Maria Pia Cappello ed Ernesto Lamagna: due artisti che raccontano l’anima attraverso le ‘pagine’ delle loro vite.

LF ha incontrato la Professoressa e lo "scultore degli Angeli" per parlarci dell'ultima fatica della scrittrice, un volume davvero importante, che racchiude alcune tra le opere più significative di Lamagna, analizzate, però, da una diversa angolazione.

Sono da sempre un’estimatrice dell’arte, della bella scrittura, delle menti brillanti, profonde, rare…La conoscenza ed il sapere, inesauribili fonti a cui abbeverarsi, fanno, di coloro che le possiedono, individui fuori dal comune, non convenzionali.

Quest’oggi vi racconto, o meglio, si raccontano, due artisti con cui ho avuto la fortuna di condividere un bel pomeriggio di convivialità, conoscenza, arte…Una, per esserne già mia amica da un po’, la professoressa, nonchè stimata scrittrice, Maria Pia Cappello, e lo scultore di fama internazionale, Ernesto Lamagna. Mi sono entusiasmata, ho gioito e goduto di due personalità dirompenti, trasudanti cultura da tutti i pori.

Giunti nella splendida villa del maestro Lamagna, luogo in cui si respira arte in ogni angolo, ho sentito l’entusiasmo aumentare ogni minuto di più, in quella che ho percepito quasi come una casa-museo. Entrando dal giardino, già si notano le esclusive sculture del maestro, poste all’esterno, come la “Ecce Mater Dulcissima”, “Ed è subito sera”, “Minor Taurus”, meraviglie bronzee che campeggiano in tutto il loro significato….sì, perchè Lamagna, non esegue lavori di fattura banalmente ornamentale, dietro ogni scultura, ogni “colata” vi è un personale frammento di vita, una storia, un dramma, solitudini, emarginazione, degrado fisico o mentale, malattia, vecchiaia…attribuendo, però, a ciascun lavoro, sempre un messaggio di speranza, di rinascita…come un melograno che spaccandosi, muore, ma dona, al contempo, la vita attraverso i propri frutti.

A commentare alcune tra le opere più significative del maestro, c’è l’ingegno sopraffine della professoressa Maria Pia Cappello che con il suo ultimo prezioso volume, dal titolo “Il Volto e l’Anima nelle sculture di Ernesto Lamagna”, SarpiArte Edizioni, traduce sapientemente ogni ruga dell’anima, ogni emozione suscitata, ogni moto del destino con una interpretazione davvero particolareggiata e unica nel suo genere. Non pensiate di leggere un libro che rappresenti il criticismo e la spiegazione scolastica di un’opera d’arte. Quì non incontriamo il critico di arte nel senso stretto del termine….vi leggiamo una descrizione di ciò che la scrittrice ha percepito di ogni singolo capolavoro, abbinato a versi di poeti o pensieri di letterati e filosofi… la professoressa analizza ed interpreta le opere d’arte e le collega alla letteratura ed alla poesia mondiale. Si notano accurata documentazione, profonda intuizione e sensibilità verso le singole opere d’arte dello scultore Lamagna…incontriamo così Cesare Pavese, Ungaretti, piuttosto che Oscar Wilde o Umberto Saba, Honorè De Balzac, Aristotele, Von Humboldt e Sigmund Freud, per citarne alcuni. Oltre a dover possedere un’estrema conoscenza personale e culturale, associate ad un grandissimo acume, la professoressa Cappello, ne risulta un’autrice del tutto originale, squisitamente unica ed irripetibile. Del resto anche in “Amore e Pace”, ispirandosi alla vita della sorella alla quale il libro è dedicato, l’autrice narrava, in uno stile nuovo, che si avvicina agli scrittori James Joyce e Virginia Woolf, la vita ed i periodi storici che vanno dalla Guerra mondiale fino al Duemila, di un piccolo paese della provincia di Frosinone.

“Il Volto e l’Anima nelle sculture di Ernesto Lamagna” è un libro spirituale, meditativo, ricco di sentimenti che catturano e avvolgono il lettore facendogli scoprire e toccare con mano con sorprendente realismo e spiritualità, le sculture che si vanno via via delineando.

La cultura è essenziale e, nel nostro caso, anche appagante….Sfogliare le pagine di questo libro, significa immergersi totalmente in una fonte di pensiero, raffinata e particolareggiata.

Dopo il successo editoriale che ha avuto l’inserimento del libro nel famoso “Moma” di New York e nel prestigioso Museo dell’Ontario (AGO) il libro verrà presentato a Roma il 12 Maggio ai Dioscuri al Quirinale. Partecipazione solo per inviti ufficiali.

Raccontateci un po’ di come vi siete conosciuti e com’è iniziato questo percorso artistico…

Maria Pia Cappello: “Noi ci siamo conosciuti per caso, un giorno, a casa di un caro amico comune, Ennio Calabria. In quel periodo dovevo recarmi a Toronto per presentare i miei due libri “Tratti poetici” e “La poesia nell’arte”, quando lo raccontai ad Ernesto, mi disse: “A Toronto c’è una mia opera!” Così una volta arrivata a Toronto, presentai i miei libri e poi andai a vederla. Giunta davanti alla chiesa dove si trovava l’opera di Ernesto, iniziai a salire i gradini e mi trovai questa porta bronzea davanti. Non ricordo neppure per quanto tempo rimasi lì davanti, ferma, rapita da questa immagine. Su questa porta è raffigurato l’Arcangelo Michele che tiene in mano una spada…sotto c’è il demone che sta sprofondando negli inferi e cerca di aggrapparsi, senza riuscirci… si vede, inoltre, una bilancia che simboleggia il bene ed il male…come detto, rimasi stupita, ma la cosa che mi fece ancor di più emozionare fu l’espressione dell’arcangelo, perchè è triste e vittorioso allo stesso tempo. In lui c’è l’umanità, il mondo, forse non vuole vedere tutte le cose che accadono su questa terra, è anche vittorioso però, perchè attraverso la spada riesce a dividere il bene dal male, a vincere.”

Ernesto Lamagna: “Sì, questa scultura rappresenta la lotta di secoli, tra il bene ed il male. E’ una porta in bronzo che mi è stata commissionata. Ci sono anche altre mie opere a Toronto, un battistero, un altro angelo all’esterno di un’altra chiesa, e varie che si trovano nelle case di privati.”

Cosa è accaduto dopo?

Maria Pia Cappello: “Tornata in Italia, contattai Ernesto Lamagna e gli dissi che avevo apprezzato la sua opera e volevo scriverne un libro.”

Ernesto Lamagna: “Veramente io, sulle prime, non la presi molto sul serio…Ogni tanto, poi, capitava di incontrarsi, e Maria Pia mi ribadiva sempre questa idea.”

Che, come vediamo, è divenuta realtà.

Maria pia Cappello: “Infatti. Ad un certo punto della mia lavorazione al libro, chiesi ad Ernesto di poter venire a casa sua, e quì lui mi dette dei libri. Su questi libri c’è un’immagine molto importante e significativa per la mia vita, “Ecce Mater Dulcissima” in cui si vede la mamma di Ernesto, attraverso la quale ho visto anche la mia, su una sedia a rotelle…Quando ho iniziato a scrivere questo libro, ti confesso, ho sofferto non poco, sia per “La ruota della vittoria”, che per “Ecce Mater Dulcissima”, perchè in quest’opera è come se vi fosse racchiusa anche mia mdre, vissuta per 16 anni sulla sedia a rotelle, quindi ha evocato un grande dolore, come se scrivessi anche per lei. Quando inviai il testo ad Ernesto, mi telefonò subito dicendomi che lo avevo commosso e che il saggio gli era piaciuto molto. Un’altra opera di cui tratto nel libro è “Il vecchio acrobata pazzo”, anche quì ne ho percepito tutto il pathos! Simboleggia il diverso, l’emarginato, la prostituta, gli ultimi, la vecchiaia e l’incapacità dell’uomo di accettarla, cosa difficile davvero. “Questo acrobata pazzo che ingrassa, perchè, invecchiando, ha paura che gli portino via i suoi giocattoli…”- interviene Lamanna– “la maschera del volto di una giovane donna, la macchina sportiva, un telefonino, lui, se li stringe al petto, perchè ha il terrore di perderli. E’ difficile invecchiare! Io ho 73 anni e ti posso assicurare che non è facile invecchiare…mi sembra ieri quando ero giovane, ed ora mi ritrovo già settantenne.”

Ernesto Lamagna: “Ti chiederai il motivo per il quale realizzai questa scultura: fu il Vaticano ad organizzare una mostra per i 25 anni di pontificato di Giovanni Paolo II, all’interno del Pantheon. Eravamo 25 artisti per i 25 anni di pontificato…tra questi 25, non dimentichiamolo, c’erano Picasso, Manzù, Dalì, e tra questi, anche io. C’era un tema fisso da rispettare però. Dato che Giovanni Paolo II, nello stemma, aveva la M di Maria, la madre, il tema, obbligatoriamente, doveva essere quello di Maria, ed io non sapevo cosa fare, non avendo mai rappresentato la Madonna. Da poco avevo perso mia madre, dopo 9 anni di malattia, lei si era spenta già da tempo anche mentalmente, perchè si ammalò di Alzheimer, una malattia tremenda, e si era ridotta su questa sedia a rotelle, indifesa come una bambina, bisognosa di tutto…Inutile dirti che, per me, quei 9 anni di malattia di mia madre, che ho affrontato anche grazie all’aiuto di mia moglie, sono stati anni che mi hanno devastato, tant’è che mia madre l’ho rappresentata, con in mano una maschera che per metà rappresenta il mio volto, e per metà è già un teschio. Questo dolore immenso, la malattia, la morte di mia madre, è stata in parte anche la mia morte…! Ai suoi piedi ho collocato un melograno spaccato che indica fertilità e donazione totale. Il melograno, nel momento più bello della sua vita, quando è maturo, si spacca e “muore”, donando mille semi come mille gocce di sangue, ma ogni goccia è vita. Come avrai capito, io non faccio sculture per arredare la casa, non mi interessa…l’arte non è dozzinale, è un’altra cosa, l’arte è quella di Michelangelo, di Caravaggio, nelle cui opere c’è il sangue. Questa è arte! Dicono che le mie sculture sono un pugno allo stomaco, non concordo, sono frammenti di vita, di anima, questo dovrebbe sempre esserci nella autentica arte! L’artista deve parlare con le sue opere.”

Come si può definire quindi questo libro…a 4 mani?

Maria Pia Cappello: “No assolutamente. Nel mio libro troverai il mio pensiero sulle opere di Ernesto di cui tratto, collegandole ai versi poetici, ai filosofi, il mio libro è completamente diverso da tutto ciò che oggi ti ha raccontato Ernesto. Ad esempio “Ecce Mater Dulcissima” l’ho collegata ad Ungaretti, a Saba, a Quasimodo…oppure “Il vecchio acrobata pazzo” l’ho collegato a Shakespeare che diceva che “Il mondo è pieno di follia”, non il solito trattato quindi. Il libro l’ho presentato a Toronto e poi a New York al “Moma”, e l’ho lasciato lì prima di partire….in seguito mi hanno scritto dal museo in Ontario dicendomi che era stato messo in un data base del museo dove resterà in eterno. Al Moma, invece, è stato preso, analizzato e conservato lì. Tengo a dire che il libro è stato tradotto da me in inglese, nessuno ci ha messo mano, l’Editore Luigi Sarpi ha creduto in me e lo ha stampato. Inoltre a Toronto è in tutte le librerie. Io considero, questo, un grande successo, perchè avere un libro al “Moma” non è semplice, quindi premia me, lo scultore e l’Editore, oltre che l’Italia intera.”

Ernesto Lamagna: “Quello che lei fa, scrivendo di arte, soprattutto in questo libro, sono moltissimi riferimenti alla poesia, alla letteratura…quando si accosta ad una mia opera, ad una mia scultura, lei inizia ad analizzarla non nel classico modo dello storico dell’arte, perchè Maria Pia non è ‘sic et simpliciter’ una storica d’arte, lei scrive con anima, con poesia, quindi i suoi riferimenti sono al poeta, allo scrittore…analizza l’opera dal punto di vista artistico come critico.”

Il libro verrà anche presentato a Roma?

Maria Pia Cappello:”Sì, dopo il successo del Canada, verrà presentato a Roma, il 12 Maggio prossimo, al Teatro dei Dioscuri, solo per invito, tengo a sottolinearlo, e sarà presentato dallo scienziato e scrittore Enrico Malizia, dal poeta Angelo Sagnelli e dal maestro Ennio Calabria che prestissimo farà una grande mostra personale a Palazzo Cipolla a Via del Corso.”

Progetti futuri?

Maria Pia Cappello: “Io sto fondando una nuova corrente artistca di cui fa parte anche il maestro Ernesto Lamagna. Una cosa importante per l’Italia, perchè andrà anche all’estero. Per il momento non posso aggiungere altro, ma per il 12 si saprà.”

Ernesto Lamagna: “Sto studiando il disegno di un Sant’Ignazio, perchè io ho realizzato l’urna che si trova nella Chiesa del Gesù, contenente le reliquie del Santo, posta proprio davanti all’altare centrale. Per me questa è una cosa prestigiosa, dato che la Chiesa del Gesù è la chiesa madre per tutti i Gesuiti del mondo. Quest’urna è stata presentata ufficialmente in collaborazione con l’Osservatorio romano. Con l’ex rettore, che è stato nominato vescovo ausiliario di Roma, stiamo studiando l’idea di mettere al centro una grande statua di Sant’Ignazio.”

Concludendo?

Maria Pia Cappello: “Spesso mi sono chiesta il motivo per il quale questo libro è divenuto così importante ed ha avuto tanto successo…Secondo me perchè sono penetrata oltre i graffi, oltre i solchi, oltre le rughe delle sculture ed ho capito l’anima dello scultore ed il messaggio che voleva dare…Sono entrata nell’anima dei personaggi stessi… sarà per questo che tutte le persone lo hanno letto per intero, cosa molto difficile in genere…Ci ho messo grande passione, ritengo che con questa, si arrivi al successo.”

Ernesto Lamagna: “Io vorrei concludere dicendo che le mie opere non sono opere gratuite, il libro di Maria Pia non è un libro gratuito, se eseguo un’opera è perchè ho necessità di farla, lei ha scritto questo libro non per scrivere un libro qualsiasi, ma spinta dal sentimento di scriverlo. Ricordiamo di nuovo l’Editore, Luigi Sarpi, un gentiluomo di una volta, un uomo perbene che sembra uscito da un libro dell’ 800.”

Anche il Dottor Luigi Sarpi, l’Editore, ha voluto spendere due parole: “Un grazie a Maria Pia Cappello che è una critica d’arte innovativa che ha scritto un bellissimo libro. Un grazie allo straordinario artista Ernesto Lamagna, e chi vive a Roma può recarsi benissimo alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli a Piazza Esedra, al CNR a Piazzale Aldo Moro, davanti all’ingresso dell’ospedale Sant’Andrea, dove sono esposte alcune delle sue opere, e ancora a Toronto, a Sidney, a Hong Kong, a Houston…”


Maria Pia Cappello, nata a Santopadre (FR) dall’età di 19 anni risiede e lavora a Roma.

Ha recensito importanti pittori e scultori sia italiani che stranieri. Molti pittori e scultori sono presenti in Wikepedia. I suoi saggi critici sono stati pubblicati su Wikepedia.

Ha presentato numerose mostre di pittura d’arte. Ha scritto articoli d’arte su quotidiani e riveste d’arte. Nel 2016 ha presentato presso il Complesso dei Dioscuri del Quirinale, Roma, il libro ”La poesia nell’arte” edito dalla Sarpi Arte Edizioni in cui ha scritto saggi critici su Carlo Levi, Dan Baldwin, Peter Blake, Gianpaolo Berto, Ennio Calabria, Salvatore D’Addario, Athos Faccincani, Ezio Farinelli, Christian Furr,  Jerry Harris, Alessandro Kokocinski,  Nino La Barbera, Antonio Nunziante, Antonio Scuccimarra, Sandro Trotti. Nel 2015 ha pubblicato il libro “Tratti poetici” edito dalla Sarpi Arte Edizioni in cui ha scritto 18 saggi critici su noti scultori e artisti italiani e stranieri. Il libro è stato presentato presso Palazzo Ferrajoli, Piazza Colonna, Roma. I libri sono stati presentati a Roma, Venezia, Londra, Toronto, Washington, New York.

Ha ricevuto importanti premi, tra cui la Medaglia della Corte Federale degli Stati Uniti, la targa della Ontario Federation di Toronto.


Ernesto Lamagna, detto lo Scultore degli angeli, si è formato all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Suo è l’Angelo della pace, posto nell’atrio della sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche, a Roma. La chiesa dello Spirito Santo, a Torremaggiore (Foggia), ospita opere scultoree di Ernesto Lamagna. Egli ha anche realizzato la statua di San Benedetto il Moro, che si trova a San Fratello (Messina) e la scultura Angelo del terzo Millennio, che è a Barletta. Ha scolpito un Angelo della Luce, per la Basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma, in occasione del Giubileo 2000. La figura in bronzo è sospesa su lastre di rame saldate e illuminata da cristalli grezzi Swarovski. I suoi Angeli degli Artisti, per la Chiesa degli Artisti a Roma, sono in tecnica mista, in volo su lastre di ferro e di rame. Negli anni novanta Ernesto Lamagna ha realizzato i due portali per accedere alla Basilica di Santa Maria della Vittoria, cattedrale di San Vito dei Normanni. Ha scolpito anche i tre portali di bronzo del complesso del Santuario di Nostra Signora di Bonaria a Cagliari; del 1975 è la sua porta, per la chiesa parrocchiale Santa Maria della Libera e San Sebastiano, nel Comune di San Severo (Foggia). Sua opera è anche la Porta della vita, in bronzo, per il santuario Mariano di Rodi Garganico; sue le porte dell’oratorio di San Filippo Neri di Molfetta. Per la Basilica di San Pietro Apostolo a Cerignola (Bari) Ernesto Lamagna ha ideato una serie di vetrate con Storie della vita di Cristo, nei toni fondamentali del blu, del turchese e dell’azzurro, con tocchi di verde e di arancio. Nella chiesa dello Spirito Santo a Torremaggiore (Foggia) sono sue la vetrata centrale e quella della cappella del Santissimo, realizzate con inserimento di vetri soffiati a Murano. Nel 1992, per il Comune di Roma, ha realizzato la medaglia commemorativa del Natale di Roma, che è stata tirata in oro, in argento e in bronzo. Ha scolpito il Martello e la Croce Processionale per il Giubileo del 2000, oggetti sacri che ora sono conservati nel Tesoro dei Musei Vaticani.

Ho scolpito i busti in bronzo di Eduardo De Filippo, del Cardinale Silvio Oddi, dello scienziato Antonio Zichichi, dello scultore Emilio Greco. Nel 2003 ha esposto la scultura Ecce mater Dulcissima, alla mostra, aperta nel Pantheon, per celebrare i venticinque anni di pontificato di Giovanni Paolo II. Espose alla mostra De humanitate, al Parlamento Europeo di Bruxelles e nel 2007 espose a Roma, a Palazzo Venezia, la scultura Vecchio acrobata pazzo, nel contesto della collettiva “Arte, Genio e Follia. Il giorno e la notte dell’artista”, curata da Vittorio Sgarbi.

Accolto come accademico, nella Classe degli Scultori, tra i Virtuosi al Pantheon, ne ha coperto la carica di segretario, dal 1998 al 2003.

 

 

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