Mirko Valerio con “Il prezzo del domani” scava nei “dolori” della storia…

...raccontando l'amore, l'odio, il tradimento, la crudeltà della guerra...con sapiente conoscenza di un periodo tormentato!!!

Una trama capace di portare i lettori in un periodo storico appena passato e che ancora ha lasciato delle ferite aperte nella mente e nelle città del mondo. Stiamo parlando del primo dopoguerra che viene descritto da Mirko Valerio nel libro “Il prezzo del domani” pubblicato con Edizioni Kimerik.

Il giovane scrittore Mirko Valerio, classe 1980, professore di italiano, ha sapientemente trattato uno spinoso e drammatico periodo, con l’abilità e la “memoria” storica di uno, che quei momenti, li ha vissuti realmente! Incredibili descrizioni ci conducono proprio in quegli anni, quasi a volerci far dimenticare la giovane età di Mirko! Ben scritto, perfetta cronistoria, forse anche dovuta ai racconti dei nonni, Valerio parla di amore, odio, tradimento, sofferenza, amicizia…guerra! Lo fa con cuore, animo e grande partecipazione! Ne risulta un romanzo “vivo” non retorico o scontato, che oltre alle grandi tragedie di quel periodo, sa anche mettere in luce i momenti di gioia dei personaggi…Tutto da leggere!

“Uno scrittore ormai a corto di idee si ritrova con l’auto in panne nel cuore della campagna veneta. Nell’attesa che il guasto venga riparato, incontra un vecchio che, senza un motivo apparente, lo rende partecipe di una vicenda passata, di un intreccio di storie personali che meritano di riaffiorare. Pietro, Matteo, Marco, Lorenzo, Nico e Giovanni sono un gruppo di coetanei nati sul finire degli anni ’20. L’8 settembre 1943 è uno spartiacque: Pietro, lasciando in paese Sofia, la sua ragazza, decide di partire per la montagna come partigiano, seguito da Matteo, forse non del tutto consapevole di ciò che l’aspetta. Marco, invece, prende la decisione opposta e si arruola nella Milizia Repubblicana. Nico preferisce rimanere in paese ed operare per il coordinamento delle varie brigate partigiane. Sui monti incontrano Stella, una ragazza che fa da staffetta e che manifesta da subito un interesse per Pietro. In paese, Enrico, figlio di un pezzo grosso del partito, avvicina Sofia, la ragazza di Pietro. Dopo le prime missioni notturne in pianura, Pietro viene a sapere che in paese girano voci su una relazione tra Sofia ed Enrico e, sconvolto, decide di verificare di persona.

Nell’estate del 1944 viene assaltata una caserma militare italiana e Pietro e Matteo sono tra i primi ad entrarvi di nascosto. All’alba Nico viene imprigionato insieme ad altre trenta persone, in attesa di essere giustiziati per rappresaglia in seguito alla morte di alcuni soldati tedeschi. Durante l’inverno, Stella ha la possibilità di stare con Pietro, ma si accorge che, seppur ferito per il tradimento della sua ragazza, il cuore del ragazzo palpita ancora per Sofia. Così, a malincuore, decide di scendere in pianura a prendere la ragazza. Mentre i tedeschi si ritirano, Pietro e Matteo tornano al proprio paese ma Enrico, che sta cercando di scappare, blocca Sofia e la costringe a salire in macchina. E un inaspettato colpo di scena muterà per sempre il destino di Pietro, Sofia e Matteo.”

Questa, in sintesi, la trama del romanzo d’esordio di Mirko Valerio, che ci auspichiamo possa essere solo l’inizio di un gran bel percorso letterario!

“Mirko, lei ha esordito in grande, con un romanzo storico…”

“Non vi so dire se sia un iniziare “alla grande” però so che non è un genere facile da affrontare e gestire. Ci sono parti (a volte anche singole righe) che per essere narrate devono essere sostenute da un’accurata ricerca storica che richiede necessariamente molto tempo. E’ un genere impegnativo, ma sono molto contento del risultato, almeno sul piano della coerenza storica. Per quanto riguarda lo stile narrativo, invece, la parola spetta ai lettori.

“Periodo decisamente delicato! Come mai questa scelta e quale l’aspetto fondamentale che voleva mettere in risalto?”

Quando ero piccolo, mi appassionavano le storie che i miei nonni mi raccontavano sulla guerra, sui partigiani, su come avevano vissuto e affrontato quel periodo. Nella mia mente di bambino è diventata un’epoca quasi mitica. Poi, crescendo, ho avuto modo di conoscere in maniera più approfondita quel periodo storico, tramite ricerche personali e soprattutto grazie agli studi universitari. Ciò che mi piacerebbe far emergere son proprio le difficoltà, le vicissitudini, i dolori ma anche le gioie delle persone che sono vissute allora.”

“Amicizia, amore, tradimento, guerra, dolore…Cosa le ha lasciato tutto quel dramma interiore ed il patimento delle guerre, descritti nel romanzo?”

“Mentre scrivevo mi sentivo tanto coinvolto. So che può sembrare strano, ma per me è come se i personaggi fossero persone reali, con le loro caratteristiche e i loro caratteri. Quindi ho condiviso le loro vicende sia come scrittore che come parte del gruppo, diciamo. Amicizia, amore, odio… sono sentimenti da sempre presenti nell’animo umano, anche nella nostra quotidianità, ma durante quel periodo storico credo siano stati enfatizzati al massimo.”

“Esistono “ferite” ancora evidenti di quei periodi..?”

“Sì, indubbiamente. Ho visto persone ora anziane commuoversi mentre mi raccontavano delle sofferenze provate allora (e sono passati più di sessant’anni!). Faccio fatica, invece, a sopportare chi riporta vicende successe in quel tempo ai giorni nostri, strumentalizzandole per fini personali o politici.”

“Insegnante di Italiano, storia e geografia…La scrittura solo una naturale conseguenza od una passione vera e propria?”

“Entrambe le cose. La passione per la scrittura mi ha accompagnato per tutti gli anni dell’università ed è una delle cose che mi ha spinto ad intraprendere la carriera di insegnante. Ma al tempo stesso aiutare i miei alunni a migliorare mi è stato utilissimo: spesso scrivo personalmente testi e racconti su cui lavoriamo insieme in classe e le loro osservazioni sono uno stimolo continuo.

“I suoi studenti la “seguono” anche come scrittore, o la vedono solo come il loro insegnante?”

“Il loro entusiasmo mi ha molto colpito e, ovviamente, fatto davvero un gran piacere. Molti di loro hanno già letto il libro, qualcuno lo sta facendo (anche quelli che non amano affatto leggere) e altri lo tengono lì per i mesi estivi. Uno di loro addirittura ha letto 300 pagine in un solo giorno (dimenticandosi, però, di fare i compiti di grammatica!)”

“E’ già in programma un altro romanzo?”

“Qualche idea già ce l’ho e, ad essere sinceri, qualcosa ho già scritto, anche se si tratta di un genere diverso dal romanzo storico. Molto dipenderà anche da come i lettori accoglieranno “Il prezzo del domani”.

“Concludendo?”

“Vi ringrazio per avermi dato la possibilità di fare quattro chiacchiere con voi. E mi piacerebbe molto, se ce ne fosse la possibilità, potermi confrontare in futuro con qualcuno dei vostri lettori.

 

 

 

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