Mariana Veintimilla, la stilista dell’anima.

"Il mio stile? Semplice, elegante ma con un tocco di originalità."

E’ una grande stilista, eppure Mariana Veintimilla è rimasta una donna semplice, umile e con i piedi piantati a terra. Presidentessa dell’Associazione Casa della Moda Multiculturale Milanese e donna molto impegnata nel Sociale, ha comunque trovato il tempo di essere gradita ospite del salotto di “Ritratti di donna”, programma che va in onda su Radio Senise Centrale il Giovedì pomeriggio alle 17 e 35.

 Mariana, ci vuoi raccontare come e quando sei diventata stilista?

“All’età più o meno di 13 anni ho cominciato le mie prime cuciture, quindi molto presto, ma non posso dire che fosse già quella, allora, la mia passione. Sai, io provengo da una famiglia molto numerosa: siamo 12 tra sorelle e fratelli, in particolare siamo 7 sorelle e 5 fratelli, pertanto dopo la scuola primaria dovevamo cominciare a imparare un mestiere. Mi ricordo che la mia sorella più grande, Marta, aveva un atelier e io andavo da lei proprio per imparare il suo mestiere. Certo, per me è stato molto difficile, perché per imparare ho dovuto fare dei sacrifici, e allora ero ancora una bambina, ma il tempo mi ha fatto amare questo lavoro, perché quella che sento è una passione, un amore vero. A 15 anni ho cominciato a vestire le bambole di mia nipote, perché mia sorella era già mamma e aveva una bambina che aveva come giocattoli delle bambole grandi: io le vestivo facendo gonnelline e top, servendomi delle stoffe di scarto che trovavo nell’atelier. Così ho cominciato piano piano ad amare questa arte, perché credo che la Moda sia un’arte.”

Una bellissima arte sicuramente. Ma tu quando hai capito quale fosse il tuo stile?

“In Ecuador avevo creato il mio primo atelier e facevo vestiti su misura per i clienti, quindi dovevo fare esattamente quello che mi veniva richiesto. Capisci bene che allora non si poteva capire chiaramente quale fosse il mio stile. Poi sono diventata mamma e per un problema legato al mio Paese natale sono dovuta immigrare in Italia che è stata, invece, la mia fortuna, perché ho incontrato e trovato il mondo della Moda. È stato un viaggio insperato perché francamente non pensavo che sarei andata direttamente a Milano che era, ed è tuttora, la capitale della Moda! Sai, io volevo solamente trovare un lavoro che mi permettesse di sfamare le mie figlie che studiavano in una scuola privata. Credimi, era davvero difficile andare avanti economicamente! Sono arrivata in Italia il 7 Giugno 1999 e non ho pensato in quel momento di potermi dedicare seriamente alla Moda anche se avevo già lavorato e fatto esperienza in Ecuador in quel settore. In pratica pensavo che sarei andata anche a fare la babysitter o altri lavori più tradizionali. Ma, per fortuna, sono capitata in una casa dove mi ha ricevuta una mia amica alla cui sorella ho confezionato il vestito da sposa. Vedendo  la mia bravura, ha pensato di trovarmi un lavoro che fosse inerente ad essa, sebbene io le avessi chiesto di trovarmene uno qualsiasi, ma lei ha insistito perché continuassi su quella strada e trovassi un lavoro inerente alla sartoria e alla Moda. Io non ci credevo in questa possibilità, ma mi ha fatto molto piacere l’aiuto che mi ha dato. Inoltre mi ha aperto le porte della Moda credendo nella mia capacità. Mi hanno contattato molti laboratori per fare la prova ma lei per prima cosa ha anche guardato se il posto e il ruolo proposti fossero giusti per me. A pensarci sono ancora emozionata, anche adesso che lo sto raccontando, con la mente ritorno al momento in cui ho sostenuto il mio primo colloquio di lavoro. Ho lavorato per due anni e mezzo come dipendente per Fabio Tincati, poi mi sono messa in proprio e in quel frangente ho avuto la scintilla di pensare di fare e creare qualcosa che definisse il mio stile. Insomma, volevo lavorare e creare per me! Ma era molto difficile, non ero molto sicura ma ho trovato un’altra persona che mi ha sostenuto, abbiamo aperto un’attività che mi ha consentito di lavorare anche a Milano centro, trovando delle signore che hanno apprezzato il mio stile. E’ piaciuto quello che creavo! Prima avevo sempre cercato io di adattarmi e di venire incontro ai gusti dei miei clienti. In pratica volevano un vestito bello ma non ridondante, semplice ed elegante, non essendo abituate alla ridondanza degli abiti latini. E per rispondere in maniera più precisa alla tua domanda, cara Laura, sai che dico? Che posso definire il mio stile, semplice, elegante ma con un tocco di originalità.”

Uno stile e una passione che ti hanno permesso di diventare presidentessa di un’ importante Associazione… Ce ne vuoi parlare?

“Sono diventata presidentessa dell’Associazione Casa della Moda Multiculturale Milanese, dico orgogliosamente milanese, perché Milano è la città dove ho iniziato a creare i miei abiti e la mia arte. Ho creato questa Associazione perché ho sofferto tanto per arrivare a capire cosa volesse dire vestire una donna milanese. Volevo seminare questa mia conoscenza e l’unico modo per farlo era creare appunto un’associazione dove poter condividere tutta la mia esperienza con chi vuole imparare senza dover fare tutta la fatica che ho fatto io.”

Questo è legato al settore della Moda, però hai anche un ruolo importante, sempre come presidentessa, nel Sociale…  Ci racconti di che cosa si tratta?

“Sono presidentessa della Commissione Interamericana dei Diritti Umani, un impegno e un ruolo che mi riempiono il cuore di immensa gioia. La prima cosa che ho fatto appena nominata è stato un viaggio in Siria, dove ho incontrato una bambina che non vedevo da due anni che era mia figlia. E spero di riuscire a far arrivare questo incarico anche negli altri Paesi dove se ne senta il bisogno.”

Mariana è stato un piacere ed una bellissima intervista! Complimenti per le tue creazioni, per quello che fai, per le bellissime cose che ci hai raccontato e per come ce le hai raccontate.

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