Maria Chiara Petrone: “sono orgogliosa di essere nata in una famiglia di artisti”

LF ha incontrato per voi una giovane artista dall'animo profondo e sensibile con uno spiccato "senso" per i grandi sentimenti!

Stamane ho il piacere di presentarvi un personaggio bello sotto tutti i punti di vista! Sorprendente, profonda, nobile, appassionata, “canta” l’amore, i sentimenti, la profondità, la “denuncia”…la giovanissima Maria Chiara Petrone! Oltre a comporre versi, la ragazza dipinge con grande maestria! Mi colpisce il suo talento giovanile che ad osservarlo e scrutarlo pare quello di una donna matura! Ma l’arcano è presto svelato…Sì perchè Maria Chiara, classe 1991, è figlia dell’artista Andrea Petrone, nipote del pittore Mario Petrone e della poetessa Chiara Luciani figlia del grande poeta dialettale abruzzese, Alfredo Luciani.

Maria Chiara, come giusto che sia, è molto orgogliosa di queste sue origini…ha un animo spiccatamente sensibile…trascrive il mondo dei sentimenti con una incredibile semplicità e concretezza. L’amore e le emozioni giocano un ruolo primario nei suoi componimenti che si leggono tutti d’un fiato…appassionati ed appassionanti, voce di colei che ben conosce questo intricato mondo interiore e ne fa il suo vessillo, il suo mondo. Allo stesso modo la sua arte, bella, variegata, astratta, attraverso la quale ciascuno di noi, che voglia soffermarsi a scrutarne l’immagine, ne può trarre il concetto, il messaggio, l’impronta che più gli aggrada!

Mi piace Maria Chiara…affascinante,”misteriosa”, sguardo magnetico, artista di classe, “garbata”….mi piace il suo talento, la sua fierezza, il credere nei grandi valori della nostra esistenza, nel suo raggiungere degli ambiziosi traguardi, nel pensare fermamente che dell’arte si possa ancora fare una autentica professione! Il suo messaggio positivo, sebbene, qua e là, intriso di sofferenza e malinconia, ci regala un’immagine concreta di una giovane donna che si lancia a capofitto attraverso la vita….che va vissuta, capita, accettata, perchè è bello “esserci” e farne parte pregnante!

 

“E’ stata influenzata, nella sua arte, dall’eredità familiare?”

“La ringrazio per questa domanda, sono fortemente orgogliosa di esser nata in una famiglia di artisti, mio padre Andrea Petrone l’artista di Toto’, mia nonna Chiara la poetessa, mio nonno Mario il pittore e il mio bisnonno Alfredo Luciani grande poeta dialettale abruzzese hanno lasciato dentro di me una grande eredità e ricchezza artistica, sono la perfetta fusione di tutti loro. Ho nel DNA l’arte a 360° e mi sento molto fortunata in questo, perché ho la responsabilità di far conoscere al mondo chi sono e chi è la mia famiglia. Sí sono interamente influenzata da tutti loro.”

“Cosa ritrova in se stessa di suo padre e cosa di sua madre?”

“Ho iniziato a dipingere da circa tre mesi, relativamente poco, in confronto al grande percorso artistico di mio padre. Io e mio padre siamo praticamente uguali a livello caratteriale, a livello artistico ci accomuna il fatto che all’inizio del percorso artistico mio padre ha incominciato dall’arte astratta, quindi, la stessa tipologia d’arte che dipingo io.”

“Il suo stile pittorico come si potrebbe definire?”

“Il mio stile pittorico lo definirei astratto concreto, in quanto all’interno di queste forme che apparentemente sembrano non aver senso ognuno di noi può intravedere una forma ben precisa, un volto, una pianta, il volto di un animale. Qualsiasi cosa ed è fondamentalmente questo che mi piace della mia arte perché non è scontata, ma particolare”

“Lei scrive anche…Poesie intense, colme di amore. Il perno della sua esistenza?”

“Si, scrivo poesie e racconti. Il perno della mia vita sono le mie emozioni, i miei sentimenti e tutto ciò che ha a che fare con la mia anima, sono le mie emozioni che mi rendono viva, i miei sentimenti mi fanno parlare ed ecco da dove nascono le mie poesie. Fonte di grande ispirazione per me è l’amore, il mio amore ed è esso che mi fa parlare, riflettere, gioire o soffrire. Mi rende viva.”

“E la recitazione, che posto ha nella sua vita?”

“Per quanto concerne la recitazione, in questo momento l’ho un po’ accantonata, mi sono presa un po’ di pausa. Ora sto dando la priorità a questa nuova forma di arte che ha investito la mia vita, la pittura.”

“Come riesce a conciliare tre nobili arti con lo studio?”

“Lo studio, bella domanda. Ho sempre pensato che la scuola non abbia gli strumenti adatti per formare ogni tipo di personalità e ogni tipo di talento. A scuola siamo tutti uguali, siamo costretti a studiare tutti le stesse materie. Per esempio  quando ero iscritta al liceo classico, non scrivevo, non dipingevo, la scuola non mi dava nessun tipo di spinta creativa.
È stato molto tempo dopo che ho scoperto questa mia vena creativa a tutto tondo. È stato quando mi sono trasferita a Roma per iscrivermi all’università che ho scoperto questa mia passione per la recitazione e per le arti in genere. Viviamo in una società o meglio dire in un sistema che ci omologa che ci deve rendere per forza di cose tutti uguali. Per chi come me ha nel sangue l’arte è difficile vivere o sopravvivere in una società del genere. La mia passione un giorno diventerà anche il mio lavoro.”

“Che ragazza è?”

“Rispondo alla sua domanda con un pezzo tratto da un mio racconto autobiografico in corso d’opera: “In quel suo animo così ribelle, in quei suoi occhi così verdi si respiravano volontà nuove, impercettibili agli animi meno attenti, costanti, durevoli. Intuitiva doveva essere la sua mente, incostante doveva essere il suo pensiero”.

“Concludendo?”

“Concludendo: ringrazio lei per questa intervista, ma soprattutto chi fino ad ora mi ha sostenuto sempre e comunque: il mio amore e la mia famiglia.
Grazie di cuore!”

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