Marianela Nuñez e Vadim Muntagirov in “La bella addormentata” pas de deux, III atto.

I due artisti, tra i più grandi danzatori al mondo, si sono esibiti in occasione de "Les Étoiles, Gala Internazionale di Danza" a cura di Daniele Cipriani, andato in scena a Roma il 24, 25 e 26 Gennaio 2020 presso l'Auditorium Parco della Musica.

Felpatamente, “in volo e sulle punte” secondo il celebre motto di questo gala, si sono approcciate le stelle del balletto, protagoniste di “Les Ètoiles Gala Internazionale di Danza”, a cura di Daniele Cipriani, il gala di danza più atteso della capitale. La loro grande marcia è infatti sì è diretta all’Auditorium Parco della Musica di Roma dove i fuoriclasse della danza internazionale sono stati in scena alla Sala S. Cecilia il 24 e 25 Gennaio (ore 21) e il 26 Gennaio 2020 (ore 17).

Spettatori provenienti da tutta Italia e dall’estero che, in alcuni casi, hanno prenotato con addirittura un anno di anticipo, sono la riprova che il gala di Daniele Cipriani sia ormai uno spettacolo cult: non sorprende quindi che l’attesa tra gli appassionati di Les Ètoiles, sia stata davvero (è il caso di dirlo)… alle stelle!

Si dice che con il passare delle epoche, via via che si va allargando lo stato di coscienza dell’essere umano, si allarghi anche l’universo: innegabile che, in parallelo alle esplorazioni del subconscio da parte dei padri della psicanalisi nel 20° secolo, sono avvenute scoperte di nuovi pianeti e stelle da parte degli astronomi. In questa 9a edizione di Les Ètoiles (poichè alle cinque precedenti edizioni romane si devono aggiungere quelle di Venezia, Cagliari e Ravenna, ricordandosi che la 10a edizione si terrà al Comunale di Bologna il 4 ed il 5 Marzo 2020), anche il firmamento stellato di Daniele Cipriani si espande ulteriormente: è aumentato il numero delle stelle che hanno danzato e sono aumentate anche il numero delle serate, portate eccezionalmente a tre.

La portabandiera dell’armata danzante è stata la popolarissima ballerina argentina, ormai simbolo de Les Ètoiles per numero di presenze in campo, Marianela Nuñez che ha avuto accanto il russo Vadim Muntagirov, danseur noble dei più puri (detto “Vadream” perchè considerato il partner del sogno dalle ballerine del Royal Ballet di Londra, compagnia da cui sia lui che la Nuñez provengono); hanno interpretato passi a due del repertorio classico (La Bayadère e Bella Addormentata).

Già da questo si evince che una delle caratteristiche che rende Les Ètoiles così diverso da altri gala di danza è proprio la scelta del programma, che spazia dai classici di repertorio di Petipa, conditi di fouettés, grands jetés ed altri virtuosismi mozzafiato, a brani firmati da grandi nomi della coreografia del 20° secolo o da coreografi contemporanei di punta.

“È naturale, parlando di Les Ètoiles”, ha detto Daniele Cipriani, “accennare all’internazionalità dell’evento, visti i molteplici paesi di provenienza degli artisti (ballerini, coreografi, compositori), e sottolineare la sua universalità, dovuta al linguaggio tersicoreo che li riunisce tutti sotto un’unica bandiera. Lo faccio tutti gli anni, e lo voglio fare ancora. Ultimamente, mi è capitato di ripensare all’ultimo quadro, quello più celebre, del Ballo Excelsior (balletto ottocentesco italiano che fece furore in tutto il mondo) dove si vede una “Marcia delle Nazioni” in un tripudio di bandiere svettanti da tutto il mondo. È l’apoteosi della Pace, il trionfo della Concordia, con tutte le nazioni che si salutano sorelle. Mi piace pensare che il gala Les Ètoiles sia l’”attualizzazione” – cioè, la loro applicazione in un contesto moderno – degli ideali che furono alla base di Excelsior e ne diventarono i personaggi, con i nomi di Luce, Civiltà, Progresso, Fratellanza, Amore. Ne Les Ètoiles, gli stessi ideali sono alla base dell’intero ed ambizioso progetto, in veste attuale, ma con lo stesso ottimismo.”

Paola Sarto

Foto: Massimo Danza

 

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