Marzia Mercatelli: “Favus Mellis nasce dall’idea di vivere di una passione, quella per la natura, gli animali e di un legame speciale con la Terra”.

Nel cuore del Montefeltro nelle Marche, Marzia Mercatelli ha deciso di abbandonare un lavoro stabile da impiegata per seguire il suo sogno: produrre miele. Se puoi sognarlo puoi farlo!

Marzia Mercatelli

C’è un mondo fantastico, misterioso quasi, perfettamente organizzato in gerarchie, costituito da piccoli animaletti laboriosi che, da sempre, mi affascinano! Sto parlando delle api. Questi insetti rappresentano un enorme patrimonio naturale ed animale, una vera e propria ricchezza per l’uomo, neanche immaginiamo quanto…!

Quando parliamo di animali da produzione, produzione di qualsiasi alimento, non si pensa mai alle api. Pensiamo alle mucche, ai maiali, ai polli, magari alle pecore, ma al “più piccolo animale domestico del mondo” non ci pensa mai nessuno. Eppure le api, per importanza economica, sono il terzo “allevamento” da reddito più importante del mondo: seguono i bovini, che sono in prima posizione, e i suini, in seconda, ma superano i polli, che sono i quarti.

Spesso ci fermiamo a pensare solamente al fatto che le api producano miele, quando in realtà non fanno solo questo. Se stamattina avete mangiato un frutto, è merito di un’ape. Se bevete un frullato, se mangiate una marmellata, se bevete un succo di frutta, è perché c’è stata un’ape.

Avete mai fatto caso che i fiori degli alberi da frutto sono veramente molto belli da vedere? E profumati da annusare? Questa caratteristica non è casuale, ma è fatta proprio per attirare le api. Con “api” non si intende, infatti, solo l’apis mellifera, che è quella che produce il miele, ma oltre 20.000 specie di insetti simili che hanno una caratteristica comune: si nutrono del nettare dei fiori.

Ci sono, però, alcuni parassiti come la varroa che stanno rovinando le api, e per questo non possiamo fare nulla come cittadini, ma anche l’inquinamento sta drasticamente riducendo le popolazioni. E in questo caso, sì, si può fare qualcosa, perché se tutti facciamo una piccola buona azione i risultati possono essere grandi ed importanti. Perché le api sono piccole, sembrano insignificanti, ma non ci rendiamo conto di quanto il loro lavoro sia importante nella nostra vita.

Pensiamoci, perché la frase attribuita ad Einstein (anche se sembra non l’abbia pronunciata lui) “Se le api scomparissero, all’uomo non rimarrebbero che quattro anni di vita” non era proprio del tutto sbagliata!

Tornando al mio interesse per le api, è proprio grazie a questo, (oltre ad essere io una grande consumatrice di miele, Propoli, Pappa reale, e tutto quanto provenga da questi animaletti), che mi sono imbattuta in una bella realtà dedicata interamente all’apicoltura: Favus Mellis di Marzia Mercatelli.
Questa Azienda Agricola Biologica Certificata, è situata nelle Marche e fonda le sue radici sul principio del rispetto delle api e dell’ambiente, spingendosi ben oltre il concetto stesso di biologico. L’Azienda, difatti, svolge un’apicoltura stanziale, dove le api autoctone (Apis Mellifera Ligustica), vivono e interagiscono in un territorio, il Montefeltro, che ci raccontano attraverso il miele, il polline, il propoli e la condivisione delle loro giornate. Favus Mellis è custode della biodiversità di questa terra.
Marzia Mercatelli, un bel giorno, ha lasciato il suo sicuro e tranquillo lavoro da impiegata in un’azienda locale, per dedicarsi a tempo pieno e da sola a questa realtà “salutare” ma anche impegnativa! Adrenalina, scoperta, entusiasmo, conoscenza di una materia completamente nuova, l’hanno catapultata ancora di più a contatto con la natura ed al passo con le stagioni. Quì si produce una varietà notevole di miele, interamente biologico italiano, che si può acquistare in loco o anche online, singolarmente o in box regalo. Alimento completo, il miele, ricco di proprietà e vitamine, ottimo integratore e ricostituente per aumentare le difese immunitarie, è un concentrato di aminoacidi naturali omega 3 e omega 6, frequentemente utilizzato dagli sportivi in quanto proteina vegetale.
Un prodotto che ha tutte le “carte in regola” per diventare parte dell’ alimentazione quotidiana, magari abbinandolo ad uno yogurt magro, frullati o nei secondi di carne.
Da Favus Mellis, possiamo trovarne sia fresco che essiccato!
Il sapore, (io ho provato la variante al Rovo) intenso, avvolgente, unico, spalmato semplicemente anche su una fetta biscottata, mi ha fatto ritrovare i sapori genuini che molti di noi non ricordano neppure più. Da Favus Mellis, addirittura, si possono realizzare delle sane e golose bomboniere per comunioni, cresime e matrimoni! Un’idea che trovo davvero originale e salubre! Provare per credere!
La parola passa ora a Marzia Mercatelli:

 

Com’è iniziata questa bella attività con Favus Mellis?

“Favus Mellis nasce dall’idea di vivere di una passione, che non è mai stata quella di fare l’apicoltore, ma piuttosto quella per la natura, gli animali e di un legame speciale con la Terra. Sono cresciuta con l’insegnamento che lavoro e passioni dovevano essere due cose distinte, prima il lavoro e poi il piacere e dietro questo insegnamento ho sempre avuto il mio lavoro di ufficio e di responsabilità, mi sono creata la mia famiglia e ho sempre coltivato le mie passioni, che vanno dalla musica, al volontariato, dagli animali, alla montagna. Spostare anche solo un tassello del mosaico significava cambiare tutto, e quindi ho rimandato e rimandato fino a quando qualcosa che non mi aspetto mi dà la giusta spinta per fare una scelta così profonda.”

Lei faceva un altro lavoro? Com’è stato approdare ad un genere così diverso di professione?

“Sì, facevo completamente un altro lavoro, ero impiegata da diversi anni nell’ufficio amministrativo di un’importante azienda locale. Approdare ad un mestiere così diverso è stato un salto nel vuoto. Quindi è stata adrenalina, scoperta, entusiasmo, conoscenza di una materia completamente nuova ma che ha saputo immergermi ancora di più in questo vivere a contatto con la natura e al passo con le stagioni.”

In quanti siete in azienda?

“In azienda sono sola, una mano nei momenti più pieni della stagione mi arriva da mio marito e in parte dalle mie figlie, forse da loro più per curiosità che per lavoro, ma va benissimo così. La mia idea è proprio quella di mantenere un numero di api tale da poter gestire personalmente l’artigianalità e la qualità dei miei prodotti.”

Favus Mellis ha ricevuto il premio IFOODIES Award 2018, com’è stato?

“IFOODIES Award 2018 è stato sicuramente un riconoscimento inaspettato, che mi ha fatto veramente piacere ricevere in un momento così particolare come è quello dell’inizio. Oltre a farmi un enorme piacere, vedere i miei prodotti così apprezzati e l’azienda così seguita come immagine ma anche soprattutto come filosofia, quest’esperienza mi ha proiettata in un mondo decisamente più ampio rispetto alla mia realtà, a contatto con altre aziende, chef, giornalisti del Food e un imprenditore come Oscar Farinetti, che ha molto apprezzato la mia storia e la mia idea di salvaguardia delle api e di cibo sano.”

Quanti tipi di miele producete ?

“La nostra azienda al momento ha a listino cinque mieli monoflora: Rovo, Erba Medica, Edera e Acacia, e diversi mieli Millefiori. Dico diversi perché preferiamo tenere separati i vari Millefiori che le nostre api producono, evitando di mescolarli in un unico prodotto come se fosse un miele di minor pregio. Il nostro è un territorio che esplode di colori e profumi e ciò significa grande ricchezza di biodiversità vegetale, lungo tutto il periodo produttivo. Questo ci consente di ottenere un Miele Millefiori dalle ampie note sensoriali, un miele che secondo me è il fulcro dei mieli della nostra terra. Inoltre credo che sia giusto valorizzarlo tenendo separati i diversi millefiori che le nostre api ci donano come frutto dell’interazione con i vari luoghi. I Mieli Monoflora sono mieli che la stagionalità non sempre ci consente di produrre, quindi ci affidiamo alla natura valorizzando ciò che lei vorrà donarci.”

 C’è grande richiesta del prodotto?

“Sì, posso dire che è un prodotto abbastanza richiesto, il miele, specialmente in questi ultimi anni che le persone si stanno avvicinando molto al biologico e ai prodotti naturali. Purtroppo però di questo prodotto ne importiamo veramente tanto e a poco prezzo.”

 Il miele è da sempre un alimento ottimo, adatto a vari usi, ma le api spesso ci fanno paura. Sono davvero pericolose?

“Tutto ciò che vola e non possiamo controllare, ci fa paura, specialmente se in gran numero e dotate di pungiglione. In realtà tutto ciò che non conosciamo ci fa paura. Sì, le api sono davvero pericolose se consideriamo che sin dall’antichità venivano usate come armi da guerra. La puntura di un’ape è molto pericolosa, specialmente nei casi in cui si è allergici. Ma le api non pungono se non si sentono in pericolo, pungono solo per difesa. Aprire un alveare significa approcciarsi ad una famiglia di api, quindi 40.000 api, e questo va fatto con tranquillità e nella maniera più delicata possibile. Evitando scossoni, vibrazioni e movimenti bruschi che innervosiscono le api. Se riusciamo a usare questa delicatezza aprendo un’arnia vediamo solo una famiglia che lavora e che non bada certo alla nostra presenza, e si può godere di tutta la meraviglia che una tale società può offrirci.”

Le api costruiscono una vera e propria famiglia. Un po’ come noi..in che modo? Come sono strutturate?

“Una apis nulla apis” ha scritto Mario Rigoni Stern. Le api sono “insieme”, sono Superorganismo, dove ogni individuo è dipendente dalla colonia per la sua sopravvivenza e può essere considerato come una singola cellula di un corpo superiore. All’interno del Superorganismo le api sono divise in caste, una regina, alcune decine di migliaia di api operaie e, nel periodo primavera/estate, alcune migliaia di fuchi (maschi). L’ape regina è l’unico individuo fertile della colonia che si occupa della deposizione di uova per accrescere la sua famiglia, e a parte il volo di fecondazione e quello di sciamatura, se mai avverrà, la regina passa la sua vita all’interno dell’alveare. I fuchi hanno l’importante ruolo di fecondare regine e di mantenere la Biodiversità all’interno degli alveari, questo perché se consideriamo che ogni regina si feconda con 17/18 fuchi in media, ciò consente una grande variabilità genetica. La casta più numerosa è quella delle api operaie femmine non fertili, organi vitali di ogni alveare, con un continuo cambio di mansioni. Sì, perché ogni operaia in ogni momento della vita svolge un compito ben preciso: spazzina, nutrice, ceraiola, becchina, magazziniera, guardiana, ventilatrice e infine bottinatrice. Il Superorganismo alveare è una struttura sociale altamente specializzata.”

Dicono che nel processo di estrazione del miele molte api vengono uccise. Per questo i vegani non mangiano miele, perché è un prodotto che deriva dallo sfruttamento delle api e dagli stressanti metodi industriali adoperati che causano la loro morte. E’ vero tutto questo?

“Ci sono apicoltori che conducono quest’attività mettendo al primo posto il benessere delle api e della natura, che non sfruttano le api con metodi industriali né praticano un’apicoltura intensiva. Io conduco un’apicoltura a salvaguardia dell’ape, a salvaguardia dell’ambiente e della Biodiversità. Un’apicoltura che rispetti i tempi della natura e ci consenta di collaborare con le nostre api in maniera Beefriendly. Quando raccogliamo i melari per prelevarne il miele, lo facciamo nella maniera più tranquilla possibile per le api, a cui diamo il tempo di scendere dai melari anche un paio di giorni, e in laboratorio non portiamo neanche un’ape. Se i vegani non mangiano miele per i motivi da lei elencati, credo che il nostro miele potrebbe essere a loro gradito.”

Come possiamo riconoscere un miele “sano” da uno industriale?

“Di sicuro un’etichetta con certificazione biologica applicata ad un vasetto di miele proveniente da un produttore locale è già una buona garanzia. Bisogna imparare a vedere chi c’è dietro al vasetto e quale etica segue il cammino di quel prodotto; dovremmo imparare a leggere le etichette dei prodotti, dovremmo imparare a conoscere il miele e non pensare sempre che è per forza sano perché fatto dalle api, dobbiamo invece pensare che ci sono gli apicoltori che intervengono in apicoltura e tutto dipende da come intervengono.”

Quante arnie avete?

“Io lavoro con circa 60/70 famiglie.”

Un’arnia quanto miele produce?

“E’ molto difficile dire quanto miele produce una famiglia, poiché è un dato strettamente legato alla stagione, agli eventi atmosferici. Una stagione come quella appena trascorsa ha visto le produzioni quasi azzerate in certi luoghi. Diciamo che previsioni apistiche io preferisco non farne!”

Di cosa si nutrono le api?

“Tutte le larve sia maschili che femminili (regina e api operaie) vengono alimentate nei primi tre giorni con pappa reale, sostanza secreta dalle api operaie. Dopo questi tre giorni, le larve femminili destinate a diventare api regine continueranno ad essere alimentate con pappa reale per tutta la vita, mentre quelle destinate a diventare operaie o fuchi continueranno ad essere nutrite con un’alimentazione a base di miele e polline.”

In Inverno cosa fanno le api?

“Questa è un classico tra le curiosità sulle api e molti si aspettano di sentirsi rispondere che le api vanno in letargo. In realtà non è così, perché le api non vanno in letargo. Con il calare delle temperature e delle ore di luce, l’ape regina diminuisce gradualmente la sua ovo deposizione fino ad interromperla e tutte le api si stringono in glomere attorno ad essa mantenendo la temperatura sui 21°C. Le api in inverno quando le temperature lo consentono (sopra gli 8°C) escono solo per defecare.”

Come reagiscono le api all’inquinamento?

“Le api non reagiscono all’inquinamento, al cambiamento climatico, ai pesticidi, all’agricoltura intensiva; le api muoiono. Sta a noi mettere in atto un cambiamento. Più cresce la consapevolezza che le persone devono vivere in maniera sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale e più migliorerà la nostra salute e quella delle api. L’ape è un bene comune come l’acqua, con la stessa importanza e và tutelata da tutti non solo dagli apicoltori. L’ape è un ottimo indicatore ambientale e i segnali che ci stanno mandando non sono confortanti.”

Progetti futuri?

“Sempre! Progetti, novità, idee sono alla base di qualsiasi attività, quindi anche di Favus Mellis. Un progetto ampio però è già in atto. Un’associazione di apicoltori biologici e biodinamici “Pronubìo” è nata grazie a un gruppo di apicoltori biologici italiani, per ridare un senso etico ed economico ai prodotti dell’alveare ottenuti con metodo biologico, nel rispetto dell’ambiente e delle api. Noi siamo parte di questo progetto, perché ci sono progetti grandi e importanti che per essere realizzati  devono prima essere condivisi da chi ha le stesse idee.”

 

 

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