Maria Rosaria Omaggio: una vita dedicata ai valori.

LF ha incontrato l'attrice romana, raffinatamente colta, in occasione dell'imminente uscita del film "Ninna Nanna", una storia dalle emozioni contrastanti e profonde.

Maria Rosaria Omaggio è una tra le nostre più grandi interpreti di teatro, cinema e cultura in genere. Colta, raffinata, fascino da vendere, intensi occhi scuri e voce profonda, la contraddistinguono da sempre. L’attrice romana dallo spiccato pathos recitativo, non a caso, ha interpretato spesso donne forti, sia sul palco che al cinema, rendendo grandi emozioni nell’intero recital, come con Fedra, Medea, o Oriana Fallaci, la giornalista italiana famosa in tutto il mondo per le sue interviste scomode, coraggiose e profetiche al tempo stesso, con la quale stupisce la notevole somiglianza nel film “Walesa”, di Andrzej Wajda, sulla vita del fondatore di Solidarnosc ed ex presidente della Polonia!

Gli amici la chiamano MaRò, un po’ Maria e un po’ Rosaria. Forte, volitiva, a stare ferma proprio non riesce! Infatti pratica da anni l’arte marziale cinese del TaiJi.

L’incontro con Madre Teresa Di Calcutta è stato fondamentale per lei! Forse proprio da questo sarà nato il suo impegno a favore dei bambini più poveri e martoriati del mondo che la vede anche Ambasciatrice UNICEF. Perchè le cose si attuano sul campo, realizzando qualcosa di concreto, di palpabile!

È da sempre tifosa di calcio e sostiene la Roma. Se, durante una replica teatrale, di Sabato sera o pomeridiana domenicale, notate che si avvicina più volte alle quinte, forse non è perché lo prescrive la regia, ma… per sapere cosa fa la sua squadra! L’UTR, ovvero l’Unione Tifosi Romanisti, le ha conferito nel 2000, in occasione dello scudetto, il diploma di TIFOSO D.O.C. e dal 2006 è Cavaliere della A.S.Roma. Da allora commenta regolarmente le partite sull’edizione romana del quotidiano La Repubblica.

LF ha incontrato Maria Rosaria Omaggio in occasione dell’uscita del film “Ninna Nanna”, di Dario Germani e Enzo Russo, che la vede nel ruolo di Anita, la madre della protagonista. Tripudio di emozioni contrastanti e profonde, vissute da una donna come tante, la cui vita cambia inesorabilmente, dopo la nascita della figlia, quando si vede investita di nuove e tante responsabilità, in grado di sconvolgere il suo equilibrio.

Maria Rosaria…ci parli di questo ruolo nel film “Ninna nanna”.

“Due registi entusiasti come Dario Germani ed Enzo Russo e Francesca Inaudi, una collega determinata e volitiva con la quale avevo già lavorato, mi hanno fatto accettare subito di interpretare il ruolo della mamma di Anita. L’arrivo di questo personaggio, quando già è ben chiara la sua influenza sui comportamenti della figlia, è un cameo determinante per il finale. La sensibilità femminile, ma anche la dipendenza da certi schemi sono il cuore del racconto.”

Lei è davvero un’artista poliedrica…ha al suo attivo successi a non finire…ma a quando risale il suo esordio?
“Nel cinema appena diciassettenne con Thomas Milian e contemporaneamente con due film diventati cult, per lo straordinario successo: ‘Squadra antiscippo’ e ‘Roma a mano armata’. Hanno determinato entrambi la produzione di una serie di pellicole di genere che continua ad appassionare molti. Sono regolarmente messi in onda in tv con incredibili ascolti.”

Quali sono stati i suoi maestri?
“Tutti coloro con i quali ho lavorato e da ognuno ho ricevuto un pezzetto di esperienza che ha costituito la mia formazione. Da grandi autori come Luigi Magni fino al più recente set col premio Oscar polacco Andrzej  Wajda, dall’arte scenica di Mario Scaccia alle tecniche di presenza in un “empty space” di Peter Brook, dal rigore di un melologo con José Carreras ai suoni onomatopeici del futurismo, dalle parole di grandi penne come Calvino, Marquez e Fallaci che ho portato in scena, dal teleromanzo ‘Racconti fantastici’ da Edgar Allan Poe di Daniele D’Anza con Vittorio Mezzogiorno a Edera, la prima fiction di lunga serialità e primo prodotto televisivo della storica Titanus fino alla mega serie spagnola “La sonata del silencio” che andrá in onda anche qui in Italia nella prossima stagione tv… ognuna di queste esperienze costituisce un tassello del mio know how.” 

Lei è anche ambasciatrice UNICEF…
“È un onere e un onore per me e la mia più profonda espressione femminile di maternità. Ho sempre dichiarato che è inutile lamentarsi soltanto di come va il mondo. Occuparsi dei bambini significa costruire una nuova realtà, perché sono gli adulti di domani.”  

La beneficenza va fatta ‘in silenzio’ a suo parere?
“Dipende: talvolta l’esempio di un personaggio pubblico è utile. Basti pensare alla grande opera di solidarietà che ha creato una reazione a catena di iniziative importanti come quelle realizzate dalla fondazione di Bill Gates o, per restare tra i Goodwill Ambassador di UNICEF, la straordinaria generosità di Francesco Totti.”  

C’è qualcosa a cui ha dovuto rinunciare iniziando così giovane la sua carriera?
“Sicuramente la spensieratezza e l’euforia dell’adolescenza, ma è dipeso anche e soprattutto dall’aver perso molto, troppo presto i miei genitori. La famiglia è un supporto fondamentale e lo si apprezza sempre tardi.” 

Ha scritto anche libri, tra cui alcuni dedicati alla cristalloterapia…Quali benefici ha riscontrato?
“Sono una seria e appassionata studiosa di antropologia culturale e sia “L’energia trasparente” sulle proprietà di pietre e metalli, che “Il linguaggio dei gioielli” sulla storia dell’ornamento, costituiscono la mia risposta ad una dilagante faciloneria new age. Come dire che è vero che la Natura ci è madre, ma non basta tenere la camomilla in dispensa per essere calmi. Bisogna imparare a conoscerla, a rispettarla per apprendere come usare le virtù che ci offre. Ho quasi pronto l’aggiornamento di questi testi e a breve saranno in libreria.”

Un libro da tenere sul comodino?
“Ognuno nella vita trova il suo “cavallo” da comodino. Per me è “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” di Ouspensky dedicato alla sua esperienza nella scuola di Gurdjeff.” 

A che punto è della sua vita?
“Sto entrando nel  “terzo trimestre” e più che mai devo applicarmi per essere promossa!” 

Come si definirebbe?
“Una donna che dedica la vita ad imparare a diventare un essere umano.”

Ha un aneddoto da raccontarci?
“Tanti, ma per ora mi limito ad appuntarli su un taccuino. Quando verrò colta dalla “sindrome di Gloria Swanson” magari diventeranno un libro.” 

Progetti futuri?
“Sto preparando per il Narnia Festival con International Vocal Arts di New York,  dopo la magnifica esperienza dello scorso anno con Le nozze di Figaro in Mozart, la regia di “Suor Angelica e Gianni Schicchi” di Giacomo Puccini. In scena a Narni il 28 e 29 luglio.”

Concludendo…?
“Quest’inverno ci vediamo in teatro con “Le parole di Oriana” e “Il fronte delle donne”, in libreria con “Il linguaggio di pietre e metalli”, in tv con la fiction “La sonata del silenzio” e al cinema con “Anche senza di te”. Per ora…correte a vedere “Ninna nanna”e buona estate a tutti.”

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