Mauro Morellini, un grande editore e scopritore di talenti.

La scrittura è indubbiamente una forma di terapia.

E’ un grande uomo e un grande editore Mauro Morellini oltre che un incredibile scopritore di talenti letterari, un nome su tutti: Sara Rattaro che ha pubblicato per la prima volta il suo romanzo d’esordio “Sulla sedia sbagliata” proprio con la sua casa editrice. Inoltre è autore lui stesso di splendide guide turistiche, Mauro è stato di recente ospite del  programma “Uomini di Oggi”, trasmesso la Domenica mattina su Radio Senise Centrale.

Mauro, come sei diventato editore?

“Ho iniziato giovanissimo nell’ editoria, in particolare in quella scolastica. Allora facevo  il rappresentante di libri e curavo anche l’ edizione all’interno della casa editrice di famiglia. Dopo un breve periodo lavorativo presso IBS, ovvero il primo e-commerce in Italia, ho deciso, nel 2005, di dare vita a Morellini Editore.”

La Morellini Editore è certamente una splendida realtà non solo perché hai scoperto dal punto di vista editoriale la scrittrice genovese Sara Rattaro, ma anche perché pubblichi tantissimi libri davvero interessanti e di svariati generi. Ma con quale criterio scegli quelli da pubblicare?

“Ogni volta cerco di esplorare strade nuove in ogni ramo che occupiamo. Per esempio, per quanto concerne la narrativa, cerco di notare un linguaggio particolare, ad iniziare dalla ricerca dei vocaboli oltre che la genialità nella narrazione.”

Hai sottolineato l’ importanza di distinguersi dalla massa quando si scrive e tu, come Morellini Editore, organizzi, tramite La Fabbrica delle storie, degli splendidi corsi di scrittura… Ce ne vuoi parlare?

“Il merito di questa nuova attività dei corsi di scrittura è di Sara Rattaro con la quale è rimasto uno splendido rapporto nel corso degli anni, anche se pubblica da tempo con un altro editore. In pratica lo scorso anno ha avuto questa idea, o meglio questa intuizione, di organizzare a Milano, per la prima volta, un corso di scrittura al di fuori dell’università dove lei insegna, e di coinvolgermi. E così con  “La Fabbrica delle Storie” abbiamo dato il  via a questo bellissimo progetto. E visto il successo ottenuto abbiamo deciso di ampliarlo, mantenendo Sara come direttrice scientifica, e le abbiamo accostato, in veste di insegnanti, altri scrittori come Elena Mearini, Federica Bosco, Giorgio Maimone e Massimo Birattari, ognuno per ambiti e argomenti diversi. Tuttavia la caratteristica del corso organizzato e gestito da Sara, è una certa originalità, dal momento che si svolge in 4 Sabati con un proseguo poi one to one al fine di realizzare un’ antologia di racconti con un tema comune che vengono effettivamente pubblicati dalla casa editrice. In pratica si entra aspiranti e si esce scrittori, come ha detto un partecipante del corso della scorsa edizione. Chiaramente noi facciamo una certa selezione per quanto concerne i corsisti di questo corso, dal momento che, come ho detto poco fa, poi si arriva anche alla pubblicazione. L’antologia della quale ho accennato si intitola “La vita vista da qui” e narra di episodi di sopravvivenza di vario genere. Contiene, oltre ai racconti dei corsisti, anche uno della Rattaro. Devo dire che sono molto contento del successo che questa antologia sta ottenendo anche durante le numerose presentazioni in tutta Italia.”

E’ davvero molto bella quest’antologia, hai pienamente ragione Mauro! Abbiamo parlato di scrittori, di insegnamenti e, in qualche maniera, di insegnamenti. Ma qual è stato il più importante insegnante che ti ha donato la scrittura? Ti ha aiutato a conoscere qualcosa di più della tua persona?

“La scrittura è indubbiamente una forma di terapia. Personalmente ho iniziato a scrivere il mio diario quando avevo solo otto anni e lo conservo ancora. Quella di scrivere un resoconto delle mie giornate, oltre che di mettere in forma scritta le mie sensazioni ed emozioni giornaliere, è un’ abitudine che ho portato avanti, per così dire, fino ai miei primi quaranta anni. E questo, a mio avviso, aiuta molto a dialogare con se stessi e ha quindi una funzione molto importante. Non per nulla con la mia casa editrice organizzeremo presto anche dei corsi di scrittura vista come terapia.”

Tu scrivi molto anche tuttora in qualità di scrittore di guide turistiche. Ma, secondo te, oggigiorno è più difficile affrontare a cuor leggero un viaggio fisico, magari anche con mete molto distanti geograficamente parlando, o un viaggio interiore?

“Indubbiamente il secondo, dal momento che è molto complicato e complesso andare ad indagare la propria interiorità da un certo punto di vista. Tuttavia è anche possibile unire i due aspetti, ovvero approfittare del viaggio fisico per affrontare anche un viaggio interiore, senza alcuna paura del cambiamento. Il viaggio, in fin dei conti, è curiosità e confronto con ciò che è diverso e differente, oltre che la capacità di mettersi in discussione. Ciò ovviamente smuove in qualche maniera le nostre certezze e quella che noi chiamiamo comunemente zona di comfort.”

Assolutamente sì! Tuttavia, il viaggio interiore, è anche legato alla visione onirica… Quali sono i tuoi sogni ora? Che cosa  ti auguri per il futuro imminente?

“Io in realtà faccio sempre sogni di breve periodo, perché sono un sognatore con i piedi per terra, nel senso che cerco di dare ascolto solo a quelli realizzabili, seppure particolari e strani. Come il Labò del quale ti parlerò maggiormente e nel dettaglio nella nostra prossima chiacchierata!”

 

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