“Marzapane” l’ultima fatica letteraria di Vittorio Rombolà.

Un efficace lavoro “complementare”, ideato e scritto perseguendo un fine particolarmente caro all’autore; questa volta si celebra il Bene, che si contrappone alle malvagità dell’uomo. La Prefazione è curata dall'attore Michele La Ginestra.

Vittorio Rombolà

Pubblicata da Edizioni Progetto Cultura è l’opera che (ad oggi) definisce un avvincente percorso tematico, sviluppatosi attraverso i precedenti romanzi-denuncia. Si tratta, infatti, di un efficace lavoro “complementare”, ideato e scritto perseguendo un fine particolarmente caro all’autore; questa volta si celebra il Bene, che si contrappone – con coraggio e vigore – alle brutalità, alle perversioni e alle malvagità dell’uomo, già denunciate dallo stesso scrittore, nelle pregresse e agghiaccianti pubblicazioni.

Per esaltare l’altra “faccia” dell’umanità (quella Buona), Rombolà si è avvalso di testimonianze e racconti reali. L’autore, contravvenendo ad alcuni luoghi comuni, sottolinea l’importanza di “fare del bene e di poterlo (anche) raccontare”.

Per Rombolà è straordinariamente importante far (ri)emergere il cosiddetto “buon esempio”, che – per essere considerato tale – non può e non deve essere occultato e che, pertanto, in tal modo, si contrapporrebbe efficientemente alla cattiva emulazione, oramai tanto ostentata e quanto mai socialmente pericolosa.

Le pagine si susseguono, palesando soggettive, tematiche e ritmi diversi. La regia è eccentrica, colorita, imprevedibile e accattivante. Le inquadrature di forte e coinvolgente impatto emotivo. Il modus scribendi di Vittorio Rombolà, si (ri)conferma come già definito da una critica letteraria che, a tal proposito, adattò una metafora di Alda Merini: “Rombolà riesce a perforare i vestiti, fino a toccare la pelle”.

“Vittorio Rombolà, con il suo libro, vuole dar voce all’attività di tanti “maestri del bene”, con la speranza che attraverso il racconto si possano creare degli esempi per i più giovani, e possano nascere dei dubbi e delle domande, in chi agisce meschinamente. Un libro di “denuncia a lieto fine”, scritto da un poeta che si sofferma nella descrizione della bellezza, che si manifesta in un paesaggio naturale, nell’arte o nel buon vino… ma soprattutto, la bellezza delle “buone azioni”, quella che permette al mondo di non sprofondare nella disperazione (…)” (dalla Prefazione di Michele La Ginestra)

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