Milano Fashion Week 2017/18: Jil Sander, Gucci, Alberta Ferretti, Giorgio Armani.

Passerelle infuocate, Milano si accende: è partita la settimana della moda con le proposte del fashion system per l’Autunno Inverno 2017. Un esercito di super modelle, i flash dei fashion blogger e la professionalità degli stilisti sono i protagonisti indiscussi.

In the photo: GIORGIO ARMANI show

Jil Sander

La sobrietà che contraddistingue Jil Sander permea l’intera collezione Autunno/Inverno 2017 sotto forma di Chelsea boots in velluto e tronchetti con tacco a cubo. Insuperabili anche le sneakers in tinta unita, le pumps con plateau e le slippers foderate in shearling burgundy della Pre-Fall: Jil Sander sa come portare il tuo stile un passo avanti.

Gucci

Una collezione unisex in cui maschile e femminile si mescolano in totale libertà. Questo il tratto distintivo della cassati moda che al motto di “What are we going to do with al these future?” ha voluto proiettare il proprio front row in mondo venturo tra diverse ispirazioni. Il futuro della maison attinge dal passato tra Oriente ed esoterismo, tra composizioni di fiori e animali. Un po’ di Cina, ombrellini, cappe talari, mood anni ’70, colori sgargianti, decori, copricapi fiabeschi e accostamenti quasi azzardati sfilano sotto un tunnel di vetro.

Alberta Ferretti

Alberta Ferretti, invece, porta in passerella la prima modella con l’hijab e non è un escamotage per far scalpore. La top model di fede mussulmana si chiama Halima Aden e sfila con il capo velato. Il défilé della stilista italiana è ispirato a Venezia con tanto di Cappe che riproducono la laguna disegnate con tecniche pittoresche del ‘900. Una vera propria opera d’arte che cammina: lunghe cappe ad ornare abiti leggeri. Una collezione  che rappresenta un racconto di diversità e di bellezza in un tripudio di eleganza che da sempre contraddistingue la designer. Le trasparenze sono sicuramente il tratto distintivo, ma ampio spazio è stato dato anche a proposte di taglio un po’ giù maschile, cappotti rigorosi e aggressivi. Maschere, gioco e mistero catapultano il front row tra i canali veneziani.

Giorgio Armani

Vestirsi semplicemente come piacere personale. Forme e grafismi da abbinare a proprio piacimento seguendo l’istinto del momento, ma sempre fedeli ad uno stile preciso e ad un’estetica contemporanea. Giorgio Armani chiude la Milano Fashion Week con una sfilata che celebra ancora una volta la creatività italiana e traghetta ancora il marchio verso nuovi orizzonti poetici, romantici, femminili. I codici del bel vestire firmato Armani vengono riscritti con nuove nuances sempre più accese e con nuove texture sempre più vibranti: cappotti in mohair nei toni del corallo si indossano con pantaloni in velluto ricamati, ramages d’ispirazione giapponese si fanno decoro sul maxi coat imbottiti e infine gli abiti da sera scelgono la sensualità delle paillettes total black o l’iridescenza dei cristalli multicolor.

Foto: Nick Zonna

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