Massimiliano Varrese, oltre l’arte c’è di più.

L'attore romano, che sta vivendo un momento importante nella sua carriera artistica, ma anche nella vita personale, riceverà il 3 Ottobre prossimo a Civitavecchia, l' ITFF Fashion Award.

In un’epoca dominata dal cattivo gusto, dalla volgarità, da temi scelti, talvolta, quasi volutamente per attirare il pubblico per scarsità di contenuti e livello culturale, è sempre molto gradito poter annoverare, tra i miei intervistati, un artista davvero completo, un all-round man, come direbbero gli americani. La terminologia americana non è stata usata a caso, perchè, similmente a quanto accade negli USA, il nostro artista si muove, da 25 anni, nel mondo dello spettacolo a 360 gradi: ballerino, attore, regista, cantante, scrittore, Massimiliano Varrese incarna l’arte assorbita nella sua interezza. Massimiliano ha iniziato la sua brillante carriera proprio con la Raffaella nazionale in “Carramba che sorpresa” danzando magistralmente. Da lì, la carriera di Massimiliano è stata un continuo crescendo di successi televisivi e cinematografici fino a giungere alla sua prima regia con il Docu-film “Mi-Ka-El”, premiato al recente Festival di Taormina.

In una nazione dove non ci si sorprende più di nulla, non sembra neppure strano, che ai suoi esordi, Massimiliano, “troppo” qualificato professionalmente, abbia spopolato in “altri lidi” prendendosi notevoli soddisfazioni.

Fortunatamente questa “fuga” è durata poco tempo, e Varrese è tornato a svolgere la sua professione in Italia. Colpisce, a parte la grande competenza e la propensione all’arte, il grande equilibrio, donatogli forse, anche dall’insegnamento delle arti marziali, non solo pratica sportiva ma molto di più, formano il carattere, sono ricerca di un sempre maggiore equilibrio interiore, strumento di ascolto e comprensione, un canale di comunicazione…di quì anche i corsi che Massimiliano tiene, coadiuvato da medici specialisti, nutrizionisti ed omeopati per gestire ansia, stress, paura da prestazione. Corsi aperti non solo agli attori ma alle varie categorie professionali ed a chiunque sia, ahimè, afflitto da tali disturbi.

Massimiliano è anche un felicissimo papà, da un anno e mezzo, di una stupenda bambina, Mia, avuta dalla sua compagna Valentina Melis, conosciuta undici anni fa durante le prove del musical “Tre metri sopra il cielo”, nel quale Varrese era protagonista. Una autentica famiglia felice!

Abbiamo incontrato Massimiliano in occasione del Premio, l’ITFF Fashion Award, che gli verrà consegnato il 3 Ottobre prossimo a Civitavecchia, meritatissimo direi….perchè Varrese ha dimostrato, e continua a farlo, che oltre alla carrierra c’è molto di più.

La parola passa ora a Massimiliano Varrese.

Massimiliano, ci racconti un pochino del suo “approdo” a Civitavecchia.

“Ho ricevuto questo invito dal Direttore Artistico, Piero Pacchiarotti, per ritirare un premio che neppure mi aspettavo in questo momento storico, anche se uno che lavora e svolge per passione il mestiere di attore come me, ogni tanto un premio, fortunatamente, lo riceve. Sono molto contento che mi abbiano osservato per un po’, decidendo di premiarmi. Una bella gratificazione!”

Lei è anche un grande interprete, oltre che della recitazione, della danza. Come sono iniziati questi differenti percorsi?

“I miei percorsi sono iniziati sicuramente da una grande passione per l’arte, più che altro da un’esigenza interiore, perchè ero un bambino molto timido, ma quando sentivo la musica, la tmidezza svaniva…studiando e lavorando era come fare un lavoro profondo su sè stessi, comunicare le proprie emozioni attraverso l’arte.”

Lei è un personaggio a tutto tondo similmente a quanto accade maggiormente negli Stati Uniti. In Italia è un tantino differente la situazione…

“Eh sì. Oramai sono 25 anni di carriera per me. Quando ho iniziato io, avere una formazione così completa, è stato un grosso ostacolo. Quì, se sei ballerino non puoi fare il cantante, se sei cantante non puoi recitare, e via dicendo…Mi sono sempre impegnato per smentire tutto questo. Un artista deve essere a tutto tondo. La mia formazione completa mi ha portato, comunque, a lavorare molto all’estero con artisti internazionali e le mie soddisfazioni me le sono tolte.”

Lei ha girato un Docu-film che tocca argomenti religiosi “Mi-Ka-El”. Che esperienza è stata e cosa le ha lasciato?

“Mi-Ka-El” è un progetto molto importante per me, perchè ne ho curato anche la mia prima regia, e sono stato invitato al Festival di Taormina, quest’anno, da Gianvito Casadonte che ne è il responsabile. Aver potuto già partecipare come regista ed attore ad un festival così importante, è stato pazzesco. Non è un Docu-film con tematiche esclusivamente religiose, però, ma cerca di capire se al di là delle apparenze, esista qualcosa che vada oltre. Questo oltre abbiamo cercato di spiegarlo sia dal punto di vista religioso che dal punto di vista fisico e scientifico. Il personaggio che interpreto è un giornalista un po’ scettico, in un momento difficile della sua vita, e man mano che intervista i vari esperti della figura di San Michele Arcangelo, che è secondo solo alla Madonna come culto nel mondo, si avvicina ad una realtà sconosciuta e si incuriosisce sempre più fino a rimanerne intimamente coinvolto.”

Come vede lei il mondo oggi da un punto di vista interiore?

“Io insegno ai ragazzi nelle varie accademie, sono inoltre docente all’istituto universitario Armando Curcio, e vedo realtà abbastanza complesse. Secondo me c’è un gran bisogno di riscoprire la fede, riscoprire i sentimenti, ma soprattutto, c’è bisogno di essere ascoltati ed imparare ad esprimere i sentimenti agli altri…c’è proprio un soffocamento dell’animo, c’è un gran bisogno di tornare alle origini, perchè non è un gran bel periodo storico questo.”

Lei ha cantato anche la pace. Crede che sia un’utopia o ci si può lavorare?

“Io ci lavoro! Ci aspettiamo sempre che gli altri facciano qualcosa, li incolpiamo, la vedo dura come strada! Se vogliamo che l’ambiente cambi, dobbiamo cambiare noi per primi, anche se non è così facile. La gentilezza spesso viene scambiata per stupidità. Come insegno anche nelle arti marziali, la gentilezza, sì, ma con fermezza. Quindi sì, è possibile, ma dobbiamo farlo tutti insieme.”

Che ricordi serba della sua prima esperienza con Raffaella Carrà? 

“L’esperienza con Raffaella Carrà è stata il mio primo successo di pubblico, poi era proprio un altro periodo dal punto di vista artistico e televisivo, l’ultimo periodo bello dello spettacolo italiano! Ho imparato la professionalità, a non trascurare nulla sul lavoro…bisogna essere preparati! Un bellissimo ricordo, è come avere fatto le elementari ieri, mentre sono già passati 2o anni.”

A livello personale che momento sta vivendo?

“Un momento molto bello! Sono diventato papà da un anno e mezzo, la cosa più bella del mondo, il senso della vita, secondo me. Faccio sacrifici enormi per essere presente, magari rinuncio a qualche ora di sonno e mi faccio qualche viaggio in più pur di fare il padre, ruolo fondamentale nella vita di un bambino.”

Non dev’essere facile!

“No, ma è molto bello…tutto quello che ho messo a frutto in 25 anni di carriera come front man, l’essere stato sempre davanti alle telecamere o sul palco, mi stanno dando ora la possibilità di essere anche dietro il palcoscenico, e questo, mi piace molto.”

Progetti futuri?

“Ho da poco finito di girare un film a Trieste “Affittasi vita” di Stefano Usardi, che uscirà il prossimo anno. Poi sto lavorando al mio prossimo film come regista…Un po’ di progetti ci sono…!”

Concludendo?

“Per chi fosse curioso, suggerisco di andare a vedere il mio percorso di training olistico che insegno ai ragazzi, ma anche agli attori, ed a tutti i professionisti che hanno paura di gestire sè stessi o l’ansia da prestazione, nel relazionarsi con un pubblico o con un esame, riuscendo così a lasciarsi andare senza pensare troppo, sentendosi liberi di essere sè stessi. In questo momento storico sono tutti un po’ ansiosi e lavorando con vari medici, ho sviluppato un metodo che sta dando ottimi frutti. Sono corsi di tre/quattro giorni che tengo con specialisti, nutrizionisti, omeopati. Lavorare su sè stessi è fondamentale per raggiungere una guarigione psico-fisica. I corsi si svolgono all’Istituto Arnaldo Curcio. Per chi volesse partecipare, aggiorno le notizie, di volta in volta, sia sulla mia pagina Facebook che su Instagram.”

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