente rivisitata e costruita su una piattaforma modificata di VW Golf. Un’auto che ha riportato in vita il vecchio Maggiolino ma in chiave moderna e ha riaperto i cuori del pubblico nel 1998, sotto la guida di Ferdinand Piech, nipote di Porsche. Nel 2012 il design fu modificato nuovamente e reso più elegante.

E oggi finisce un’era che dura ormai da 80 anni, un tempo da record per una vettura. Termina la produzione di Volkswagen Maggiolino che diventa un mezzo leggendario. Più di 21 milioni di pezzi nel mondo, verrà realizzato l’ultimo nello stabilimento messicano e poi diremo addio all’auto per sempre. Possiamo definirla come la macchina che ha vissuto due volte, a cavallo tra due secoli di storia e vicende culturali, economiche, sociali e industriali.

Per i superstiti della comunità dei Beetle-addicted, a parziale consolazione, Volkswagen annuncia, come canto del cigno della propria antesignana, due edizioni speciali: Final Edition SE e Final Edition SEL. Sia in carrozzeria chiusa che cabriolet, ambedue le versioni di commiato saranno distinte da esclusivi dettagli esterni ed interni.

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