Maria Elena Curzio: “In un momento delicato nella mia vita pensai di realizzare un sogno che avevo da tanto, quello di cucinare!”

LF ha incontrato la chef a domicilio con una forte propensione per le tradizioni e l'utilizzo di cibi semplici, in occasione dell'ITFF, dove parteciperà in veste di giurata. In questa occasione gli allievi della scuola alberghiera della città, cucineranno i piatti tratti dal suo libro "Una cuoca a domicilio".

Gli Italiani stanno sempre più rivalutando i cibi sani, biologici, della tradizione, la dieta Mediterranea. Sono scrupolosi, leggono con attenzione le diciture e la provenienza dei prodotti. Insomma si è alla ricerca del mangiare sano, del ritorno ai cibi di un tempo, quelli della nonna, che facevano tanto ‘famiglia’ e convivialità. Certo, cucinare è divertente, per molti una vera passione, per altri una professione. La cucina, oggi, è diventato un settore molto ambìto, per taluni un vero e proprio business che, talvolta, va a discapito dei clienti. E poi, diciamolo, cucinare è piacevole, io ad esempio, adoro cucinare per gli amici, imbandire la tavola, addobbarla a festa, trasmette calore e trovo sia un modo davvero piacevole di aggregazione, ma quanta fatica dietro, quanto lavoro…!!! La padrona di casa è sempre in perenne corsa tra una portata e l’altra.

C’è chi a questa fatica, seppur piacevole, ha messo un freno, creando una vera e propria Associazione “Cuoche a domicilio”. Artefice di questa grande iniziativa è Maria Elena Curzio che di quello che era il suo grande amore, ha saputo renderne una vera e propria professione, ancora poco nota, ahimè, in Italia. Prendendo spunto dalle antiche tradizioni dei Monzù, parola napoletana dal francese Monsieur (signore), appellativo dato anticamente ai cuochi professionisti (a Palermo ed in Sicilia, erano invece detti Monsù), Maria Elena ha dato vita ad una iniziativa che davvero ‘allevia’ ed aiuta tante persone nell’organizzazione di pranzi e cene. L’associazione offre la propria competenza per pasti tra amici, compleanni, cerimonie, pranzi aziendali…Non si pensa davvero più a nulla. Arrivano le cuoche a domicilio ed il gioco è fatto.

L’entusiasmo, la passione, l’amore sono gli ingredienti di base nell’idea di cucina perfetta per Maria Elena Curzio che è alla continua ricerca della genuinità e dei piatti della tradizione. Ultimamente, attraverso la mia professione, sento sempre più spesso di un ritorno alla genuinità, alla tradizione, al piacere dello stare assieme attorno ad un desco. Per chi, come me, è amante della buona cucina, non può che essere una gioia, una certezza, anche una sicurezza, perchè il mangiar bene non è solo un piacere per il palato o un viaggio in antiche tradizioni, il mangiar bene è anche salute, armonia ed elisir di lunga vita!

Ah….hanno suonato il campanello….non mi resta che aprire la porta, al resto penseranno le cuoche a domicilio!

Buon appetito!

Com’è nata l’idea di cuochi a domicilio?

“L’associazione è nata nel 2010, ma l’idea un po’ prima. Io avevo da sempre la passione per la cucina ma svolgevo tutt’altro lavoro, ero una responsabile amministrativa, cucinavo solo per gli amici. All’età di 38 anni mi diagnosticarono un tumore al seno, risolto tranquillamente, ma in quel momento di difesa ho pensato di dover realizzare un sogno che avevo da tanto, quello di cucinare. Non potendo aprire un ristorante perchè avevo già una famiglia, ho pensato di andare presso alcuni chef stellati per imparare il mestiere. La mia idea era proprio quella di fare la cuoca a domicilio, derivante da un’antica tradizione, quella dei monzù che erano i cuochi dei Re Borbonici, nel Regno delle due Sicilie. Volevo un po’ recuperare quelle che erano le tradizioni e portarle a domicilio. Sono andata a fare i vari stage da questi chef che sono poi diventati anche amici e mi hanno aiutata, ed uno di questi, Gennaro Esposito ha battezzato la nostra associazione. All’inizio eravamo in poche, perchè non avevamo ancora ben chiaro su cosa dovessero fare queste cuoche a domicilio…L’intento è di accogliere, conservare, proporre, raccontare quelle che sono le ricette della tradizione di ogni regione. La cosa importante è che con il tempo abbiamo iniziato ad affiancare i produttori per valorizzare i loro prodotti, conoscere le loro aziende ed i territori. Così è nata l’Associazione. Come dico sempre, la cuoca a domicilio è un lusso, molto abbordabile però, non è un catering ma qualcosa di più, perchè la cuoca a domicilio entra nelle case delle persone e si sostituisce alla padrona di casa che, finalmente, può godersi i suoi ospiti. Noi andiamo qualche tempo prima dell’evento, stabiliamo insieme il menù, e poi al momento dell’evento arriviamo qualche ora prima con la spesa fatta da noi, organizziamo tutto, serviamo a tavola e poi lasciamo tranquillamente la padrona di casa a godersi i suoi ospiti.”

Per quali occasioni cucinate? Solo feste, grandi occasioni o anche cene tra amici?

“Tutto. Noi organizziamo pranzi sia per aziende che vogliano far conoscere un prodotto o fare un pranzo aziendale, o una cena tra amici, un compleanno, una comunione, fino ad una festa importante e a qualunque tipo di evento che le persone vogliano organizzare a casa senza dover cucinare e stancarsi.”

Su che territorio operate?

“Noi siamo in tutto il territorio nazionale, dal nord al sud, isole comprese…e speriamo di crescere sempre di più.”

Lei sarà anche ospite all’ITFF di Civitavecchia, anzi, so che vi occuperete della cena durante la serata inaugurale del 4 Ottobre…

“Io conosco per motivi di lavoro il Direttore Artistico Piero Pacchiarotti, con il quale ci siamo sempre scambiati messaggi su quelli che potevano essere i nostri progetti. In questo contesto si è presentata l’occasione, per me, di essere in giuria perchè la cucina è uno dei mezzi che fanno promuovere un territorio, quindi il turismo…Il turista conosce il territorio anche attraverso la cucina, può fare viaggi enogastronomici attraverso i vari piatti e sapori del territorio…A lui è sembrata un’ottima occasione invitarmi a questo festival, in giuria, per il settore turismo. La mattina del 4 Ottobre, nella scuola alberghiera di Civitavecchia presenterò il mio libro “Una cuoca a domicilio”, che tratta di eventi importanti quali matrimoni, lauree, cene, con uno sguardo al portafoglio, perchè tutto viene fatto con parsimonia, tanto che il sottotitolo del libro è “molta resa poca spesa”. Si cerca quindi di recuperare tutto ciò che si cucina, facendo dei piccoli pensieri anche agli invitati. La scuola alberghiera cucinerà per la serata i piatti del mio libro.”

Quale alimento non deve mai mancare nella sua cucina?

“Quello che non deve mai mancare è innanzitutto la passione, perchè è un ingrediente che molti, spesso, dimenticano, invece è molto importante, perchè quando si mettono passione e fantasia in un piatto, il commensale lo avverte mangiandolo. Chi cucina senza passione non fa arrivare il gusto autentico. E poi un ingrediente che, secondo me, non deve mai mancare è proprio il recupero, la valorizzazione di quelle piccole cose che possono essere anche bucce di patate, e renderle un piatto prezioso…già questo è un ingrediente, rendere una cosa semplice molto sofisticata.”

Come dovrebbe essere una tavola perfetta secondo lei?

“Quello che preferisco e che propongo alle persone è quella di avere sempre una tovaglia bianca ricamata, perchè con il bianco si possono abbinare tutti i tipi di piatti nei colori che si vogliano, l’importante è che il colore venga dato dalle pietanze, dai piatti, dalle persone. Consiglio altresì di non avere troppa pomposità sul piatto e neanche troppi bicchieri e posate proprio per dare una maggiore importanza alla convivialità, a meno che non sia una cena formale. Io in genere prediligo una bella tavola elegantemente semplice con dei centro tavola composti da erbe aromatiche, in modo da rendere protagonista il piatto e non quello che abbiamo sulla tovaglia.”

Lei cucinava anche nel programma TV “A casa di Alice”?

“Si, sono stata ospite del programma televisivo per parecchio tempo. Una bella avventura che si è conclusa con la pubblicazione del mio libro.”

Arrivano degli ospiti all’improvviso a casa sua, cosa cucina?

“La prima cosa che faccio è la pasta, una cosa che mette tutti d’accordo. Le do un mio cavallo di battaglia che è la pasta ‘sette sughi per sette sere’, molto semplice, con una zucchina, una carota, una cipolla, e ci aggiungo quello che mi rimane nel frigo. Quindi una base con l’aggiunta di altro. Non mi perdo mai d’animo!”

Concludendo?

“Io vorrei che si valorizzasse di più il mestiere di cuoca a domicilio, che ancora in Italia è poco noto, mentre all’estero è molto apprezzato. La cuoca a domicilio non è la persona che va a casa e scalda la lasagna, è veramente una persona che è in grado di far viaggiare attraverso i territori nelle tradizioni e quindi dovrebbe essere considerata maggiormente, perchè fa bene sia alla casa, ma anche ai produttori. E’ un lavoro importante anche per chi è in un istituto alberghiero e non volesse o non potesse aprire un ristorante… E’ un’attività, questa, che si inventa tutti i giorni, in continua evoluzione.”

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