Metti una sera con…Gabriella Ferri.

I Pandemonium hanno reso uno splendido omaggio all'indimenticabile artista romana, Sabato 2 Dicembre al Piccolo Teatro di Pulcinella.

Pulcinella, Totò, il Vesuvio, il cuore della napoletanità più autentica. L’elegante via Urbana nel quartiere Monti, strada antica, utilizzata per portare i massi di travertino al Colosseo per la sua costruzione…Quì si trova il Piccolo Teatro di Pulcinella. Un vero e proprio salotto di antiche memorie sorto in una strada ricca di ristoranti, bar e negozi artigianali.

Il Salotto di Pulcinella è nato nel 2015, per volere di Vincenzo De Vivo, cantante, amante del Teatro e della Canzone Napoletana, e del fratello Mario, nei locali di un ex ristorante nato nei primi del 900.
Negli anni prima e dopo la guerra, di fronte all’ex ristorante (oggi Il Salotto di Pulcinella), c’era il famoso Teatro Manzoni dove andava in scena la rivista con Petrolini, Anna Magnani, Rascel, Macario e il grande Totò. Questi artisti erano frequentatori del ristorante antistante il teatro.
Oggi le mura del Salotto di Pulcinella, se potessero parlare, come si dice a Napoli, ci racconterebbero come e cosa mangiavano, le curiosità, i loro incontri a cena con impresari, accordi di paghe, malumori, gioie, speranze, in pratica la loro vita di quell’epoca. Intorno agli anni ’60, iniziò il declino e il teatro, ormai fatiscente, abbassò il sipario per sempre.
Il Teatro fu utilizzato dal giornale Il Messaggero di Roma fino al 1999 per stampare il quotidiano della capitale, distruggendo tutto per fare spazio alle rotative ed ai serbatoi dell’inchiostro e i locali vennero impiegati per lo stoccaggio delle balle di carta. La particolarità del locale è, quasi superfluo dirlo, la gestione verace napoletana, condotta con maestria dai due fratelli Vincenzo e Mario De Vivo, la semplicità degli arredi, il bianco delle pareti, e tre tele giganti, meravigliose. La prima ritrae la Napoli del 600. La seconda un Vesuvio in eruzione illuminato da una luna stupenda. Grazie al gioco delle luci, la luna e la lava sembrano vere. La terza, Napoli dell’Ottocento, raffigurante il maschio Angioino dal titolo le Guarrettelle, di Filippo Falciatore, pittore della metà dell’ottocento.

Un luogo davvero incantevole, in cui ci si immerge, per qualche ora, nella vera tradizione napoletana.

Si inizia alle 20.30, attraversando uno…specchio…Sì, perchè l’accesso è consentito dalla piccola hall dell’attiguo Hotel Canova, che, per l’appunto, sul lato destro, dispone di un grande pannello a specchio, che mai si penserebbe contenere l’antro delle meraviglie! Appena varcata la fantastica soglia, si riceve un primo piatto tipico napoletano, nel nostro caso una squisita pasta e lenticchie, bollente, come si confà al periodo freddo, poi un cuoppo con sfizi napoletani assortiti accompagnati da un calice di vino bianco o rosso fresco e frizzante, finita la degustazione, alle 21.30 inizia lo spettacolo. Come in ogni salotto che si rispetti, a fine spettacolo si scambiano due chiacchiere e qualche scatto con gli artisti tra babba’ e sfogliatelle.

Sabato 2 Dicembre il Salotto, per una volta, ha dato spazio alla romanità dal cuore grande, all’inno alla sensibilità di quella che è stata una delle più grandi interpreti romane: Gabriella Ferri. L’omaggio è stato reso da un gruppo che, in qualche modo, ha fatto anch’esso, la storia della musica italiana, vuoi per l’originalità, piuttosto che per il sense of humor, per professionalità, per contenuti innovativi…I Pandemonium. Gianni Mauro, Mariano Perrella, Patrizia Tapparelli, Gianna Carlotta. Quattro artisti straordinari, ciascuno con la propria peculiarità, hanno messo in scena uno spettacolo ben articolato, un viaggio vero e proprio attraverso il mito Ferri.

Gianni Mauro, nelle vesti di un goliardico Napoleone, ci ha guidati in questo percorso…Tra “Le mantellate”, “Dove sta Zazà”, “Grazie alla vita”, “Sempre”, “Sora Menica”, un’excursus davvero nostalgico, che ci ha fatti sognare per un’ora e mezza, tornando a periodi in cui eravamo felici. Personalmente, ricordo ancora il mio papà, da grande estimatore di Gabriella Ferri, cantarne, a gran voce, questi brani. Una romanità quasi, se non interamente, sparita. Nostalgia, sentimento, passioni, questo ci hanno trasmesso i Panedomonium, Sabato sera. Gradevolissima l’interazione con il pubblico, sempre piacevolmente partecipe.

Spettacolo davvero riuscito. Al termine, come bis, non poteva mancare lo storico brano, scritto da Gianni Mauro “Tu fai schifo sempre”, dissacrante e provocatorio (apripista di molti artisti successivi), con il quale, I Pandemonium, ottennero una notevole popolarità, vendendo centinaia di migliaia di dischi ed una precisa identità nel panorama artistico italiano.

Grazie a Gianni Mauro, sensibile autore, uomo di nobilissimi sentimenti, nonchè grande amico, per avermi resa partecipe di questa bella serata!

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