Marianna Adamo: “Spero di portare al pubblico le mie emozioni e farlo sognare con me!”

La giovane attrice e regista, un vulcano di idee ed entusiasmo, ci ha raccontato tanti suoi progetti, lavori realizzati...un frammento della sua vita!

Volto scanzonato, vivace, birichino, sorridente, entusiastico, con quel suo capello corto a darle un’aria grintosa! Esile e “delicata” a guardarsi, non ti aspetteresti mai la determinazione che sprigiona da tutti i suoi pori. Parlando con lei si comprende immediatamente che ha le idee ben chiare, sa cosa vuole e come ottenerlo, una positività incrollabile e tante aspettative per il futuro, come giusto che sia! Lei ne ha già ottenuti parecchi di riconoscimenti! Ha vinto al Los Angeles Film Fest il premio dell’audience, ha ricevuto una menzione particolare come miglior attrice al Festival di Barcellona ed ha realizzato, da poco, un importante cortometraggio “Alters-I giochi della mente” in cui si tratta la malattia mentale. Il sogno: realizzarne un film! Credo che i numeri ci siano tutti per questa giovane ragazza partenopea…ha tutte le “carte in regola”, possiede la creatività, l’originalità, l’estro e la genialità per arrivare lontano.

Raccontaci un po’ di te…

“Sono attrice e regista. Ho realizzato da poco un cortometraggio dal titolo “Alters” che sta facendo il giro dei festival e sta andando bene. Nasce da tanto, questa passione, praticamente, da quando sono nata. Ho iniziato a studiare teatro e poi mi sono trasferita a Roma, per approfondire gli studi. Sto cercando di realizzare tutto piano piano. Abbiamo vinto vari festival con lo sceneggiatore Giuseppe Gavazzi, il compositore delle musiche originali Luigi D’Arienzo…”Alters” sta facendo un bel giro. Vorremmo anche cercare di sviluppare la sceneggiatura per realizzare magari un film!”

Mi sembra che hai anche vinto un Festival con questo corto…?

“Abbiamo vinto al Los Angeles Film Fest il premio dell’ audience! Siamo molto contenti, perchè si sa, il pubblico è la giuria più difficile da convincere! Essere portati alla vittoria dal pubblico, ci ha fatto particolarmente piacere. Abbiamo poi partecipato al Festival di Barcellona in cui io ho avuto una menzione speciale come miglior attrice. Abbiamo partecipato alla giornata dei nuovi talenti a Vico Equense, al Social Award Film Festival. Questo è un festival che ci ha fatto particolarmente piacere, perchè ci ha dato modo di presentarci al mercato dei produttori e dei distributori. Saremo a Napoli, in finale, il 28 Settembre alle 16.00, con il nostro corto, e stiamo concorrendo anche ad altri festival. Bei traguardi comunque!”

Che tipo di esperienze sono state quelle negli Stati Uniti ed in Spagna?

“Sono state esperienze particolari, perchè mi sono confrontata con registi ed attori di culture totalmente diverse, e per me, come regista, è stata la prima volta in assoluto. E’ importante il confronto tra culture! Convincere un pubblico mondiale è una cosa particolarmente soddisfacente. Mi sono guardata i cortometraggi realizzati dai miei colleghi che sono stati bravissimi…hanno realizzato film d’ animazione, a sfondo sociale, un’ esperienza costruttiva che mi ha dato modo di imparare moltissimo e vincere è stato, chiaramente, fondamentale! Bellissimo perchè ci ha portati a far conoscere il nostro prodotto a più persone, sia agli addetti ai lavori, sia al pubblico, che è quello che ci interessa fondamentalmente.”

Qual’è la trama del corto?

“Alters è un cortometraggio che si rivolge al mondo femminile…è partito da un gioco…sui forum spesso si legge di donne che hanno particolari problemi, legati alla salute mentale…studio spesso questi argomenti, perchè mi piace interpretarli dal punto di vista attoriale, perchè li trovo un po’ liberatori…guardare da un punto di vista diverso alcune cose per me è interessante! Ho scoperto che c’ erano parecchie donne che parlavano di esperienze particolari come lo sdoppiamento della personalità ma ne comunicano poco ed esclusivamente tra di loro. E’ complicato portarle agli addetti ai lavori, persone che potrebbero effettivamente occuparsi di curare questo problema. Quindi ho deciso di denunciare questa realtà che non viene alla luce, ho chiamato lo sceneggiatore e abbiamo deciso di affrontare l’ argomento. Benedetta è una ragazza che vive in una specie di prigione che è casa sua, è costretta a convivere con la sua malattia, perchè non ha il coraggio di portarla fuori. Scopriamo, durante i 15 minuti del cortometraggio, che lei è una psichiatra che cura alcune donne, ed è lei stessa la paziente di cui parla, una in particolare, che ha subito dei grossi danni a causa della sua famiglia un po’ bigotta che l’ ha costretta a non scoprire la sua sessualità. La vediamo liberarsi in un pezzo della sua giornata, e sfogare questi suoi sentimenti. E’ particolarmente importante l’ argomento, difficile affrontarlo dal punto di vista registico, perchè sono sola li, unica interprete…Lo sceneggiatore ha ritenuto opportuno far parlare questo personaggio solo con sè stesso, un’ altra cosa, secondo me, molto interessante.”

Hai trascorso del tempo a fianco di qualche persona con quelle problematiche?

“In questo percorso sono stata accompagnata da una mia cara amica che ringrazio, Rossella Manzoni, una psicoterapeuta, lei tratta questo tipo di disturbi, mi ha illustrato una serie di possibilità, mi ha fatta studiare sui libri, mostrandomi quali potessero essere i sintomi….non le ho viste però. Le ho sentite tramite forum in chat, ho cercato di capire il più possibile, attraverso l’ esperienza di queste donne, e poi le ho studiate con la mia amica che mi ha aiutata a realizzare il personaggio di Benedetta.”

C’è anche un film in pre-produzione?

“Ho esattamente due film in pre-produzione, mentre per “Alters” c’è l’idea di svilupparlo in un film, che realizzeremo in collaborazione con Giuliano Legotta ed il suo gruppo, i Charlie Moon, per quanto concerne la colonna sonora del film. Ora siamo in preparazione degli altri due, quindi sulla storia non possiamo ancora svelare nulla, ve ne parlerò più in là.”

Sogni nel cassetto?

“Voglio lavorare con la creatività italiana! Spesso si parla della difficoltà di fare cinema in Italia, che sarà anche così, ma trovo sia giusto. Per ottenere grossi risultati ci si deve muovere tanto! Io voglio lavorare in Italia prima di tutto. Non significa che chiuda le porte con l’ estero, però sicuramente voglio cominciare da quì, perchè il nostro paese ha tanto da raccontare! Vorrei portare sullo schermo le mie esperienze di vita, le mie fantasie, sia dal punto di vista registico che attoriale. Ora sto sviluppando ancora più approfonditamente i miei studi. Sicuramente comincerò dalla nostra creatività, abbiamo tanta roba quì da dare agli altri.”

Un regista ed un attore con cui vorresti lavorare?

“Sergio Rubini è un attore che apprezzo molto, soprattutto per il suo modo di pensare, di fare, di porsi…quindi mi piacerebbe poterci lavorare. Come registi poi, ce ne sono vari…Massimiliano Bruno, Gabriele Mainetti che con il suo “Lo chiamavano Jeeg Robot” ha mostrato un genere che si pensava che gli Italiani non avrebbero accettato, a torto, invece, perchè ha fatto un film particolare che il pubblico nostrano ha apprezzato moltissimo…Mi piacerebbe fare quell’ esperienza…i super eroi…i suoi personaggi…sarebbe bellissimo viverne uno! Poi chiaramente ci sono alcuni pilastri del cinema…Gabriele Salvatores, Giancarlo Giannini, Michele Placido, registi che ho sempre stimato. Occorre però fare attenzione ai giovani registi…Massimiliano Bruno con “Gli ultimi saranno gli ultimi” ha realizzato un bellissimo film, c’è stata una formidabile Paola Cortellesi, un Alessandro Gassman bravissimo, una regia fantastica! Rivolgo una particolare attenzione verso i giovani registi, quarantenni che iniziano a fare cinema e che sono molto interessanti.”

Concludendo?

“Spero di portare al pubblico le emozioni che sento io e farlo sognare con me ogni volta che realizzerò un progetto. Vi lascio con questo messaggio!”

 

 

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