Mauro Franciotti, l’eleganza dell’abito sfila con il garbo dei modi.

LF, attraverso l'intervista al noto indossatore romano, si è lettralmente tuffata nel patinato mondo della moda! Resterete tuttavia stupiti, della semplicità e dell'educazione 'vecchio stampo' che caratterizzano questo personaggio!

SHOOTING LUCA LITRICO

Sfilate, moda, mondi patinati, inarrivabili, irraggiungibili! Indossatrici statuarie, magre (anche troppo!), indossatori bellissimi che sembra quasi “animino” gli abiti che sfoggiano in passerella… felpati, armoniosi, dalla postura invidiabile!

Un mondo, però, anche difficile…pieno di sacrifici ed orari complicati, trasferte, lunghi viaggi, rinunce, fatica, e non sempre ben retribuiti.

Nell’immaginario collettivo, sovente si ha la sensazione di un certo snobismo da parte di questa categoria, quasi a rimarcare un ruolo preminente in un ambito settoriale e di elìte.

A dire il vero, però, il personaggio che ho incontrato oggi, l’indossatore ed attore Mauro Franciotti, di spocchioso non possiede davvero nulla! Alto, statuario, fascino da vendere, non c’è che dire, al primo attimo di conoscenza, mette vividamente in risalto la sua grandissima educazione, i suoi modi garbati, la sua riservatezza unita ad una certa timidezza, il rispetto, insomma, un uomo di vecchio stampo, un autentico gentleman. E non lo dico per l’amicizia che ci lega, è solo realtà!

Di lui ho sempre apprezzato le doti rare, il suo amore per i genitori, per la adorata moglie ed il figlio, cose poi non tanto scontate di questi tempi!

Mauro Franciotti è nato a Roma, il papà muratore e la mamma casalinga, lo hanno sempre indirizzato verso lo studio e lo sport. Sin da piccolo gioca a calcio, la sua passione, e sarebbe stato anche una promessa in questo ambito, ma purtroppo vari infortuni lo hanno costretto a continuare questa attività a livello puramente amatoriale. Poi un bel giorno, il classico colpo del destino lo porta a presentarsi ad un provino per indossatori non professionisti…. il resto va da sè. Successi in passerella, grandi soddisfazioni ed affermazioni e pure una brillante carriera nell’ambito dei fotoromanzi e nel settore pubblicitario.

Scioltezza, fluidità, eleganza di movimenti, senza tuttavia strafare, valorizzare al massimo la bellezza e la vestibilità del capo indossato, questi gli elementi che balzano all’occhio vedendo sfilare Mauro Franciotti. L’umiltà è poi un’altra delle sue grandi doti, perchè non dimentichiamo che comunque il protagonista è l’abito, durante una sfilata, non l’indossatore. Mauro, tuttavia “indossa” l’abito come una seconda pelle, induce le persone ad acquistarlo, fine ultimo di qualsiasi passerella.

Mauro ha studiato sodo per arrivare a questo: Accademie di moda, master, portamento, anche se le potenzialità per fare questa professione lui le possedeva già di suo.

Molto attivo con l’Accademia dei Sartori, l’Associazione dei grandi Sarti d’Italia di reputazione mondiale, che tutela la salvaguardia e la diffusione della nobile arte sartoriale e della cultura del ben vestire, Mauro insegna anche portamento a ragazze e ragazzi che vogliano intraprendere questa professione. Il suo sogno? Una Accademia tutta sua dove poter continuare a fare ciò che ama di più!

Mauro, faceva anche parte della nazionale di calcio, “CalciAttori”, e, da qualche anno, della “ItalianAttori”, con i quali condivide obiettivi benefici per nobili cause. Il cuore è importante e Mauro ne possiede davvero tanto…in tutto quello che fa!

Com’è iniziata la tua carriera nel mondo della moda?

“Il mio è stato un inizio davvero casuale! Non pensavo assolutamente di fare questo lavoro. Studiavo e giocavo a calcio. Avevo altri interessi, soprattutto lo studio…Provengo da una famiglia operaia, mia madre casalinga e mio padre muratore, se avessi detto loro di voler fare il modello, capirai bene cosa mi avrebbero potuto rispondere! Quando andavo con mia madre a comprare i vestiti per me, dicevano sempre che avevo un fisico da indossatore… Questa cosa mi rimase impressa, finchè un giorno lessi sul Messaggero, che si ricercavano dei modelli non professionisti per un servizio fotografico. Io, all’insaputa dei miei, mi presentai a questo provino dall’editore che mi chiese chi mi avesse mandato. Io, dato che avevo il giornale in mano, risposi, timidamente, di averlo letto sul giornale. Arrivò il fotografo, che mi sembrava quasi Zorro, con i suoi capelli lunghi, tutto vestito di nero, stivali, un personaggio insomma….che vedendomi disse: “E’ perfetto!” Mi fece indossare una giacca e fece degli scatti, dopodichè disse all’editore: “Per me va bene!”. Alchè l’editore mi chiese la disponibilità per il Lunedì successivo per una serie di scatti destinati ad una rivista di moda, per l’Alta Moda sposa precisamente. Io temevo che mi chiedessero soldi, invece erano loro che avrebbero pagato me. Così andai a quella che fu la mia prima esperienza nel campo della moda. Divertentissima. Poi mi consigliarono di frequentare un’Accademia gestita da un professionista soprannominato King. E così feci. Conobbi questo indossatore, Carlo Uberti, che purtroppo non è più tra noi, il King, che, vedendomi camminare, mi consigliò di non buttare i soldi, perchè avevo il giusto portamento… e mi chiese di sostituirlo ad una sfilata di lì a qualche giorno… Così iniziai il mio percorso professionale, ma sempre con l’umiltà di imparare, di rubare con gli occhi il mestiere a quelli che erano più grandi di me! Devo dire che ho iniziato la mia carriera da indossatore con risultati importanti.”

Hai trovate delle difficoltà in questa professione, e pensi siano maggiori in uomo che in una donna?

“Sicuramente sì. La moda è donna. Noi uomini troviamo tanti “paletti” e pregiudizi. Il problema reale in questa professione è che per 20 sfilate di una donna, un uomo ne fa una. C’è molto più lavoro per le donne. Altresì, la cosa buona è che se un uomo si mantiene, fa una vita regolare, morigerata, una dieta, sport, dura molto più a lungo negli anni, rispetto alle colleghe, però sicuramente la donna lavora più dell’uomo e con budget economici sicuramente più elevati.”

Quali sono i segreti per una sfilata impeccabile?

“Innanzitutto ricordarsi sempre che i protagonisti non siamo noi ma l’abito che indossiamo. Quello che dico sempre anche ai ragazzi a cui insegno portamento. Quindi dobbiamo essere in grado di valorizzare l’abito che indossiamo a seconda anche di quanto viene richiesto dallo stilista. Fermo restando che siamo noi a dover gestire il tutto. Lo scopo di una sfilata è vendere gli abiti mostrati, quindi farli valorizzare agli occhi di coloro che guardano.”

Ed i consigli per le persone comuni nella vita di tutti i giorni?

“Quello che noto spesso è che le persone tendono a chiudersi su loro stessi, per un motivo di timidezza, forse…la prima cosa che si dovrebbe fare è quella di aprire le spalle per dare una postura corretta…va allenata, ovviamente, attraverso corsi di portamento, in modo che quando si cammina o entra in un luogo, si noti subito la differenza grazie a questo portamento “regale”… importante sia per i fini lavorativi che per la vita di tutti i giorni.”

Ricordi la tua prima sfilata?

“La mia prima sfilata fu tantissimi anni fa, per abiti da sposa, dove io facevo lo sposo. Fu emozionante, perchè mi ritrovai catapultato in passerella con professionisti che comunque mi osservavano come una persona fuori dal comune. Cercai di restare sempre umile, senza strafare o mettermi in mostra, facendo tutto ciò che mi dicevano le indossatrici e gli indossatori più grandi ed esperti di me. Devo dire che io sono stato subito accettato in questo mondo, forse perchè mi sono sempre presentato con educazione ed umiltà, la stessa cosa che insegno ai ragazzi giovani che, invece, vogliono tutto e subito, non hanno pazienza e sono un po’ arroganti sotto questo punto di vista. L’educazione mi ha sempre contraddistinto.”

Tu hai anche fatto pubblicità e fotoromanzi…

“Sì. Tanti anni nei fotoromanzi come attore. Anche quello è un mondo molto affascinante e difficile, perchè i fotoromanzi sembrano una cosa semplice ma non è così. Occorre lavorare con la mimica facciale a cui si deve accompagnare la parola che ti dice il regista, devi interpretarla… Ho incontrato attori famosi che hanno trovato difficoltà ad interpretare i fotoromanzi perchè abituati ad accompagnare la parola al movimento, all’azione. I fotoromanzi sono letti anche oggi e spesso le persone che mi riconoscono per strada mi danno gioia….sai, mia nonna leggeva Grand Hotel, mia madre pure, e quando io interpretai il mio primo fotoromanzo per Grand Hotel mi emozionai proprio per questo! Sono tutte storie ben realizzate, curate, con registi bravissimi e fotografi di grande talento, è un bel lavoro che mi ha dato molte soddisfazioni.”

C’è qualcuno a cui devi dire grazie?

“Forse un grazie dovrei dirlo a mia moglie che ancora mi sopporta (ride n.d.r.!)… Non è facile stare accanto ad una persona che fa il mio lavoro! Dev’essere una donna intelligente, che comprende il tuo lavoro, non deve essere gelosa a prescindere…Dico sempre che le tentazioni sono in ogni lavoro, ma certo non posso negare che nel mondo della moda, dei fotoromanzi, delle fiction e del cinema, ve ne siano maggiori…ma se si ha cervello ed un minimo di responsabilità, con una solida famiglia dietro, non cedi. Poi devo ringraziare i miei genitori che mi hanno insegnato valori come l’educazione, il rispetto per il prossimo, e mi hanno fatto studiare…quindi soprattutto a loro va la mia gratitudine.”

A che punto è la moda italiana secondo te?

“La moda italiana, purtroppo, da quando ha “perso” i grandi stilisti, acquisiti da aziende straniere, ha perso la centralità nel mondo. Prima la moda ERA Italiana, si pensava quasi esclusivamente a tutti i nostri stilisti, sicuramente un certo appeal lo abbiamo perso. Però restiamo sempre i primi in assoluto, Armani, Valentino e colleghi, sono sempre stati dei numero uno, però ancora non vedo uno che possa eguagliarli al momento.”

C’è uno stilista che prediligi?

“Sì, a me piace tanto Giorgio Armani, per come vesto io e vedo la moda. Non mi piacciono gli eccessi…Io ho sfilato anche con cose particolari, ma prediligo il classico, vestire casual-elegante senza strafare in abbinamenti stravaganti, forse dipenderà anche dalla mia natura timida e riservata per la quale non mi piace mettermi in mostra. Per me Armani è quello che valorizza al massimo l’uomo, rendendolo elegante e, nello stesso tempo, sportivo.”

Quali sono oggi i canoni fisici per poter fare l’indossatore?

“Per l’uomo l’altezza richiesta va da 1,84 a 1,89, già se si è più alti è un problema, perchè si necessita di abiti fatti su misura…”

So che in tutto questo trovi anche il tempo per dedicarti allo sport!

“Sì, faccio parte della nazionale dei CalciAttori, da una ventina di anni… facciamo partite di beneficenza. Quindi uniamo l’utile al lato ludico… Dove hanno bisogno, noi siamo pronti a partire. Un bel gruppo di persone. Sacrifichiamo del tempo alle famiglie ma lo facciamo con grande piacere, ne siamo fieri! Inoltre, da cinque anni, sono anche nella nazionale ItalianAttori.”

Progetti futuri?

“Non parlo mai del futuro, perchè non so cosa mi può capitare e quello che mi propongono…Il mio sogno è quello di aprire una scuola di portamento per ragazze e ragazzi, perchè girando vedo tanta improvvisazione, persone che tolgono i soldi a questi ragazzi per mandandarli poi allo sbaraglio…. questo è il mio sogno…anche se già lo sto facendo, ma non in una mia struttura. Mi piace insegnare ai ragazzi, forse perchè io ho anche un figlio di 23 anni, laureato in Archeologia, con un fisico da indossatore ma nessuna intenzione di intraprendere questa carriera. Lui è molto bravo come archeologo, ma mi sarebbe piaciuto trasmettergli la mia esperienza… Ma se dovesse ripensarci…sono sempre ben disposto.”

Concludendo?

“Vorrei aggiungere una cosa che potrebbe sembrare polemica: questo lavoro lo stanno uccidendo a livello di professionalità…quando sfilo o assisto a qualche sfilata, vedo ragazzi e ragazze che non sanno camminare, non sanno stare in passerella ed ignorano come si presenta tecnicamente un abito…perchè, o glielo hanno insegnato male, o per niente… una cosa gravissima per questo lavoro! Quando ho iniziato io, se non si possedevano le giuste competenze, non ti facevano lavorare. Ora basta che vedono un ragazzo bello, palestrato, subito lo fanno andare in passerella…Del resto, basta guardare la tv, con i suoi reality ed i talk, tutti vogliono usare la via più breve per arrivare al successo, quando invece c’è gente che studia, che ha frequentato scuole di recitazione, master, accademie, e si vede scavalcare, tristemente, da persone impreparate professionalmente. Questo è un po’ lo specchio dell’Italia e del nostro mondo, non c’è più professionalità.”

 

2 Commenti su Mauro Franciotti, l’eleganza dell’abito sfila con il garbo dei modi.

  1. Giusy donini // 28 Febbraio 2019 a 12:54 // Rispondi

    Complimenti Mario Franciotti per la professionalità, eleganza, stile e non per ultima intelligenza.
    Complimenti Marlene Loredana Filoni per questa intervista che tocca i punti più importanti che riguardano il mondo della moda e in particolare delle sfilate.
    Bisognerebbe divulgare in più lingue questa intervista perché dagli italiani il mondo della moda ha molto da imparare.
    GRAZIE.

    • Loredana Filoni Loredana Filoni // 1 Marzo 2019 a 1:21 // Rispondi

      Grazie Giusy Donini…è sempre un piacere leggere i tuoi apprezzabilissimi punti di vista! Hai la giusta competenza per esprimere il tuo pregiato parere. Il campo della moda lo conosci bene, quindi i tuoi apprezzamenti contano davvero! Mauro in effetti è un grande e serissimo professionista e sono d’accordo sul tuo parere espresso riguardo alla moda italiana…importante, ineguagliabile, di gusto…Peccato che molti se ne siano dimenticati, stilisti compresi! Dobbiamo renderle nuovamente il posto che merita!

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